Inside Out – Pete Docter, Ronnie del Carmen

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dal Minnesota (quello di Fargo) pieno di neve e freddo alla California (San Francisco), come cambiare pianeta.
Riley ha 11 anni, pratica l’hockey su ghiaccio, uno sport non proprio da femminucce, e sta crescendo, e Pete Docter, Ronnie del Carmen inquadrano la sua vita, e la sua psicologia.
tutto è bellissimo, pieno di idee, praticamente perfetto.
ma qualcosa non mi torna, in troppi momenti la sceneggiatura sembra tratta e adattata da un libro di psicologia, niente di male, anzi, solo che mi è sembrato un po’ troppo meccanico, un film per gli adulti, meglio se genitori, per adolescenti, molto meno per bambini.
ripensando al film mi è venuto in mente Nel paese delle creature selvagge, di Spike Jonze (film bellissimo, per i miei gusti), anche lì un bambino che cresce, ma i turbamenti del giovane Max sono resi in un modo meno meccanico.
ecco, questa è la critica che mi viene in mente, il film è ambizioso, straordinario, ma c’è quella nota stonata.
ps: fra tutti i personaggi Tristezza e Bing Bong sono quelli che mi sono piaciuti di più.

http://markx7.blogspot.it/2015/09/inside-out-pete-docter-ronnie-del-carmen.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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