Io (db), Teo-robot e il jazz   

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /279…. andando a ritroso nel tempo (*)

A grande (?) richiesta ecco … «Il pianeta con la migliore acustica dell’universo» ovvero il video di db (umano forse) e Teo (robot forse)  

Care e cari

questo è il video della performance al Brigata 36 di Imola:

https://vimeo.com/84525923

Ringrazio moltissimo «Giova» – cioè Giovanni Sarti – che l’ha filmato e montato.

Due avvertenze.

1. Se non sapete di cosa si parla forse vi conviene prima (o dopo?) leggere La prima mondiale di Teo (robot forse)… lì comunque c’è il testo o meglio un canovaccio.

2. Mancano i primi 3-4 minuti del video perché «Giova» non poteva essere informato di un evento raro e per certi versi sconcertante ovvero che il pubblico del 10 gennaio era in preda a un attacco di «bolzanite» (la curiosa idea di regolare gli orologi sull’ora di Bolzano) e dunque ha preteso che si iniziasse quasi puntuali. Sindrome da robot, forse.

Tutto qui. Ah no, c’è un PS prima della fine.

PS – dopo questo evento io e Matteo Suzzi (il papà del robot-pianista) abbiamo lavorato insieme, nelle biblioteche di Imola, con elementari e medie: se volete saperne di più cercateci e ci troverete.

E adesso l’ultima persona che esce accompagni la porta… se no (la porta) si sente sola. Grazie.

(*) Anche quest’anno la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché 20 mila articoli (appena superati) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che – il maledetto Covid permettendo – dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al 2014) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, pensieri, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere) perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. Al solito verso l’inizio di settembre termineremo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O chissà. [db]

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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