Il dolce domani – Russell Banks

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succede un incidente, un bruttissimo incidente.

la storia viene raccontata da diversi punti di vista, quello dell’autista, quello di qualche genitore dei bambini morti, quello di un avvocato.

e poi c’è una ragazzina, l’unica sopravvissuta, non si sa se deve essere in colpa per non essere morta come gli altri, o essere contenta di stare in una sedia a rotelle, e custodisce un terribile segreto.

e c’è un altro protagonista, l’avidità, è lì, senza nome, ma ben presente.

se dopo averlo letto resti inquieto vuol dire che il libro è andato a segno.

è il primo libro di Russell Banks che leggo, scrive davvero bene.

 

si legge alla fine del libro:

“Come in Faulkner, James o Melville, il contesto del luogo e della realtà sociale è solo un pretesto. Sin dall’inizio, non si sa quello che sta per accadere, ma si sa che è importante. E quello che sta per accadere è il male.” – parole di Gustav Herling su Banks

“Negli Stati Uniti, da una ventina d’anni, qualcosa di terribile è accaduto ai nostri bambini. Li abbiamo persi. L’America è in uno stato di crisi profonda, antropologica, in cui le istituzioni di base (famiglia, scuola, chiesa, villaggio, comunità) sono crollate le une dopo le altre. Con la perdita dei nostri bambini, l’avvenire passa dietro di noi, e ci lascia di fronte al dolce domani illusorio.” – parole dell’autore stesso.

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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