Costruiamo insieme un giornale senza padroni

Il progetto del giornalista Matteo Gracis

La sfida è iniziata. In queste settimane abbiamo lavorato nell’ombra e a testa bassa per gettare le basi di ciò che vogliamo diventare: un giornale realmente libero di raccontare le cose come stanno e di andare contro le verità di comodo. Di offrire ai lettori le notizie più importanti, di farlo senza filtri, ma con un’attenzione rigorosa a rimanere ancorati ai fatti ed evitare qualsiasi fake news.

Siamo nati indipendentisenza alcun legame con aziende, multinazionali e partiti. E vogliamo rimanere per sempre così perché questa, secondo noi, è l’unica possibilità per fare una vera informazione: libera, imparziale, al servizio dei lettori. Come abbiamo spiegato nel nostro editoriale di apertura, abbiamo buone ragioni di ritenere che solo rimanendo rigorosamente ed orgogliosamente senza padroni il nostro sforzo potrà avere successo.

Questa è la nostra – e speriamo vostra – sfida. La strada impervia e appassionante che abbiamo scelto di intraprendere. Abbiamo di fronte una montagna da scalare e potremo farcela solo se, al posto del supporto interessato di sponsor e gruppi di potere, avremo al nostro fianco una comunità reale di lettori presenti, partecipi e attivi. Per questo ora vi chiediamo di scommettere insieme a noi per far crescere L’Indipendente. In modo da permetterci di alzare l’asticella, pubblicare più contenuti e sempre di maggiore qualità. E di mettere in campo i tanti progetti che abbiamo in mente.

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GRAZIE A TUTTI!

Leggi anche:

https://www.lindipendente.online/2021/03/29/perche-ce-bisogno-di-un-nuovo-giornale/

https://www.produzionidalbasso.com/project/l-indipendente-il-nuovo-giornale-online/

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

3 commenti

    • Son pronto a essere smentito, ma se Gracis è il fondatore, non so quale tipo di affidabilità potrà avere questo giornale. In periodo di lockdown, Gracis è più volte apparso su byoblu per dire la sua, e sentire le sue idee non è stata di certo un’esperienza gratificante. Ha sostenuto cose come l’inutilità delle mascherine, la dannosità dei vaccini, il complotto globale, e altre gustose amenità. Ne sostengo le battaglie per la legalizzazione della marijuana (anche se le argomentazioni lasciano a desiderare), ma su tutto il resto mi ha veramente fatto drizzare le orecchie che neanche i vulcaniani ne hanno viste di cosi dritte. Spero di essere smentito, ma temo che bisognerà fare molta attenzione alle notizie che usciranno da questa fonte… Molta, ma molta.

  • Gianluca Ricciato

    Rispondo a Fabio, ma in generale dico cosa penso di una serie di cose che mi sembra corretto e onesto esplicitare, perché possono servire al di là della discussione su Gracis.

    Visto anche che la parte di redazione della Bottega che ha avvicinato Gracis sostanzialmente sono io, anche se non è venuta da me l’iniziativa di pubblicare quest’articolo, in particolare. E premetto che non conosco Gracis personalmente e non mi interessa fare sue difese d’ufficio, che si fa da solo naturalmente.

    L’indipendente online è già online quindi un’idea ce la già possiamo fare tutti/e, e mi sembra abbastanza sicuro che sia indipendente da sponsorizzazioni capitaliste e riferimenti partitici, Qanon compreso.

    E’ qui: https://www.lindipendente.online/

    Andando a memoria con le prime che mi vengono in mente, Byoblu ha pubblicato interviste dello storico Alessandro Barbero, del giurista Ugo Mattei e del medico Stefano Manera, anestesista e rianimatore a Bergamo nei mesi cruciali dell’anno scorso, e allo stesso tempo medico di medicina integrata e olistica. Il fatto che Butac e altri debunker come lavoro quotidiano prendano di mira Byoblu (lo hanno fatto anche con Vandana Shiva e tante altre narrazioni che resistono al capitalismo scientista) e il fatto che dentro Byoblu come in molti altri media passino personaggi discutibili, non significa automaticamente che sia il diavolo. E sarebbe bello che le accuse che si fanno fossero circostanziate, altrimenti è semplice e solita macchina del fango.

    Nell’intervista di Gracis riportata da Masala nel commento precedente, il medico Stefano Manera che citavo, a cui spesso Gracis e altri media indipendenti (e a volte anche i media mainstream) hanno dato spazio, racconta la situazione che ha visto nel suo ospedale e dà la sua lettura della situazione che provo a riassumere in poche parole:

    – una rincorsa a malati cronici che si aggravano a causa del virus, principalmente a causa di infiammazioni del sistema immunitario pre-esitenti, a cui lo stile di vita li ha portati;
    – l’importanza di lavorare sul sistema immunitario sia come prevenzione, sia come difesa in corso degli attacchi legati al virus;
    – la continua e antiscientifica infodemia che terrorizza le persone e, oltre ad avere effetti psichici e sociali devastanti, tra gli effetti collaterali ha quello di abbassare le loro difese immunitarie;
    – l’importanza di curare in tempo le manifestazioni cliniche legate al virus (ormai è IL virus, non serve nemmeno nominarlo) perché nella stragrande maggioranza dei casi, come lui e i suoi colleghi hanno verificato, possono essere curate e risolte.

    Ri-linko questa intervista di Gracis a Manera: https://www.youtube.com/watch?v=gtfy5bZY_hY&feature=emb_title

    Manera, che è tra i primi ad aver parlato delle terapie domiciliari e del disastro causato dalla mancanza della medicina territoriale (lui è lombardo), nel frattempo ha iniziato a collaborare con il gruppo di terapie domiciliari coordinato dall’avv. Erich Grimaldi, che fornisce supporto praticamente immediato, mettendo in rete medici e pazienti che richiedano interventi mirati che non siano “tachipirina e vigile attesa”. Oltre che conoscenza, la segnalo perché può salvare vite, come sta facendo da tempo: https://www.facebook.com/groups/terapiadomiciliarecovid19

    Riporto per intero l’articolo de L’indipendente online uscito ieri su questa questione:


    “Il ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e l’Agenzia italiana del farmaco hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio, il 4 marzo scorso, aveva stabilito che i medici nel trattamento dei pazienti positivi al coronavirus potessero «prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza» senza necessariamente attenersi ai protocolli Aifa che prevedono che le cure domiciliari si basino sulla somministrazione di paracetamolo e vigile attesa. Il ricorso, oltretutto, arriva a pochi giorni di distanza dal voto con cui il Senato, in modo quasi unanime (212 a favore, 2 astenuti, 2 contrari), ha chiesto al governo di approvare un protocollo unico nazionale per regolamentare e ampliare le cure domiciliari contro il Covid-19. Il ricorso va nella direzione esattamente contraria. Un ricorso che «lascia senza parole» afferma in una nota il Comitato Cure Domiciliari Covid-19, ovvero l’associazione di medici che aveva presentato il ricorso in favore delle cure domiciliari che era stato accolto dal Tar. Sottolineando come il ricorso vada contro le fondamenta stesse delle cure domiciliari che necessitano «la libertà dei medici di fare riferimento alla propria esperienza e formazione per curare i pazienti in scienza e coscienza, con libertà prescrittiva dei farmaci ritenuti più efficaci e la necessità di agire tempestivamente, ovvero entro le prime 72 ore» differentemente da quanto era previsto dal protocollo Aifa basato su vigile attesa con Paracetamolo. Il Comitato chiede al ministro Speranza di fornire al più presto delucidazioni in merito al ricorso. Non va dimenticato, inoltre, che la validità dei trattamenti domiciliari è ormai ampiamente dimostrata, non solo da diverse ricerche scientifiche, ma anche dall’esperienza di molti paesi esteri, che proprio attraverso migliori protocolli di cure domiciliari hanno ottenuto livelli di contagio e tassi di mortalità ben al di sotto di quelli italiani.”

    Personalmente ho cercato di essere sempre chiaro rispetto a quello che penso, anche quando non conviene, e continuo a farlo al contrario di chi ha paura (anche giustamente) di perdere la faccia, i soldi, il lavoro e la visibilità mainstream. In questo momento per me è auspicabile, politicamente e umanamente, avere un pensiero critico e non dato per scontato su:

    – pass vaccinali e obbligatorietà vaccinale;

    – narrazione a senso unico della pandemia;

    – abuso di dispositivi medici;

    – abuso di informazione terroristica;

    – abuso di mascherine (all’aperto, da soli in macchina, etc);

    – minimizzazione dei danni psichici, fisici e sociali delle persone oppresse dai cosiddetti “meccanismi di protezione”, cioè dal fatto di vivere una “non vita” da più di un anno, di agire e subire violenza interpersonale nelle situazioni di confinamento in cui sono (siamo) costrette a vivere; dal fatto di minimizzare le psicosi e le nevrosi in atto a livello ormai epidemico; il fatto di minimizzare l’annullamento coatto della vita sociale e comunitaria, e la conseguente costruzione di una società distopica, che non è decisa da “4 potenti chiusi in una stanza”, ma è una deriva antropologica di cui tutti/e siamo in qualche modo vittime e complici; deriva legata non solo al virus, ma in atto nella globalizzazione capitalista da almeno 20 anni se non di più;

    – pensiero fideista nei confronti di una serie di vaccini in mano a multinazionali del farmaco ormai incontrollabili e dal passato criminale: vaccini inediti, dall’efficacia incerta e dichiaratamente sperimentali, ma presentati come “soluzione finale del male”; e minimizzazione dei loro rischi;

    Dico chiaramente la mia esperienza come ho fatto altre volte anche qui: io sono piastrinopenico, cioè ho una malattia immunitaria che si chiama “porpora trombocitopenica”, che ho stabilizzato da anni grazie ad una delle terapie Di Bella, grazie alla quale faccio una vita normale. Non intendo iniettarmi nessuno di questi vaccini e non lo farò in nessun caso, a prescindere che l’Aifa o chi per lei riconosca ufficialmente il pericolo per un piastrinopenico o per altri.
    La mia storia l’ho raccontata qualche mese fa per la prima volta, qui:
    https://www.facebook.com/gianluca.ricciato/posts/3177465778940190

    Ma non lo farò anche perché per me non è questo il modo di affrontare una malattia, una scelta sanitaria, un eventuale pericolo: occorre cambiare visione dello stare al mondo, dei consumi, della percezione di sé e del proprio corpo, ma anche dello stare in relazione tra idee e pratiche diverse. Negare a priori il dibattito e il possibile avanzamento di conoscenza, che mettono in discussione anche cose che per decenni sono state ritenute ovvie, è roba da politica mainstream e non è scienza, è scientismo. Ma naturalmente lotterò sempre perché chiunque sia libero di fare le proprie scelte, qualunque cosa voglia iniettarsi, se questo lo fa stare bene. L’importante che questo riconoscimento di libertà sia ricambiato, è questo il dato politico che non si capisce o si fa finta di non capire.

    La critica agli effetti collaterali di possibili farmaci e vaccini al sistema immunitario, il riduzionismo antropologico del pensare alla “malattia come nemico” e tanto altro non sono “roba da salviniani e gomblottisti”. Questo binarismo scientismo/sovranismo, secondo cui da un lato ci sono gli intelligenti con la verità infusa e dall’altro i trogloditi vittime di fake news, e chiunque non si allinei a questo binarismo merita fango e merda qualunque cosa dica, è IL problema, in questo momento. E non da un anno.

    Per inciso tutto quello che sto scrivendo per me affonda le radici:

    – nelle giornate di Genova 2001 e nel movimento che sorse intorno a quegli anni;

    – nel suo pensiero critico rispetto alla globalizzazione finanziaria, al “mondo sotto brevetto”, all’antropocentrismo occidentale violento e non rispettoso delle altre culture e pratiche di vita;

    – nella visione del mondo altermondialista, nel cambiamento a partire dai propri modelli di comportamento,

    – nell’ecologismo e nel femminismo, che sono l’opposto del greenwashing e del pinkwashing;

    – nell’andare oltre le visioni del mondo che hanno sia i colossi industriali classici “pesanti”, sia le nascenti multinazionali hi-tech e bio-tech dai cui giochi in borsa, in questo momento, dipendono le nostre vite, che ce ne rendiamo conto o no.

    Ma per vent’anni la pseudo-sinistra ufficiale ha silenziato questa voce politica. Credo non potrà più farlo nei prossimi anni.

    Scusate la lunghezza e a volte pesantezza, e naturalmente peace and love sempre.

    Mi sentivo che dovevo essere più esplicito e ho preso l’occasione vista anche la richiesta.

    Non vuole essere un attacco personale a Fabio, naturalmente, con cui non ci conosciamo.

    E non vuol dire che io sia sicuro che Gracis, nella sua vita e pubblicamente, non abbia mai detto cazzate. Ma ha detto cose che mi hanno risuonato molto e soprattutto ha dato spazio a cose che mi hanno risuonato molto, ma la questione va ben al di là dei suoi progetti giornalistici.

    In ogni caso, se volete sapere cosa pensa Gracis della pandemia, vedetevi questo video :

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