«Homo homini lupus»? Da almeno 12.000 anni

di Giorgio Chelidonio

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Già il fatto che questa nota “sentenza” [1]  – Homo homini lupus – derivi da un testo di Plauto (uno scrittore latino del III secolo a. C.) [2] lascia poco ottimismo sulla pacificità del sedicente Homo sapiens. Però, nei testi formativi del mio sapere archeo-preistorico era a lungo prevalsa l’idea che “la guerra” fosse un fenomeno innescato solo nell’ultima manciata di millenni: ad esempio, la cosiddetta “tavoletta di Narmer” [3], una lastra votiva di ardesia, prodotta in Egitto circa 5000 anni fa, e che raffigura un re nell’atto di dare il “colpo di grazia” (con una mazza) a un nemico già prostrato, mentre sul lato apposto il “proto-faraone” è rappresentato, alla testa del suo esercito, rivolto a file di nemici già decapitati! Senza troppo approfondire, documenti simili sono stati rintracciati negli scavi delle prime città mesopotamiche, alcune fondate già quasi 5000 anni fa (Sumeri proto-dinastici, 2900-2750 a. C.: il potere di Gilgamesh, quinto re di Uruk (la cui urbanizzazione era avviata già 6000 anni fa circa) è ricordato da una “mazza da guerra” litica [4] non diversa da quella con cui è raffigurato Narmer. Semplificando, era opinione diffusa che le “guerre” fossero un fenomeno innescato dalle grandi concentrazioni di popolazioni sedentarie, come pure la figura, implicita, dei “guerrieri” professionisti. Logico quindi che le prime fasi di sedentarizzazione, durante l’affermarsi di economie agricole e pastorali (caratterizzate – nel Medio Oriente – fra VII-VI millennio a. C. da villaggi in via di espansione demografica) [5] venissero descritte come società fondamentalmente egualitarie e pacifiche. E i precedenti cacciatori-raccoglitori? Non fosse altro per il loro nomadismo e la densità demografica relativamente bassa si credeva che fossero micro-società “pacifiche”.

Peccato che l’etnografia storica testimoniasse diversamente. Inoltre, nella piccola necropoli di Teviec (Quiberon, costa bretone) già 80 anni fa furono rinvenuti alcuni scheletri di pescatori-raccoglitori mesolitici (dunque pre-sedentari) con tracce di uccisione violenta, fra cui un individuo con una punta di freccia litica infissa in una vertebra [6]. Dunque, anche in condizioni pre-neolitiche era documentata l’aggressione, però apparentemente individuale. Anche il mito dei “pacifici primi agricoltori” giunti in Europa era però destinato a crollare. Infatti, nel 1983, a Talheim (in Germania) [7] fu scoperta una “sepoltura collettiva” risalente a circa 7.000 anni fa: 34 corpi (fra cui 16 adolescenti, 9 maschi adulti e 7 donne) vi erano stati sepolti e fra questi ben 14 crani portavano tracce di colpi d’ascia di pietra, oltre a 2 tracce di ferite da punte di freccia. Questa evidenza si è moltiplicata nel 2015: a Schöneck-Kilianstädten [8] un sito (coevo a Talheim) posto a 20 km. a nord/est di Francoforte, si rinvenne una “fossa comune” contenente gli scheletri di 26 individui, fra cui 13 adolescenti (10 di loro avevano meno di 6 anni) e persino di un bimbo di 6 mesi, uccisi a colpi di strumenti litici, asce, mazze e/o frecce.
Il mito del “buon neolitico” pare così definitivamente tramontato, ma un altro rinvenimento ha spostato ulteriormente all’indietro la data delle uccisioni, probabilmente su base tribale: nel gennaio scorso a Nataruk (
30 chilometri dal lago Turkana, in Kenya) sono state trovate ossa fossili di un gruppo di cacciatori-raccoglitori preistorici uccisi, circa 10.000 anni fa, in quello che è stato presentato come un “conflitto armato”: vi sono emersi i resti di 27 individui, 21 adulti e 6 bambini, fra cui 10 (con scheletro quasi completo) recanti i segni di una morte violenta, dovuta a traumi cranici (causati da corpi contundenti), cuspidi litiche penetrate nelle scatole craniche o nei toraci e, persino, fratture alle ossa delle mani, delle costole e delle ginocchia. A incrudire lo scenario “bellico” pare non si tratti di sepolture ma di corpi caduti «nelle acque poco profonde di quella che all’epoca doveva essere una bassa laguna, dove sono stati poi coperti e conservati dai sedimenti. Secondo i ricercatori, questi cacciatori-raccoglitori, forse membri di una famiglia allargata, furono attaccati e massacrati da un gruppo rivale» [9].
Proprio in quei giorni, a una conferenza che trattava l’annoso tema dell’estinzione dei Neanderthaliani, un noto paleo-antropologo si era dichiarato convinto che fossero “stati estinti” dai rappresentanti della nostra specie, armi alla mano anche se non se ne trovano tracce. A sostegno di questa sua convinzione lo specialista evocò i principali genocidi storici: non sapeva ancora che un paio di giorni prima era uscita la notizia che su un cranio del sito spagnolo di Sima di Los Huesos (vicino a Burgo) erano state rilevate tracce di sfondamento dell’osso frontale ripetute, verosimilmente, con una pietra acuminata o almeno spigolosa. Pare che sia quest’ultima la traccia più antica di uccisione intra-specifica, ma la datazione è ben più antica: 430.000 anni circa [10] e quella popolazione era in qualche misura “antenata” degli stessi Neanderthal.
Il “cosiddetto male”, come Konrad Lorenz [11] aveva definito l’aggressività intraspecifica, assai probabilmente affonda le sue origini nelle radici evolutivo “a cespuglio” degli stessi ominidi [12].

Verona 18.4.2016


LINKS UTILIZZATI più un libro:

  1. #0563c1;">http://www.treccani.it/vocabolario/homo-homini-lupus/
  2. #0563c1;">http://www.treccani.it/enciclopedia/plauto/
  3. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Tavoletta_di_Narmer#/media/File:Narmer_Palette.jpg
  4. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dei_Sumeri#/media/File:Mace_Gilgamesh_Louvre_AO3761.jpg
  5. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%87atalh%C3%B6y%C3%BCk
  6. #0563c1;">https://en.wikipedia.org/wiki/T%C3%A9viec
  7. #0563c1;">https://en.wikipedia.org/wiki/Talheim_Death_Pit
  8. #0563c1;">http://www.livescience.com/51884-neolithic-massacre-mass-grave.html
  9. #0563c1;">http://www.lescienze.it/news/2016/01/20/news/guerra_preistorica_cacciatori-raccoglitori_massacro-2935514/
  10. #0563c1;">http://www.lescienze.it/news/2015/05/29/news/primo_omicidio_storia_sima_de_los_huesos_rito_funerario-2628241/
  11. Lorenz K., 1963: «L’aggressività», Il Saggiatore.
  12. #0563c1;">https://it.wikipedia.org/wiki/Hominidae

 

Giorgio Chelidonio

Un commento

  • Chelidonio Giorgio

    Volendo precisare il punto interrogativo posto da Daniele, aggiungerei ….una specie (la nostra) i cui maschi hanno ereditato la gerarchizzazione violenta che condividiamo con i nostri (lontani) cugini scimpanzè (i bonobo sono già diversi, forse per questo sono a rischio estinzione).
    Ma l’evoluzione ha prodotto anche quelli che S.Blaffer Hrdy definiva “maschi collaborativi”, che in condizioni di tensioni non estreme cercano modalità per prevalere sulla “scimmia assassina”, definizione che venne affibbiata agli australopitechi appena scoperti.

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