Il Nicaragua tra la padella e le braci

Proseguono gli arresti su richiesta degli inquilini di El Carmen

di Bái Qiú’ēn

Alcuni hanno letto qualche opera marxista e si ritengono molto sapienti, ma quel che hanno letto non è penetrato, non ha messo radici nella loro mente (Mao tse-Tung, 1957).

Da un po’ di tempo, in Nicaragua circola un chile, una barzelletta.

Un signore già avanti negli anni si presenta al seggio e, dopo aver votato chiede: – Per caso, mi media manzana, mia moglie, ha già votato?

Uno scrutatore gli domanda: – Perché… non vivete più assieme?

Mirá, ‘manito, è morta da tredici anni. Però, da quando se pasó la raya non ha mancato a una sola elezione e mi piacerebbe tanto rivederla ancora una volta.

Ormai una vita fa, ricordiamo che durante un corso di formazione politica della scuola quadri del vecchio Pci, il docente di statistica Paolo Fortunati tenne una lezione sulla sua materia, affermando che gli si può far dire tutto e il contrario di tutto. È sufficiente accettare i dati che sostengono la propria tesi e rigettare tutti quelli che la contraddicono. Il senatore comunista fu decisamente più articolato nella sua spiegazione, ma il succo era questo: i dati forniti dalle statistiche devono sempre essere presi con le molle.

Allo stesso modo, fin dall’inizio si può manipolare qualsiasi sondaggio. Basta formulare le domande in modo che le risposte abbiano una determinata e prevedibile tendenza. Per esempio, se si chiedesse: «Lei preferisce un cioccolatino o un calcio negli stinchi?», si può tranquillamente ottenere come risultato: il 100% della popolazione ama il cioccolato. Se si ponesse la domanda: in una scala da 6 a 10, come giudica l’operato del governo Draghi? È evidente che il risultato sarebbe: gli italiani approvano.

Certo, sono decisamente esagerati gli esempi che abbiamo fatto, ma chiariscono il concetto.

M&R Consultores, l’unica impresa di sondaggi esistente in Nicaragua, a metà del luglio scorso ha presentato l’#0000ff;">ottavo sondaggio elettorale: il 62,8 voterebbe per il FSLN. Il dato è riferito alla somma fra il voto sicuro e quello probabile. L’inchiesta era stata effettuata dal 27 giugno al 3 luglio.

I risultati precedenti gli davano il 67,8%. Oggi è esattamente il 5% in meno.

Un calo che fa pensare, arrivando immediatamente dopo la raffica di arresti degli oppositori. Non sarà un effetto boomerang?

Se anche lo fosse, agli inquilini di El Carmen non fa né caldo né freddo. Tanto che gli arresti sono continuati. Fino a mettere ai domiciliari la candidata alla vicepresidenza per la Alianza Ciudadanos por la Libertad. Questa volta è davvero una candidata ufficiale a tutti gli effetti, non come per altri otto che erano solo pre-candidati. Poche ore dopo la presentazione dei nomi al Consejo Supremo Electoral, alla abitazione di Berenice Xuyami Quezada Herrera si sono presentate le autorità giudiziarie accompagnate dalla polizia, notificandole il provvedimento restrittivo della sua libertà. Sequestrandole tutti gli strumenti di comunicazione e il passaporto. E, al contempo, informandola sulla impossibilità di restare candidata. Colpevole fino a prova contraria.

Al suo attivo come personaggio politico c’è il nulla più assoluto. L’unica carta che possedeva per competere contro la coppia presidenziale Ortega-Murillo era di essere stata la Miss Nicaragua 2017. Per il fatto di dichiarare: «Riporterò la democrazia in Nicaragua per dare un futuro ai giovani» e di aggiungere: «per questo mi metto in gioco per difendere la nostra bandiera, l’unica che mi rappresenta», la sua carriera politica si è schiantata contro l’accusa di incitamento all’odio.

«Il futuro della nostra generazione, essendo già presente, ci spaventa. Per questo, dobbiamo prendere sulle nostre spalle il compito di forgiare una Patria nuova, quella che non hanno saputo o voluto darci i nostri predecessori. Oltre a ciò, abbiamo l’ineludibile e naturale dovere di creare il Nicaragua che lasceremo in eredità ai nostri figli. Missione che non appartiene né può appartenere ai partiti politici, bensì alla gioventù. A una generazione senza altri legami che il proprio dovere, che non ha fardelli o colpe che ne frenino la marcia verso l’obiettivo finale. A una gioventù rivoluzionaria, disposta a qualsiasi sacrificio e stimolata dal sogno di una Patria vera, sotto una bandiera. Bianca e azzurra».

Queste parole non sono state scritte da un contestatore del 2018, anche se così potrebbe sembrare. Uscirono nel 1959 dalla penna di Edwin José Castro Rodríguez, detenuto nelle patrie galere somoziste per aver partecipato all’attentato di Rigoberto López Pérez contro Anastasio Tacho Somoza il 21 settembre 1956.

Grazie alla Ley de fuga, fu assassinato nel 1960, a soli trenta anni.

Mentre la magistratura convoca un buon numero di medici, ricordando loro che esiste la legge sui cyberdelitti, alla fine di luglio l’Asamblea Nacional ha cancellato la personería jurídica a 24 ONG, delle quali 15 erano associazioni di medici. Le motivazioni ufficiali si riferiscono ai bilanci, alla mancanza di ricambio dei dirigenti e a un sacco di altre cavillosità. Guarda caso, erano le associazioni mediche più critiche in questo ultimo anno nei confronti della gestione della pandemia da parte del governo. È assai probabile che i conti non fossero in ordine e che da troppo tempo non fossero cambiati i nomi dei responsabili. A quanto pare, però, ciò accade pure per numerose ONG filo-governative. Che continuano a operare senza alcun problema.

«Los nicaragüenses tienen derecho a expresar libremente su pensamiento en público o en privado, individual o colectivamente, en forma oral, escrita o por cualquier otro medio» (Costituzione politica del Nicaragua, approvata il 10 febbraio 2014. Art. 30).

Che la destra becera e troglodita del Nicaragua non sia una opzione, è evidente pure ai ciechi. Ma pensare che l’orteguismo incarni i valori più nobili della sinistra e non abbia invece tradito la storia del sandinismo è non voler vedere oltre il proprio naso. O voler ancora credere nelle favole.

Purtroppo i nicaraguensi sono costretti a friggere nella padella, poiché l’alternativa è cadere nelle braci.

Redazione
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Un commento

  • Maria Teresa Messidoro

    Il mio docente universitario di Esperimentazioni di fisica affermava che “per due punti sufficientemente larghi passa qualsiasi retta”. Perchè occorre tener conto degli errori di misurazione. Quanti errori (ed orrori) saranno necessari in Nicaragua perchè gli ortodossi internazionalisti comprendano che ormai la coppia presidenziale non rappresenta più nessun valore sandinista?

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