Inail: se Poletti dice quel che pensa

di Vito Totire (*)

Ovvio che Poletti faccia bene a dimettersi pur se un ministro che dice quello che pensa è meglio di un ministro che non lo dice. Ma il problema non è solo quello che ha detto dei giovani all’estero; ha detto (29 novembre) cose molto gravi anche dell’Inail. Secondo Poletti l’Inail «ha lavorato bene». I casi sono due: o il ministro parla come portavoce dei datori di lavoro o vive in un altro mondo. Infatti l’Inail è un ente capace di negare il riconoscimento di mesoteliomi spesso anche se classificati «professionali» dal Renam (registro regionale): i dati dei Renam confluiscono nell’ex-Ispesl (oggi diventato Inail-ricerca) e dunque l’Inail nega ma asserisce al contempo due cose opposte…

Una forma di dissociazione mentale? Lo dico senza nessun intento denigratorio ma per denunciare le vessazioni subite dai lavoratori esposti ad amianto. Tuttavia non serve personalizzare: deve andare a casa Poletti o un ceto politico ormai decotto? A proposito di mesoteliomi nel mio archivio ho missive di vecchia data inviate senza ottenere risposta ad altri ministri.

Poletti deve lasciare l’incarico ma è la punta dell’iceberg: quasi tutto il ceto politico , col sostegno di certi sindacati, ha condiviso quello che ha detto Poletti sull’Inail: bisogna preparare molte valige e non limitarsi al capro espiatorio.

(*) Vito Totire è medico del lavoro/psichiatra, portavoce di AEA – associazione esposti amianto e rischi per la salute.

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