La città dei vivi – Nicola Lagioia

(letto da Francesco Masala) – un libro da non perdere

Marco e Manuel ammazzano Luca, in modi orribili.

Nicola Lagioia ricostruisce tutte le vicende che ruotano intorno al fatto, dati causa e pretesto, in una Roma che diventa sfondo e protagonista della storia.

Quello che sconvolge nella lettura (e nella scrittura) del romanzo è che non ci sono ruoli definiti per l’eternità, ma vittime e carnefici potremmo essere ciascuno di noi, in una sadica e casuale lotteria della vita e della morte.

Nicola Lagioia inizia a seguire la storia dopo un po’ dal momento dei fatti, e però non lascia niente d’intentato per riuscire a ricostruire l’indicibile.

Ps: il libro ricorda a tratti A sangue freddo (di Truman Capote)

 

 

https://stanlec.blogspot.com/2024/07/la-citta-dei-vivi-nicola-lagioia.html

redaz
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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