«Hotel Nord America»

di Andrea Mameli

L’ostetrica di Perdasdefogu, la senatrice Merlin, il pastore che conosceva Omero e altre storie (ispirate dai diari di Ida Naldini) nel romanzo di Giacomo Mameli

Viaggio verso l’ignoto e la scoperta del proprio ruolo nel mondo

Uno degli effetti collaterali – fra i pochi piacevoli – di questa maledetta pandemia è che le presentazioni dei libri non sono riservate ma si aprono alla partecipazione distanziata, nel tempo e nello spazio. Così mi sono imbattuto nella presentazione del romanzo di Giacomo Mameli «Hotel Nord America» organizzata dalle Officine Creative al Guado il 7 dicembre 2020 e conservata su Youtube: https://youtu.be/fBy-DqSwoU8

È qui che ho sentito il critico letterario Franco Manzoni accostare Giacomo Mameli a Pasolini, Pirandello, Verga, Gadda e allo stesso Alessandro Manzoni, per la capacità di avvicinare il sardo all’italiano con un formidabile arricchimento della narrazione.

Franco Manzoni ha fatto cenno anche all’importanza delle note, lasciate dalla protagonista del romanzo, Ida Naldini, che nella vita reale di Giacomo Mameli era la mamma. Non solo il numero dei bambini aiutati a nascere a Perdasdefogu (più di 1800) ma una lunga serie di episodi vissuti nel corso della sua carriera di ostetrica. Quelle note, trovate casualmente anni dopo la morte di Ida, all’interno del registro dei parti, da Anna Mameli, sorella di Giacomo, iniziano in quel fatidico 1939. È l’anno in cui la protagonista fu spedita in Sardegna, immediatamente dopo aver conseguito il diploma in ostetricia all’Università di Bologna, con lo scopo di contribuire (insieme a decine di sue colleghe) a ridurre la mortalità legata al parto.

In quella presentazione Giacomo Mameli (che, come svela il mio cognome, ho il piacere di conoscere molto bene) ha raccontato l’origine delle storie che compaiono nel romanzo, che testimoniano il valore etico del raccontare. Ha ricordato quando la protagonista replicò alla domanda di un carabiniere – «Lei signora non deve assistere una zingara a spese del Comune» – con una semplice, potentissima, risposta: «Io assisto una donna, assisto una mamma». O il nonno Giacomo, ferroviere anarchico, che leggeva Umanità Nova, e altri suoi parenti, perseguitati dal fascismo. Destino comune a Lina Merlin, confinata per 5 anni in Sardegna, in seguito al rifiuto di giurare fedeltà al regime. C’è un curioso legame tra il titolo del romanzo e la legge del 1958 che porta il nome della maestra Merlin, poi senatrice socialista. Come pure interessanti sono le tracce del processo di modernizzazione dell’Italia, evidenziate dalla nascita della Scuola Media, strumento educativo che aggredisce con forza l’analfabetismo, e i premi ai ragazzini di Perdasdefogu, autori di una radio scolastica. C’è anche un episodio epico nel 1970: la levatrice raggiunge, in elicottero e campagnola, la donna del pastore, nella loro spelonca senza letti, abitata insieme agli animali e ai tre figli (Enea, Omero, Virgilio). E la constatazione che quel pastore, ufficialmente analfabeta, conosceva a memoria l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, La Gerusalemme Liberata e l’Orlando Furioso.

Colpito da tante emozioni e per il gusto di giudicare di persona ho comprato il libro e l’ho divorato. Ho così trovato le conferme che cercavo: Giacomo Mameli ha raccontato, usando il linguaggio di chi parla, storie che hanno il valore di narrazioni universali. E ho capito che questo libro rappresenta un monumento al valore della memoria. Mi fa pensare anche a quanto possono essere preziose le note scritte, grazie alle quali si possono ricostruire gli accadimenti e raccontare le storie.

Giacomo Mameli

«Hotel Nord America»

Il Maestrale

320 pagine

Giacomo Mameli è nato a Perdasdefogu nel 1941. Laureato in Sociologia, giornalista, ha lavorato a quotidiano L’unione Sarda, collabora con La Nuova Sardegna, ha condotto per più di 20 anni programmi televisivi di divulgazione economica in emittenti locali. È direttore artistico del festival letterario di Perdasdefogu: “Settesere, Settepiazze, Settelibri”. Insegna Teoria e tecnica della comunicazione nelle scuole superiori, è docente a contratto con l’Università di Cagliari. Scrittore prolifico: con la Cuec ha pubblicato: La ghianda è una ciliegia, Il forno e la sirena, Sardo sono, Le ragazze sono partite, Come figlie, anzi; con il Maestrale sono usciti: Le chiavi dello zucchero e Hotel Nord America.

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • Nella recensione di Bastiana Madau del primo agosto 2020 https://www.manifestosardo.org/hotel-nord-america-di-giacomo-mameli/ ho trovato due informazioni che vorrei aggiungere all’attenzione delle lettrici e dei lettori del blog la bottega del barbieri

    1) oltre al motivo principale per il quale Ida era stata mandata in Sardegna vi era anche una seconda ragione: “Il decentramento in certe regioni italiane di contingenti di ostetriche faceva parte a pieno titolo delle politiche familiari del regime. Il Duce voleva famiglie numerose, maschi da mandare in guerra, a conquistare il mondo.”

    2) scrive Bastiana Madau: “Con l’arrivo dell’ostetrica la diminuzione della mortalità neonatale diventa tangibile”, “Prima ne morivano tra otto e dieci all’anno, ne erano morti 16 su 42 nel 1934. Nei miei primi dieci anni, fino al 1949, due funerali all’anno per neonato”

    3) questo libro di Giacomo Mameli è il quindicesimo (e se le mie previsioni saranno confermate presto vedremo il sedicesimo)

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