La mappa americana dell’odio

di Martino Mazzonis (*)

La presenza degli hate groups negli Usa nei dati del SPLC

 

Sono nazionalisti, suprematisti bianchi, negano l’olocausto, hanno una visione radicale ed estrema della religione cristiana o sognano di tornare ai bei tempi in cui gli Stati Uniti erano divisi in Nord e Sud e nei campi del Sud lavoravano gli schiavi. Il più antico è quello dei grotteschi incappucciati del Ku Klux Klan. Sono i gruppi registrati dal South Poverty Law Center (SPLC) nella sua mappa annuale dell’odio, la Hate Map che classifica le organizzazioni estremiste e razziste di cui si ha notizia.

L’SPLC lavora per combattere l’odio razzista e le discriminazioni portando persone in tribunale, offrendo tutela legale alle vittime di reati d’odio (hate crimes), educando alla tolleranza o – come è accaduto negli ultimi tempi – offrendo sostegno legale agli immigrati minacciati di deportazione o alle famiglie separate alla frontiera.


I dati distribuiti dall’SPLC all’inizio di febbraio sono preoccupanti: la loro mappa registra 1020 gruppi, un incremento del 7% rispetto all’anno precedente e un nuovo record. Quello precedente era nel 2011, una onda violenta dovuta all’elezione e al primo mandato di Obama e poi rientrata. Come si può leggere nella figura qui sopra, dal 2014 al 2018 i gruppi radicali di estrema destra sono aumentati negli Stati Uniti del 30%. Un dato preoccupante che si collega alla offensiva dei media che diffondono teorie del complotto e predicano suprematismo bianco, raccontano di un’invasione e così via. Tutti media che, tra l’altro, hanno sostenuto l’elezione del presidente Trump – salvo poi abbandonarlo o quasi in quanto “traditore”. Parliamo di personaggi come Alex Jones, Richard Spencer o Milo Yannupoulos o come l’arcinoto Steve Bannon – che hanno visto crescere la loro notorietà, visibilità e hanno cominciato a usare toni più netti ed espliciti.

I gruppi di suprematisti bianchi sono cresciuti probabilmente per due motivi: si stima che i “bianchi” saranno una minoranza a partire dagli anni 40 del secolo; d’altra parte le persone senza istruzione sono esposte a un processo di esclusione sociale. Questo aspetto è quello che ha determinato il voto a Trump di molte persone che in alcuni Stati si sentono dimenticate da Washington. Ovviamente quei voti non sono tutti di appartenenti alla destra radicale.

Quel che è peggio è che cresce il numero di reati d’odio, una fattispecie ben definita negli Stati Uniti come un “reato contro una persona o proprietà motivata in tutto o in parte da pregiudizi razziali, religione, per la disabilità, l’orientamento sessuale, l’etnia, il genere o l’identità di genere”. Tra 2014 e 2017, ultimo anno per cui esistono dati Fbi, questo tipo di reati è cresciuto del 30%. L’avere a disposizione questi dati è importante e la fattispecie del reato, così come il suo uso da parte delle forze di polizia e della magistratura e la raccolta dei casi fatta dall’Fbi, aiutano a capire come e dove cresce l’estremismo.

Ricordiamolo: in Italia i dati ufficiali non sono facilmente accessibili e non sappiamo quanti reati di matrice xenofoba o razzista sono stati perpetrati nel 2018. Gli unici dati ufficiali disponibili sono quelli raccolti da Odihr-Osce aggiornati al 2017. In alcuni casi estremi, come quello della strage nella sinagoga di Pittsburgh, chi li commette è chiaramente condizionato dai discorsi sull’invasione e sulla “sostituzione del vero popolo americano” da parte degli ebrei.

QUI L’ELENCO DI TUTTI I GRUPPI ATTIVI, LA STORIA E LE CARATTERISTICHE DI CIASCUNO

A crescere più degli altri sono i gruppi di suprematisti bianchi: +50% in tre anni. Secondo gli esperti del SPLC questo aumento è chiaramente da associarsi alla campagna e alla elezione di Trump, con la quale certi temi e certi personaggi hanno avuto una platea nazionale. Gli stati dove i gruppi sono più presenti sono, non c’è niente di nuovo, quelli del Sud, dove il razzismo bianco non è mai scomparso e negli ultimi anni ci sono stati scontri furibondi riguardanti i monumenti ai generali sudisti e all’esposizione della bandiera confederata (la bandiera sudista) negli edifici pubblici.

Da ultimo una triste curiosità: seppure la stragrande maggioranza dei gruppi catalogati sia formata da suprematisti bianchi, esistono gruppi suprematisti neri le cui vittime sono perlopiù omosessuali ed ebrei.

(*) ripreso da www.cronachediordinariorazzismo.org/

 

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