La miseria di chi odia i poveri

di Gianluca Cicinelli

In omaggio all’insegnamento appreso alle prime armi come giornalista, per cui non si inizia mai un articolo con delle domande, vorrei farne un paio che non sembrano più porsi gli operatori dell’informazione. E’ accettabile che gli ultimi esseri umani nella scala sociale della ricchezza non siano vaccinati in Italia e nel mondo? E’ più miserabile chi è costretto a vivere per strada o chi multa per 500 euro chi vive per strada per aver violato il lockdown? La politica ha ridotto la povertà a questione di decoro urbano. Avviene a Roma con la giunta Raggi, ma abbiamo ancora negli occhi le immagini del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori che si vanta di aver gettato le coperte dei senzatetto nel cassonetto e l’analogo gesto dell’assessora ai servizi sociali di Como Angela Corengia, il divieto di fare elemosina a Torino proposto dal comandante dei vigili, ma quella di liberare le strade da chi è brutto e povero per far risplendere le vetrine è una politica che ha trovato adepti anche in alcune giunte “progressiste”, diciamo così, è una cultura generalizzata che trova profonde radici nel mutamento sociale degli ultimi venti anni in Italia.

In un quadro come questo bisogna arrivare in Vaticano, pur sempre un altro Stato, per trovare un gesto che loro chiamano compassionevole ma assume tratti di una civiltà sempre più rara tra i laici, come quello compiuto da papa Francesco che ha utilizzato le dosi di vaccino ricevute per immunizzare i senzatetto tramite l’Elemosineria Apostolica, guidata dal cardinale Konrad Krajewski, colui che viene definito dai giornali di centrodestra “amico dei centri sociali” per aver riacceso le luci dello Spin Time a Roma. Sarebbe buffa se non fosse indice di una tragica mancanza di umanità negli altri questa comunità di vedute tra chi, da punti di vista molto diversi, caldeggia una società in cui tutti abbiano pari opportunità. E dignità.

Oltre mezzo milione di persone in Italia rischiano di non essere vaccinate perchè … perchè … perchè sono povere e non votano né portano voti, semplicemente per questo. Nel piano vaccinale nazionale, quello che stabilisce le priorità delle persone fragili da vaccinare non c’è ad esempio una parola relativa ai migranti. Non sono proprio previsti e non è una caratteristica soltanto italiana, nemmeno nei piani europei sono presenti, nonostante proprio la loro permanenza in strada li esponga ad un altissimo rischio di contrarre il virus. Ma non c’è bisogno di stare per strada per essere esclusi, nei piani italiani ed europei non c’è una parola dedicata nemmeno a rifugiati, richiedenti asilo, migranti irregolari. Eppure la British Medical Association nel suo giornale online dimostra che queste categorie di persone sono le più colpite oltre che dall’impatto economico da quello sanitario del Covid, che ha aumentato le barriere di accesso ai servizi sanitari.

E’ probabile che assisteremo presto non soltanto a una rivalutazione, ma direttamente alla trasformazione in ordinanza ufficiale di qualche comune italiano dell’opera di Jonathan Swift “Una modesta proposta”, in cui l’autore dei “Viaggi di Gulliver” provocatoriamente propone, per risolvere il problema della povertà nelle strade, di mangiare i bambini poveri, così loro non soffrirebbero più e le strade tornerebbero a risplendere senza schiamazzi e inestetici accampamenti di senzatetto. Swift scriveva nel diciottesimo secolo questo pamphlet satirico perchè si era reso conto già allora che non bastava più la denuncia, l’indignazione che va di moda un tanto al chilo ancor di più oggi, ma occorreva assestare un pugno nello stomaco della società per richiamare l’attenzione su un problema così grave.

Come gli inglesi al tempo di Swift anche noi sembriamo assuefatti all’idea che la povertà sia colpa dei poveri e che i poveri vadano colpiti per questa loro colpa di essere poveri. Per rendere pragmatiche queste parole un esempio su tutti: migranti, popolazioni nomadi e senzatetto erano inclusi nel “Piano nazionale della prevenzione vaccinale” precedente alla esplosione della pandemia da Covid mentre non vengono nemmeno citati negli attuali piani di vaccinazione contro il Covid. L’opinione pubblica non vuole comprendere che la corsa dei “forti” all’accaparramento del vaccino a scapito di categorie fragili è una corsa verso la disintegrazione sociale per tutti. E non potrebbe esserci indice più efficace di quanto sia davvero miserabile una società che tratta la miseria che produce come un corpo estraneo all’umanità. Viva il compagno Bergoglio!

ciuoti

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