Intorno alla salute: lettera a Mattarella e…

… e altri documenti

di Medicina Democratica e «Siamo tutti Ippocrate»

Siamo tutti Ippocrate. Lettera al presidente della Repubblica

Riceviamo e pubblichiamo due documenti del movimento “Siamo tutti Ippocrate” tra i quali una lettera al presidente della Repubblica, il messaggio di accompagnamento e il fotocollage.

Carissimi colleghi partecipanti all’iniziativa di Siamo tutti Ippocrate “Buon SSN 2021”, eccovi il fotocollage definitivo inviato insieme alla lettera che segue al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pc al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente FNOMCeO Filippo Anelli.

In una sola settimana abbiamo raccolto 700 vostre adesioni da 12 regioni d’Italia! Nel collage non vi ci troverete tutti per mere esigenze cromatiche e di visibilità dei pixels. Il viso rappresentato è quello di una nostra collega, tra pochissimo mamma! Ora speriamo che l’iniziativa scaldi il nostro presidente e soprattutto stimoli la stampa e la politica a sostenere ciò che ci sta più a cuore : maggiori risorse umane, strutturali ed economiche al SSN, ed una sanità più uniforme tra regioni ed equilibrata tra pubblico e privato. Al proposito Siamo tutti Ippocrate (allegato un sintetico “manifesto”) chiede un ultimo sforzo, non solo da parte di chi ha già inviato la foto ma da qualunque medico riusciate a convincere: ospedalieri e universitari, MMG e PLS, dipendenti e libero professionisti, pubblici e privati, neolaureati e pensionati 

che stampi e FIRMI (+ cognome e nome, ruolo, ente, città: es. Micheli Roberto, Neuropsichiatria Infantile, Spedali Civili, Brescia) in calce la LETTERA A MATTARELLA e quindi la invii al mio indirizzo
email microby59@gmail.com.

Affinché i nostri obiettivi abbiano un seguito dobbiamo cercare di essere numerosissimi: migliaia! Ce la possiamo fare!! Le lettere firmate saranno solo conservate, non esibite. Non c’è urgenza ma… cosa fatta capo ha (come sosteneva mia nonna). E come disse quell’altro : “Chi lotta può perdere. Chi non lotta ha già perso”.

GRAZIE!!    Roberto Micheli per Siamo Tutti Ippocrate

Il movimento Siamo Tutti Ippocrate è nato spontaneamente agli Spedali Civili di Brescia nella primavera del 2020, in piena pandemia, intorno ad un gruppo di medici delusi dalle mancate risposte delle istituzioni alle richieste del mondo medico che già da anni denunciava le carenze del sistema sanitario nazionale e la cattiva gestione di quelli regionali e locali, mancanze che l’emergenza-COVID ha solo messo a nudo. Non assuefatti ad una logica aziendale (parità di bilancio quando non profitto, anche a scapito della salute) anziché sanitaria (il paziente al centro del progetto-cura), quella dei medici STI è diventata presto una chat di segnalazione delle difficoltà e lo spunto per proporre soluzioni (non solo da parte di medici, ma anche di infermieri, tecnici, biologi, amministrativi, informatici, ecc.) .

La partecipazione è spontanea, non è richiesta iscrizione, aperta a qualunque medico che si riconosca nel giuramento di Ippocrate, senza preclusioni di alcun genere, tantomeno di ruolo medico (ospedaliero, universitario, Medico di Medicina Generale, Pediatra di Libera Scelta; dipendente o libero professionista; pubblico o privato): siamo tutti Ippocrate!

Alla guida non vi sono né partiti né sindacati, né spinte esterne (ideologiche ed economiche). Ma proselitismo di adesioni e idee nello spirito del movimento sono ben accette da qualunque parte provengano.

Protestiamo perché non tolleriamo più il modo in cui la Sanità viene sottofinanziata, male amministrata e poco coordinata a livello nazionale, regionale, locale. E non sopportiamo il progressivo smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, che annuncia un futuro della sanità a due velocità: quella per i ricchi e quella per i poveri. Chiediamo maggiori risorse umane, strutturali, economiche.

Accanto ad ogni protesta siamo consapevoli che debba esserci una proposta: che per quanto riguarda le realtà locali può partire da un dialogo collaborativo tra i dirigenti e gli operatori della sanità (non solo medici), in una logica che non sia più solo di accordi tra politici e sindacati (da entrambe le fazioni ci sentiamo ben poco rappresentati). Mentre per la gestione della Sanità Nazionale e Regionale riteniamo imprescindibile un cospicuo maggior finanziamento e un’uniformità organizzativa che superi l’attuale logica di 21 Sistemi Sanitari Regionali con regole, prescrizioni, procedure e prestazioni differenti.

Siamo Tutti Ippocrate

LETTERA  AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Egregio Presidente Sergio Mattarella,

dietro ai volti di questa foto non c’è la sofferenza di migliaia di medici e operatori sanitari che hanno curato e accudito con passione centinaia di migliaia pazienti-COVID durante la terribile pandemia, ma il dolore per essersi sentiti abbandonati ben prima dell’emergenza e soprattutto la preoccupazione di esserlo ancora di più dopo.

Da troppi anni la politica ha rinunciato al suo ruolo di garante di due diritti fondamentali della nostra Costituzione: la salute e l’istruzione. Il risultato è, nella contingenza, migliaia di morti evitabili e un senso civico così scarso da ritenerlo padre delle sconcertanti “movide”.

I medici possono perdonare gli errori che la politica sanitaria ha commesso finora, nonostante i numerosi, preventivi richiami della classe medica, ma ora si aspettano una netta inversione di rotta rispetto alla cattiva gestione della sanità locale, regionale e nazionale degli ultimi decenni.

Se per quella locale, che va dal medico di campagna al grande ospedale, il nostro impegno collaborativo con i dirigenti in loco può in parte permetterci di ricostruire una sanità migliore, abbiamo invece bisogno del Suo aiuto affinché si riorganizzino – con risorse, capacità e indipendenza – le Sanità Regionali (con la speranza di una gestione unitaria e non divisa in 21 feudi con regole e prestazioni differenti) e soprattutto quella Nazionale, scandalosamente sottofinanziata.

Ora che l’alibi della mancanza di fondi è caduto, non possiamo tacere lo sconcerto che ha sopraffatto i sanitari italiani alla notizia del mortificante stanziamento di 9 miliardi di euro per la Sanità sui 196 totali del Recovery Plan. Per uno Stato che già da lustri stanzia per la sanità poco più della Grecia, e quasi la metà di Francia e Germania. Per un SSN che è stato uno dei principali motivi di orgoglio dell’Italia repubblicana a livello mondiale e che la pura abnegazione ippocratica dei medici (in carenza di strutture, organizzazione, finanziamenti, progetti; in surplus solo di burocrazia e col primato dell’amministrazione sulla medicina) ha permesso di mantenere negli anni a un livello di eccellenza riconosciuto nel mondo.

Ora noi medici non ce la facciamo più. È triste che ce l’abbia ricordato un invisibile virus, quando solo i ciechi negli ultimi anni si ostinavano a ignorare lo smantellamento progressivo del SSN.

Da anni noi medici paventiamo un futuro della Sanità a due velocità: quella per i ricchi e quella per i poveri. Quando il malato potrà tornare a essere “paziente” di chi si prende cura di lui e non “cliente” dell’azienda che pare abbia messo al centro dell’interesse il profitto e non la cura? A quando un riproporzionamento tra sanità pubblica e privata?

Non abbiamo la pretesa di riformare l’Italia. Non è nostro compito. Ma desideriamo curare i nostri pazienti e per farlo abbiamo bisogno che lo Stato ci aiuti. Un saggio motto recita che “quando c’è la salute c’è tutto”. Non aspettiamo di perdere quel “tutto”. Non ci interessa differenziarci tra medici ospedalieri e universitari, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dipendenti o libero-professionisti, pubblici o privati: abbandonando chi si fa carico della salute, dalla cura alla ricerca, lo Stato sta abbandonando tutti i suoi figli più deboli.

Egregio Presidente, dietro ai volti di questa foto non ci sono gli “eroi” della pandemia, ma professionisti che non ora, ma da anni non ce la fanno più. Che continueranno a mettere passione, professionalità e abnegazione: del tutto insufficienti senza adeguate risorse umane, strutturali ed economiche.

I medici che Le stanno scrivendo non sono guidati da partiti né da sindacati, ma solo dalla deontologia professionale. E dall’amore per la vita e la salute degli altri. Ora più che mai siamo tutti bisognosi del Suo aiuto. Siamo tutti Ippocrate. In questo momento anche Lei.

Caro Presidente, in occasione del nuovo anno vogliamo augurare a Lei e agli Italiani un Buon Sistema Sanitario Nazionale per il 2021 e gli anni a venire. Augurandoci che Lei ci aiuti a renderlo migliore.

Siamo tutti Ippocrate

Sempre su www.medicinademocratica.org segnaliamo:

EPPUR SI MUOVE, UN DOCUMENTO DA «IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA»

Riceviamo e più che volentieri rilanciamo il documento della “minoranza” CGIL che ha anche aderito al «manifesto sul diritto alla salute», in un proficuo scambio di idee e proposte.
Va ricordato che anche la CGIL nel suo insieme (tramite la Segretaria Serena Sorrentino) ha sottoscritto il «manifesto» ma ripetuti tentativi di contatto e attivazione di una discussione non sono finora andati in porto.

NOTE PER UNA PROPOSTA DI PIATTAFORMA RIVENDICATIVA.1da stamp[71557]

Comunque un passo avanti ….

NESSUNO SI SALVA DA SOLO ! PROSEGUE LA CAMPAGNA CONTRO I BREVETTI SU VACCINI E FARMACI SALVAVITA

CFR https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=11030

 

La Bottega del Barbieri

Un commento

  • sergio falcone

    https://www.carmillaonline.com/2021/01/04/la-campagna-militar-vaccinale/

    C’è una straordinaria convergenza, se pur con toni diversi, tra la critica della destra estrema e quella dell’estrema sinistra. Si dirà che non è la prima volta, e siamo d’accordo.
    La critica reazionaria è molto più violenta e paradossale. Che i fascisti si ergano a difensori della libertà è poco credibile e assurdo. Ma nemmeno la Sinistra può dirsi maestra di libertà, coi suoi regimi autoritari.
    Quello che ho più volte detto e’ che tutti sembrano sottovalutare la gravità della situazione sanitaria, nel nome della propria capacità di analisi della situazione politica e sociale e, in definitiva, del proprio ego.
    Curare e guarire e’ la prima necessità. Tutto il resto mi interessa poco. Tra i vari “estremismi”, preferisco quello del cuore.

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