Il movimento curdo ci chiama in piazza

Manifestazioni in tutta Italia da 13 al 21 dicembre (*)

Ci volevano i ricatti del boia Erdogan alla Nato per far riparlare i media sull’invasione turca del Rojava, sui quotidiani massacri e crimini di guerra procurati ai curdi dall’occupazione.

E’ paradossale che questo avviene al vertice Nato di Londra. Quella Nato che Macron dichiara «celebralmente morta» suscitando scandalo tra i partners atlantici, ma che ha dato il via libera a Erdogan di invadere-occupare il Rojava e che non mette alcun veto all’assassino Erdogan, anche quando minaccia di bloccare i previsti piani Nato per il Baltico in chiave antirussa.

Intanto le popolazioni dei territori occupati soffrono tutte le vessazioni da parte dell’esercito turco e dei suoi ascari jadisti, patimenti e sofferenze scomparsi dai media in osservanza al boia Erdogan capace di imporre il bavaglio alle taaccogliamo questa istanza dando vita ad una settimana di manifestazioni in tutta Italia da 13 al 21 dicembre, inizierà Firenze il 13/12 poi via via in vari territori, culmnte sbandierate libertà democratiche, che in occidente dovrebbere fare la differenza con il regime dittatoriale vigente in Turchia e nei territori occupati.

Del resto anche l’Onu tace e questa volta non solo per i veti posti dagli Usa a qualsiasi condanna dell’alleato turco, ma anche da Russia, Cina e Inghilterra che fanno affari con il tiranno e si ingrassano con la guerra. Rimane solo la Francia con Macron a balbettare qualche rimostranza ma che non avrà seguito anche perchè la Francia non uscirà dalla Nato.

Di fronte a questo deprimente spettacolo che ricorda quelli già visti negli scenari di guerra mondiale dove i “piccoli” popoli non contano niente rischiando di essere annientati – come già accaduto per gli armeni e oggi per i palestinesi e i curdi – solo la mobilitazione internazionale risponde alle necessità di opporre resistenza alla sopraffazione e di prospettare l’alternativa della liberazione al dominio neocolonialista e imperialista.

Il Movimento Curdo chiama tutte/i noi a dare continuità all’azione solidale proponendo una iniziativa a carattere globale per il 14 dicembre.

Raccogliamo questa istanza dando vita a una settimana di manifestazioni in tutta Italia da 13 al 21 dicembre: inizierà Firenze il 13/12, poi via via in vari territori, culminando sabato 21 dicembre con 2 manifestazioni interregionali , per il centro-nord a Bologna e per il centro-sud a Napoli.

A FIANCO DEL POPOLO CURDO E DI TUTTI I POPOLI OPPRESSI , FACCIAMO SENTIRE FORTE E COESO IL NOSTRO IMPEGNO.

L’immagine – scelta dalla “bottega” – è di Zerocalcare

Redazione
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Un commento

  • Daniele Barbieri

    Racconta Vincenzo che una Napoli sotto la pioggia e immersa nella vetrina delle festività natalizie ha accolto, nel pomeriggio del 21 dicembre, la manifestazione in solidarietà con il popolo curdo, sofferente e resistente alla spietata occupazione turca di territori nel Rojava.
    Una delegazione di curdi e napoletani è stata ricevuta in Prefettura alla presenza del sindaco. Alla manifestazione promossa da molteplici realtà napoletane e campane, hanno preso parte numerose delegazioni provenienti da Roma, dall’Abruzzo, Basilicata,Puglia e Calabria. Lungo il corteo si sono alternati ai microfoni Alex Zanotelli, Laura Corradi, Un Ponte Per, i Cobas, la Rete Kurdistan, il Centro Ararat, studenti campani e romani, i giovani di Friday For Future…
    Ci siamo salutati con l’impegno di:
    – proseguire la mobilitazione per liberare il Rojava dall’occupazione turca sostenendo in ogni modo la resistenza e i combattenti curdi;
    – stare a fianco di compagne/i a processo per aver partecipato alla resistenza curda contro lo Stato islamico;
    – partecipare alle prossime iniziative nazionali: l’11 gennaio 2020 a Bologna (anche per ricordare l’assassinio delle 3 militanti curde – Sakine,Leyla,Fidan – uccise dai servizi segreti turchi a Parigi il 9 gennaio 2013) e l’Assemblea Nazionale della Rete Kurdistan il prossimo 25-26 gennaio a Firenze.
    Zanotelli ha detto: «Mi vergogno per questo mio Paese, l’Italia, che continua a vendere armi alla Turchia sapendo bene come vengono utilizzate». E l’attivista Alfonso De Vito ha ricordato che «proprio a Napoli il ministro degli Esteri si impegnò a intervenire contro la vendita di armi alla Turchia da parte italiana ed europea».

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