Il Come Eravamo del Come Saremo: Strane Testate 4

di Mauro Antonio Miglieruolo

La Fantascienza come poesia per immagini, puntata numero 67

Romanzo suggerito: Alfred E. Van Vogt – La Casa senza Tempo. Ma solo in ragione del mio irragionevole (forse) ossequio al grande canadese. Tranquilli, comunque. Sotto un certo livello, anche si tratta di Van Vogt, non ho intenzione di scendere. L’autore è tale che vale la pena di leggerlo anche solo per comprendere metodi e procedimenti mentali. Ma è un buon romanzo, tutto sommato.

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Femminismo prima del femminismo? O malizioso suggerimento da parte dell’illustratore? All’epoca erano comuni le immagini che rappresentavano donne discinte (stavo per scrivere “donnine”. Un fondo di vergogna mi ha impedito all’ultimo momento di farlo.)

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Qui francamente non posso che prendere posizione a favore dell’alieno, apparentemente molto più saggio (e umano) dell’uomo. Capisco che rappresentata in quel modo la donna più che tale possa apparire un’arma omicida, ma solo perché al fondo di ogni essere di sesso maschile è nascosto un bambino che CREDE non potersi difendere. In realtà, confessiamocelo, è che NON VUOLE DIFENDERSI.

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Captain Future Vol. 5, No. 2 (Spring, 1943)

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Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

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