In esclusiva H. G. Wells per la “bottega”

Recensione (arrivata in bottiglia “temporale”) sull’antologia «Temponauti». A seguire una notarella sulla rec che db non potrà scrivere perchè “ubi maior minor cessat”

Care e cari della “bottega”

nelle mie biografie si legge che «tra il 1924 e il 1933 Wells si trasferì in Francia, dove passò buona parte del tempo in Costa azzurra, avendo una relazione con Costanza Coolidge».

Parzialmente vero. In realtà mi stancai presto di Costanza (la battuta: «Wells è incostante») e feci un salto in Italia dove mi aveva invitato un geniale pazzoide seriamente antifascista – non posso fare il nome, poi capirete perchè – amico di Nikola Tesla e nemico “giurato” di Guglielmo Marconi (il presunto inventore della radio) che si era stabilito lì in fuga dall’Italia degli anni Trenta.

Con lui discutemmo della mdt – il mio libro era uscito nel 1895 e ormai lo conoscevano “tutti” – e poi (colpo di scena) quel tipo mi mostrò un prototipo: brutto e povero ma funzionava, infatti lui era arrivato lì dal (suo) futuro. Però la mdt si muoveva perlopiù a casaccio e spesso si rompeva: così lui mi sconsigliò di usarla per spostare umani. Potevo dargli retta? No: alla prima occasione saltai su e schiacciai un bottone dove c’era scritto 2021 col punto interrogativo. Ricordo con stupore che prima capitai in una edicola italiana – a Lacona (Isola d’Elba) – dove mi affascinò l’Urania intitolato «Temponauti» e decisi di rubarlo (non avevo euro ovviamente) per leggerlo. Più avanti troverete la recensione perchè mentre sfogliavo «Temponauti» la mdt si spostò zigzagando su un buffo bipede terrestre che stava sistemando «La bottega del barbieri», così notai che il Marte-dì si parlava lì di fantascienza. Facendo 1 + 1 probabilmente capirete che esisteva una seria possibilità di fare una recensione per la “bottega”… e io modestamente la feci. Qui sotto la troverete come se io scrivessi nel luglio 2021. Vi risparmio tutte le storie sulle mie versioni che da allora girano nei tempi “mutati” a causa delle “mie” interferenze e di altri pasticci: per farvi capire la confusione basterà dirvi che HGWells714 considera Tom Cruise un eccellente attore e invece HGWells3 lo detesta mentre in 7 universiHGW (su 250 circa) Tom Cruise non è pervenuto.

HERBERT GEORGE WELLS – recensione su «Temponauti» – IN ESCLUSIVA PER LA “BOTTEGA”

Quando sarete a pagina 86 di questa bella antologia leggerete la frase «Ricordatevi di guardare le stelle, non i vostri piedi». Bella, vero? Preparate i fazzoletti (si dice così?) perchè il racconto «La crononauta di Hawking» – di Luigi De Pascalis – assai vi commuoverà. Ancora più vi “stregherà” l’idea di Clelia Farris in «Le parole». Ben riusciti (e non riciclati) anche i racconti «La creatrice di tempi» di Lukha B. Kremo e «Corpi paralleli» di Giovanna Repetto che piacerebbe molto/molto al tipo antifascista di cui qui sopra parlavo. Discreti tutti gli altri. Interessante l’excursus «Breve, tortuosa storia dei viaggi nel tempo» di Salvatore Proietti.

Puntualizzo che «Temponauti» – Urania nella collana Millemondi – sarà in edicola tutta l’estate: 364 pagine per 7,90 euri. Io invece devo andare perchè il varco temporale sta per chiudersi; peccato perchè avrei voluto dirvi dell’obiezione di Feynamn, della stanza 42, di una particolare «lacerazione del tessuto spazio-temporale» e sopratttutto di QUI IL MESSAGGIO SI E’ INTERROTTO ALL’ IMPROVVISO

Una notarella sulla recensione che db non potrà scrivere perchè “ubi Wells db cessat”

Se HGW non mi avesse preceduto vi avrei parlato anche di una mia amica (così riservata che si firma solo durante i bisestili) che dopo aver letto il racconto di Clelia Farris mi ha scritto: «la letteratura è inganno … un meraviglioso inganno che ci fa vivere nella realtà» con accorte considerazioni a seguire. E poi: «ieri sera come buonanotte mi sono concessa il primo racconto (ordine alfabetico), L’ultima lettera di Fabio Aloisio. Me lo sono gustato, perché da ottimo artigiano l’autore ha confezionato la storia rispettando i principali canoni di genere (consentimelo), facendomi addormentare come se avessi avuto un orsetto di peluche fra le braccia». Ah, quante recensioni si possono fare anche senza aver letto Henri Bergson, Isaac Bashevis Singer o magari … «Il diario di Anna Frank» e gli scritti di Leonardo (da Vinci). Ovviamente ho poi pagato io all’edicola elbana la copia rubata da quel Wells.

danieleB
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Errata corrige
    Non sono così riservata da firmarmi solo durante gli anni bisestili (broncio).
    Mie note di quest’anno su “radicalized” e su Ferlinghetti.
    Approfitto per chiarire, se ce ne fosse bisogno, che le parole sulla letteratura come inganno sono l’ottima e per me condivisibile conclusione del racconto di Clelia Farris.
    Ecco qua, sono di nuovo caduta nella trappola di Daniele e qui mi firmo.

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