Il Forum di Clara

di Maria G. Di Rienzo (*)

Quando Clara Makwara diede vita al “Forum immediato per la verità e la giustizia”, nel 2010, non aveva un centesimo di budget e gli incontri si tenevano in casa sua. Lo scopo dell’impresa era (ed è) grande quanto l’azzardo del darvi inizio in tali condizioni: ridurre la violenza di genere nella comunità del 50% entro il 2015. «La violenza domestica è un problema serissimo qui e non potevamo aspettare che qualche organizzazione ci desse assistenza. All’epoca pensai anche che se avessimo cominciato a far qualcosa per conto nostro forse quell’assistenza sarebbe arrivata più in fretta» dice Clara. Questa donna di 43 anni è consigliera comunale a Chitungwiza nello Zimbabwe. Ha dovuto smettere di studiare dopo aver terminato le scuole elementari a causa della povertà della sua famiglia e ha lavorato molti anni come operaia tessile. «Nel 1996 ho avuto una specie di scatto d’orgoglio, mi sono licenziata e mi sono messa in proprio a disegnare tessuti. Ho cominciato a far politica nel 2001 e dal 2007 sono consigliera. Sono entrata nell’arena politica con un chiodo fisso in testa: alleggerire il peso portato dalle donne. La penso in modo diverso da chi continua a dire che la politica è una cosa sporca. Io credo che possa essere uno spazio salutare, una forza positiva per il cambiamento».

Oggi il Forum di Clara ha ottenuto riconoscimenti e premi e qualche sostegno, così – oltre a investigare e monitorare la violenza domestica – può offrire rifugio temporaneo alle vittime, metterle in contatto con medici e avvocati volontari e, ove possibile, fa incontrare vittime e perpetratori affinché cerchino insieme guarigione e riconciliazione. Clara dice che le donne restano spesso intrappolate in matrimoni violenti a causa dell’effetto combinato di analfabetismo, povertà e pratiche religiose e culturali dannose. «E’ cruciale comprendere le preoccupazioni di una vittima di violenza. Di solito la donna resta nelle condizioni in cui la subisce perché non ha altra scelta. Nella maggior parte dei casi non è economicamente indipendente. Una delle esperienze più difficili che ho dovuto maneggiare riguardava una donna che di violenza domestica è morta. Il marito si risposò immediatamente dopo il suo funerale, ma anche lui morì poco dopo e la sua nuova moglie cacciò per strada i bambini della prima. Ho dovuto portarli a vivere con me sino a che non siamo riusciti a ridare loro quel che spettava di diritto. E’ stato un periodo davvero difficile. Ma attualmente sono felice, perché il Forum sta uscendo dai confini della nostra comunità, sta raggiungendo altre zone, e noi cominciamo a vedere i risultati concreti del nostro lavoro».

Le tre principali facilitatrici del “Forum immediato per la verità e la giustizia” sono tutte ex vittime di violenza. Annie fu cacciata di casa dal marito dopo anni di pestaggi e il suo primo rifugio è stato il garage di Clara Makwara; la stessa cosa accadde più tardi a Maria, ma il Forum era già in grado di offrirle temporaneamente una casa; Helen aveva sopportato un decennio di abusi da parte del coniuge prima di approdare al Forum. La loro trasformazione, da vittime a educatrici che danno sostegno e conforto ad altre donne, non è rara: assai più difficile è vedere un perpetratore (di abusi) cambiare e assumere il ruolo di consulente, ma questo è ciò che accade al Forum. «Come veterano di guerra, era inevitabile che io pensassi alla violenza come all’unico modo possibile di risolvere le dispute» racconta Richard Mbewe, assistente personale di Clara: «Ero solito picchiare le donne sino a che non ne potevano più e mi lasciavano. Ho imparato il rispetto per le donne qui, frequentando questo gruppo. Ho imparato che una donna non è uno strumento, è una compagna. E spesso è la persona più preziosa nella tua vita». Un altro uomo membro del Forum, Samuel Sundire, dice che «una migliore comunicazione fra donne e uomini è il solo modo per smantellare credenze profondamente radicate: noi veniamo allevati nella credenza della superiorità dei maschi. Io mettevo le mani addosso a mia moglie se solo osava rispondermi quando parlavo».

Nei prossimi mesi di quest’anno, il Forum ha in programma di condividere le sue storie con un pubblico più ampio, perciò i suoi membri (maschi e femmine) si stanno ingegnando a essere anche attori, musicisti, compositori, registi e sceneggiatori: tramite il teatro comunitario – spiegano – desiderano portare la guarigione e la consapevolezza direttamente nello spazio pubblico.

«Stiamo avendo successo» dice ancora Clara Makwara: «Ma è un successo che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei gruppi di donne, di Gender Links, dell’Unità di sostegno alle donne in politica, e di altre organizzazioni con cui ho lavorato. Capisco ora che il mio scopo, il mio dovere, il mio destino sono il portare una differenza nelle vite di donne ed uomini, e capisco che dobbiamo lavorare tutte e tutti insieme affinché il cambiamento avvenga».

(*) Gli articoli di Maria G. Di Rienzo sono ripresi – come le sue traduzioni – dal bellissimo blog lunanuvola.wordpress.com/

Redazione
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  • Marco Pacifici

    Sarei grato a Maria G Di Rienzo o a chi per Lei Le facesse sapere che tempo fa (pochi mesi…) ho letto “Donne Disarmanti” scritto da Lei e Monica Lanfranco (anche per questo Le ho stupidamente confuse…) RESISTENZA PASSIVA ED ATTIVA…SILENZIO ED IMMOBILITA AD OLTRANZA, COINVOLGENDO LA POPOLAZIONE NELLA DIFESA POPOLARE NON VIOLENTA DEL TERRITORIO DALL’INVASIONE ARMATA…. Sara’ Gioia confrontarci(io sono per la PACE, ma ho problemi di certo dovuti ad esperienze personali o a rabbia infantile sulla “non violenza”) e ancor di piu se venissero a Tuscania ai Magazzini della LUpa (con cui la nostra libreria piccina ma indipendente collabora )a parlarne. marcopacificim@libero.it 3470083131. Che la Vita ci sia leggera.

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