La prima è stata Lisistrata

Le donne che abitano in Italia hanno indetto per il 13 febbraio, domenica prossima, “se non ora, quando?”, una manifestazione nelle maggiori piazze italiane, per denunciare la pesante immagine delle donne, ora, in Italia, e rivendicare dignità e rispetto.

Non è la prima volta che le donne si organizzano per manifestare, su questo ed altri temi.

Normalmente io scrivo di Africa, e mi son chiesta cosa potrebbero suggerirci le donne africane; molte marce per implorare la pace, il diritto alla vita per i loro figli, battersi contro le pratiche dell’infibulazione…

In questo frangente sembra fare al caso nostro ricordare l’episodio delle donne keniane e liberiane che, in tempi diversi e con diversi obiettivi, hanno indetto lo sciopero del sesso.

Avete capito bene. Sostanzialmente le donne hanno dichiarato che non avrebbero più fatto sesso per un certo periodo, per protesta.

In realtà, la prima manifestazione femminile del genere si trova nella commedia Lisistrata, di Aristofane, rappresentata ad Atene nel 411 AC. Lisistrata, donna ateniese, convoca le donne (anche le spartane) per protestare contro la guerra del Peloponneso, che tiene gli uomini lontani da casa e dalla famiglia, e propone loro di attuare uno sciopero del sesso: finché gli uomini non firmeranno la pace, esse si negheranno. Le donne faticano a mantenere la protesta ma resistono. Gli uomini capitolano e la pace è fatta.

In Kenya nel 2009 le donne, esasperate dall’empasse politica tra il presidente Kibaki ed il primo ministro Odinga, hanno proclamato una settimana di sciopero del sesso, hanno perfino pagato le prostitute perchè non si facessero adescare dagli illustri mariti e compagni. Sono riuscite ad ottenere qualche risultato, a provocare dichiarazioni distensive tra i due politici, anche perchè le mogli dei politici hanno aderito allo sciopero.

Il sesso in Africa è stato usato, oltre che come arma di guerra, come arma di protesta anche in Liberia; le donne dei potenti capi militari, nauseate dalle violenze della guerra che imperversava da 14 anni, hanno dichiarato uno sciopero del sesso che ha provocato una tregua nei combattimenti.

Scioperi del sesso sono stati attuati anche in Ucraina, Israele e Colombia.

In Ucraina lo scorso mese di marzo, un gruppo di donne ha anche marciato a seno nudo, per protestare contro il primo ministro che non aveva nominato ministri donna.

Nel 2008, per denunciare un increscioso ritardo nei pagamenti degli stipendi delle donne addette alle pulizie dei bagni ove le donne religiose devono fare abluzioni ogni mese, per purificarsi, le donne degli ebrei ortodossi israeliani hanno proclamato l’astinenza dagli atti sessuali.

In Colombia nel 2000 le donne hanno tentato di imitare Lisistrata per fermare le violenze che fanno del loro paese uno dei più pericolosi al mondo. Purtroppo non hanno sortito il medesimo successo.

Che succederebbe in Italia se le mogli dei politici, ma anche le parlamentari e le donne in generale, attuassero la medesima manifestazione? Potrebbe essere un’idea per chiedere rispetto? Trasformare l’atto sessuale di cui tanto si sparla e che tanto è svilito, in un “valore” da rispettare.

Perchè, come ha dichiarato Leymah Gbowee, donna liberiana, “La pace è importante, ma una società che discrimina la donna non è una società pacifica”.

Donata Frigerio

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