Igor Costanzo: rom, capro espiatorio d’Europa

A 10 anni dall’ultimo sanguinoso conflitto in Europa, la situazione nei campi per i rifugiati è via via peggiorata. La guerra fra serbi e albanesi, oltre a essere stata un’immane tragedia, si è ripercossa sulle innocenti popolazioni rom.

«Prima dell’invasione – dice Jackie, un giovane che grazie al suo buon inglese e alle sue spiccate qualità è diventato uno dei punti di riferimento della sua gente – il nostro popolo abitava in grandi case con bei giardini». E ancora sconsolato ricorda: «molti di noi lavoravano, chi con la raccolta del ferro, chi con piccoli commerci» .

I rom abitano i Balcani da oltre 700 anni, ora che le loro case sono state bruciate o occupate, sono costretti nei campi dell’Onu, dove la situazione ha superato da tempo il limite del collasso. In sostanza vivono in baraccopoli con gogne a cielo aperto, aspettando gli aiuti delle ong (organizzazioni non governative) o cercando tra i rifiuti.

Il campo di Mitrovica conta 150 famiglie, in tutto 600 persone. Chiunque conosca queste popolazioni sa che sono assai prolifiche. A esempio Safeti, la giovane che ci accoglie, è già madre di 8 piccoli. Quindi di queste 600 persone, la stragrande maggioranza sono bambini sotto i 6 anni.

E’ di qualche conforto sapere che una ong statunitense, la Mercy Corps, ha in progetto di costruire prefabbricati, dove sistemare queste popolazioni ingiustamente scacciate dalle loro abitazioni. I lavori per le prime cinquanta case sono iniziati il 23 aprile. In giugno il progetto dovrebbe essere ultimato con altre novanta. C’è quindi da ben sperare per la situazione alloggi, che verrà finalmente risolta a breve, ma chi si preoccupa dell’emergenza sanitaria da intossicazione da piombo?

Il campo è stato costruito tra una linea ferroviaria e una discarica di piombo. Come ricorda il poeta Paul Polanski (che mi sta facendo da guida tra questi «dimenticati d’Europa») «negli ultimi anni qui i treni hanno investito e ucciso 5 bambini ma il vero dramma è l’avvelenamento di piombo; sono fortunati se arrivano a compiere cinque anni».

Quindi, anche nel caso qualcuno di questi bambini sopravvivesse, riporterebbe danni cerebrali irreversibili.

L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha intimato da anni di evacuare i campi, ma i suoi appelli sono caduti nel vuoto. Negligenze di persone e associazioni si sono susseguite in modo continuo. A partire dall’Onu (in Kosovo diretta dall’italiano Zannier) che è  a conoscenza dei fatti, ma che non è ancora intervenuta, pur sapendo che ogni giorno aggrava ulteriormente la situazione di queste creature innocenti.

Per chi volesse esprimere la propria solidarietà segnalo la Krrf, Kosovo Roma Refugee Foundation, e il sito internet www.toxicwastekill.com

UNA BREVE NOTA

Igor Costanzo è nato a Desenzano del Garda (Brescia) da una famiglia italo-finlandese. E’ poeta, scrittore e performer. Di recente ha collaborato con artiste/i come Agneta Falk, Lawrence Ferlinghetti, Jack Hirschman, Alda Merini e Alberto Masala. Nel 2007 è uscito (da Zanetto editore) «Innocenza in bilico», una sua antologia poetica.

Sul nuovo, feroce razzismo che in molti Paesi europei (Italia compresa) si riversa contro i rom (o coloro che, per comodità, vengono definiti tali) troppo poco si dice. Per capire quanto complessa e sfaccettata sia la situazione in Europa consiglio di leggere «I mangiacani di Svinia, una epopea rom» di Karl-Markus Gauss, tradotto (nel 2008) dall’editore napoletano Ancora del Mediterraneo. Una mia recensione al libro è su questo blog in data 11 maggio 2008.

Redazione
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