La “sinistra” e il dissenso ridotto al no green pass

di Gianluca Cicinelli

Il trattamento ricevuto a Trieste dai no green pass al porto è stato di una violenza assolutamente inutile e sproporzionata alle forze in campo, due pesi e due misure utilizzati dalle forze dell’ordine in pochi giorni, senza colpo ferire alle violenze con i bastoni dei neofascisti alla sede della Cgil e con idranti e lacrimogeni per spazzare via una protesta pacifica al di là dei motivi per cui era stata convocata. Non è che il principio sia meno giusto perchè strumentalmente lo evocano anche Salvini e Meloni, semmai il problema è tutto di Salvini e Meloni.

Il punto però non è, come affermano molti reduci dei fantastici anni ’70, che se sei contrario alle proteste dei no green pass stai dalla parte della polizia. Anche perchè è una concezione mafiosetta della vita quella che affida “l’ordine” e le riflessioni intorno a esso a un’ipotetico contropotere “giusto”, che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere tra l’altro, e difatti si verifica nei territori in mano alla criminalità organizzata dove la polizia non può mettere piede o può farlo solo con grande spiegamento di mezzi. La questione centrale è politica, in un momento molto caldo della vita nazionale, di non saper trovare altra via che la violenza verso chi non l’ha usata. Chi non ha accettato le ragioni dei no green pass non è automaticamente, come piace a molti dire, dalla parte dello Stato. Non esiste in Italia un dissenso unico patrocinato dal brand “no green pass”. Di dissensi ne esistono moltissimi e ancora non è venuta fuori un’identità collettiva in grado di farne un unico fronte di lotta.Ci sarebbero volute altre ore di trattativa, si sarebbe dovuto parlare con i dimostranti mediando tramite il coordinamento che aveva già trattato prima che venisse convocata la manifestazione a oltranza. Questo avrebbe fermato per qualche ora il transito, un costo assolutamente sostenibile per la società, senza arrivare a usare idranti e lacrimogeni verso chi dimostrava. Stavolta è toccato a loro la prossima volta toccherà ai no missili ipersonici, quindi nessuna esultanza per questa pagina nera dell’ordine pubblico in Italia: ha vinto chi aveva interesse comunque a dare un segnale forte per le manifestazioni che verranno.

La sinistra. Erano molti anche quelli “di sinistra” che ci spiegavano che M5s e i grillini erano di sinistra, non è che ce lo scordiamo adesso che sparisce M5s, come si dicono di sinistra i rossobruni favorevoli alle politiche di Minniti e Salvini contro l’immigrazione per “conservare” il lavoro agli italiani. La patente “di sinistra” che da sempre qualcuno “di sinistra” dà o toglie agli altri – forse in contatto mediatico con Karl Marx dall’oltretomba – è diventata una caricatura dello scontro sociale nel Paese.

“Servo del potere” o “servo delle elites” (fino a qualche mese fa andava molto “servo di Soros”) te lo dicono ormai anche esponenti di partiti che stanno al governo: è il nuovo conformismo di chi non sa più che pesci prendere dinanzi ai danni che ha provocato nel passato e nel presente. Danni che abbiamo provocato tutti, dalle derive giustizialiste alla dimenticanza dei ceti più poveri (e per poveri oggi s’intende ridotti alla fame vera) presi come eravamo ancora a stabilire se avesse ragione Rosa Luxemburg o Lenin mentre il mondo è ormai dominato dalla meccanica quantistica e dall’intelligenza artificiale. Se la sinistra è ormai soltanto quell’ente ufficiale di un Cominform clandestino e invisibile che si riunisce in un altrove per assegnare la medaglietta del più di sinistra, il liberismo potrà prosperare per un centinaio d’anni ancora senza trovare opposizione ma solo dei vecchietti che giocano al risiko della rivoluzione.

ciuoti

9 commenti

  • angelo maddalena

    molta di quella sinistra gioca al risiko della rivoluzione o anche peggio, appoggia ed è complice delle politiche del governo e quindi di grandi gruppi di potere, questo anche perché essendo statalista in quanto tale, e filogovernativa se al governo c’è la sinistra (o anche la sinistra, come adesso) altro che risiko della rivoluzione, ci sarebbe anche altro da dire ma a quest’ora non riesco, ca sugnu nsunnacchiatu

  • Caro Cicinelli il tuo articolo è afflitto da mancanza di oggettività …non ti piacciono i numeri e non ti documenti e raffronti con essi, non li citi e quindi scrivi di fatti politici senza scienza e fondamenti L’ “asciutto” Draghi nelle sue relazioni pubbliche fonda invece le sue dichiarazioni politiche proprio sui numeri e alle Camere annuncia che grazie all’azione di Governo antipandemica vaccinale e allo strumento green pass più dell’80% degli italiani , precisamente 81% con doppia dose, è vaccinato con la conseguenza che il contenimento del contagio e dei suoi effetti negativi (vedi curve e trend occupanti in terapia intensiva e letalità SARS) colloca il nostro Paese tra i migliori Paesi nella lotta alla pandemia nella classifica mondiale .I dati scientifici lo confermano. Non c’è nessuna <> per avere innaffiato un manipolo di portuali antisolidali con l’80% del popolo italiano, velleitari in una azione non autorizzata di occupazione e blocco di attività commerciale pubblica, velleitari ad oltranza anche dopo una trattativa durata quasi due ore con la polizia e annunciata i giorni antecedenti. Quindi la Lamorgese non poteva che far intervenire la polizia. Roma non è Trieste dove alle parole dei fascisti di piazza sono subito seguite le azioni squadriste. I tempi contano e se ne deve tenere conto. Questi “no green pas” non sono scusabili perché portatori di principi libertari mal declinati , perché antisolidali , schierati con un popolo ignorante di scienza come i terrapiattisti e in molti casi afflitto da grave codardia . Forza Nuova deve essere sciolta per motivi costituzionali . I no green pass per manifesta ignoranza e velleità.Non facciamo confusione come Salvini e Meloni per propaganda politica amano fare.

    • nella pubblicazione gli autori del blog hanno saltato nel commento ….Non c’è nessuna >

    • Caro Mario
      non concordo sulla tua analisi e trovo l’articolo comunque povero in sostanza.
      Molti dei Portuali che manifestavano incluso il loro più o meno leader erano vaccinati, la protesta del green pass è relativa al “metodo” utilizzato dal governo per obbligare i lavoratori a vaccinarsi senza garantire a questa minoranza il sacrosanto diritto a rifiutarsi di farlo senza pregiudicare il “LAVORO” sul quale è fondata la nostra repubblica. La soluzione negoziale era semplice, offrire il tampone o gratuitamente o a prezzo calmierato o addirittura facendolo pagare al datore del lavoro già obbligato a controllare i green pass.
      E con il tampone si può fare un tracciamento più efficace del virus dato che i possessori di green pass possono infettare coloro che il vaccino NONLO VOGLIONO FARE.
      Io personalmente sarei per un vaccino vero (questi che ci stanno proponendo non lo sono o sono troppo “temporanei”, obbligatorio se vero, e solo se prodotto dallo stato non da società private americane. Invece del vaccino Italiano ventilato da Zingaretti non si hanno più notizie, è letteralmente sparito e sembra che solo gli americani usando anche tecniche sviluppate in Italia siano capaci di farlo. Questo non è concepibile. Quindi non raccontiamoci cazzate e vediamo di far funzionare questa società malata usando l’intelligenza.

  • Il virus, da un punto di vista relazionale, ha avuto effetti sicuramente gravi sanciti dall’isolamento e dal distanziamento sociale. Tuttavia la sua presunta risoluzione, rappresentata dal vaccino o vaccini e l’elezione del green pass a nuova frontiera dei rapporti, sta causando effetti ancora più devastanti.

    I buoni e i cattivi
    Infatti è stato creata ad arte una frattura insanabile fra i cittadini: da una parte coloro che accettano il vaccino e dall’altro chi lo contesta. Sono così nati due poli contrapposti: all’estremità positiva i buoni, gli altruisti, i solidali e in quella negativa i cattivi, gli egoisti e gli individualisti. Anzi, come suggerisce l’amico professor Mario Gerola, sarebbe meglio affermare che la frattura insanabile si esprime in due posizioni diverse, trasversali ai predetti schieramenti: fra chi vuol ragionare e confrontarsi e chi, al contrario, rifiuta aprioristicamente o assume un posizionamento istintuale.

    La fine della dialettica e l’inizio del conflitto
    Non si lascia più spazio al dubbio, alla dialettica, al libero pensiero, occorre credere per fede e chi non accetta una scienza che è diventata divinità non ha diritto di vivere nel paradiso terrestre e deve essere messo ai margini. Un’accorta e pianificata regia, dopo aver trasformato in clauneschi guitti da avanspettacolo gli esponenti di quella parte della scienza non consenziente, ha scatenato la guerra fra padri e figli, fra fratelli e sorelle, fra credenti e agnostici. E non sembrino esagerati gli aggettivi “accorta e pianificata” perché non c’è altro modo per descrivere l’atteggiamento di chi, da un lato, non ci ha ancora comunicato se il virus sia di origine naturale oppure la nefasta conseguenza di un esperimento di laboratorio e dall’altro, ha progressivamente propugnato verità assolute, imponendo comportamenti che, oltre a rispondere ad una logica di profilassi medica, prendono le connotazioni del controllo sociale. Infatti sembra un modo per verificare fino a che punto ci possa spingere per monitorare il comportamento della popolazione. La storia è buona maestra e ci insegna che molte misure straordinarie sono poi diventate prassi ordinaria.
    Si pensi poi alla guerra scatenata ad arte fra i vaccinati e non. Viene acuito lo scontro affermando che chi rifiuta il vaccino è un untore e non ha rispetto per gli altri, ma si glissa sul fatto che anche coloro che hanno seguito la profilassi surrettiziamente imposta possono contagiare. Inoltre si sorvola su una costatazione che è disarmante nella sua semplicità: se è vero quello che ci viene raccontato, il non vaccinato costituisce un pericolo per se stesso e non danneggia chi dovrebbe essere immunizzato, infatti nel caso venga colpito dalla malattia avrà solo lievi conseguenze.
    E la cartuccia finale che arma il fucile è costituita dall’accusa di occupare abusivamente posti letto in ospedale e in terapia intensiva. Risulta fin troppo facile chiedere perché non si utilizzi tale logica per i fumatori, per chi alza troppo il gomito, per coloro che si abbuffano di dolci, per chi non sa resistere alla tentazione costituita dai formaggi e dai salumi. Ricordo che se in Italia ci fosse stato il green pass contro gli amanti delle sigarette e del sigaro non avremmo avuto scrittori come Beppe Fenoglio e Italo Calvino, poeti come Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba e Giovanni Pascoli, pittori-scrittori come Giorgio De Chirico, magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    La logica della guerra
    La logica guerrafondaia sembra prendere spunto dalle parole del Vangelo di Matteo (10,34-36). «In quel tempo Gesù disse ai suoi apostoli: non crediate che sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa».
    Quindi il vaccino foderato col green pass, prole di una scienza che, è importante rimarcarlo, ha imbavagliato un’altra parte della scienza, diventa la spada che colpisce gli infedeli ai quali viene mozzata la lingua affinché non possano instillare veleno con le loro parole È significativo che la campagna vaccinale sia comandata da un generale dell’esercito che agisce con la logica militare e a tappe forzate conquista il territorio.
    Quando il vaccino e il green pass costituiscono la linea di demarcazione, unica e inequivocabile, si crea inevitabilmente un solo terreno di confronto, che in questo caso diventa scontro. Tutto è subordinato, si rompono consolidati equilibri e le altre problematiche si trasformano in corollari da liquidare semplicisticamente. Così lo stillicidio di morti sul lavoro diventa un fatto risolvibile con proclami che non si confronteranno mai con la realtà; la giustizia sociale, una chimera irraggiungibile; l’annegamento di centinaia di migranti, un inevitabile effetto collaterale; l’inquinamento e lo stupro delle risorse della Terra, una marginale conseguenza del progresso; il razzismo, la presa di coscienza della naturale scala gerarchica delle etnie umane…

    La propaganda
    È noto che la guerra necessita di giustificazioni, le cause devono essere riconducibili ad ottenere benefici effetti. E non bisogna soffermarci sulla ossimorica contraddizione per la quale il bene diventa il frutto del male. Quindi c’è necessità di una comunicazione che non informi, ma scelga la strada a senso unico della propaganda perché il nemico deve essere ucciso o messo in condizione di non nuocere trasformandolo in prigioniero. E allora si alzano alte le voci dei ciambellani di corte che, come il noto columnist de “Il Fatto Quotidiano” Andrea Scanzi, insultano, irridono, boicottano, zittiscono chi ha l’ardire di porre domande.

    Inquinare le acque
    Avere dubbi sul vaccino significa essere additati come fiancheggiatori di una destra fascista e violenta come Forza Nuova e di una destra istituzionale, quella della Meloni e di Salvini, che flirta spudoratamente con i camerati. E tale logica è stata ulteriormente acuita con i fatti di Roma e l’assalto alla sede delle C.G.I.L. facendo automaticamente diventare tutti i contrari al vaccino la personificazione della violenza. dell’odio e del totalitarismo, Ideologicamente mi ritengo all’antitesi di Forza Nuova e mai potrò accettare di essere confuso con i suoi adepti. Infatti quello che ha sempre mosso il mio modo di agire è il rispetto per l’altro – caratterizzato dalla scelta di stare sempre dalla parte del più debole – la solidarietà, il mutuo soccorso e la ricerca della giustizia fra gli uomini, non temendo di pagare duramente per le mie scelte controcorrente e critiche nei confronti del potere dominante. Anche la mia perplessità sul vaccino entra a pieno titolo nella strada che ho sempre cercato di percorrere. Infatti voglio sottolineare che inizialmente avevo la ferma intenzione di sottopormi alla vaccinazione perché la ritenevo una cosa utile, non solo per me, ma anche e soprattutto per preservare gli altri. Credevo che in questo modo, pur con gli inevitabili rischi, potevo dare un contributo al ritorno alla normalità e al civile convivere. Ma da subito i dubbi si son insinuati perché a una comunicazione ne seguiva un’altra contraddittoria e ho scoperto che i vaccinati potevano essere infettati, ma soprattutto che a loro volta erano contagiosi. Mi sono accorto che l’informazione diventava propaganda, che il premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier era stato trasformato in un vecchio rimbambito e successivamente oscurato perché aveva espresso pareri difformi rispetto alla crociata che si portava avanti, che bisognava credere e obbedire (mancava combattere per realizzare una completa assonanza con un passato di triste memoria) senza che nessuno desse delle informazioni plausibili, anzi ci venivano raccontate fandonie e falsità.
    Qui di seguito propongo un esempio incontrovertibile. Il 24 agosto 2021 Guido Rasi, ex direttore EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) e attuale consigliere del generale Figliuolo, nella trasmissione “Stasera Italia” di Rete 4 ha dichiarato: “In Israele i vaccinati sono solo il 13%, control’87% dei non vaccinati, quelli ricoverati in ospedale”. Il 25 agosto 2021 il dottor Kobi Haviv, direttore dell’ospedale “Herzog” di Gerusalemme, intervistato dalla Tv israeliana Channel 13, ha affermato: “I ricoverati completamente vaccinati sono l’85-90%, l’efficacia del vaccino sta scomparendo.
    La nuova comunicazione
    È stata totalmente ribaltata la logica della comunicazione. Infatti non è più il fruitore del messaggio che opera l’esposizione selettiva (sottoporsi al mezzo di comunicazione preferito e più vicino al proprio modo di pensare), la memorizzazione selettiva (che si realizza attraverso l’individuazione dei contenuti più congeniali al ricettore), l’autoselezione (eliminazione dei contenuti difformi rispetto al proprio modo di pensare), ma è il comunicatore stesso che opera queste tre operazione e non offre nessuna possibilità interpretativa al destinatario del messaggio.
    In questo modo il cielo viene oscurato perché il dito che lo indica diventa esso stesso la divinità davanti alla quale occorre prostrarsi. Quindi “Matteo (10,34-36)” non viene interpretato e riproposto, ma pedissequamente scimmiottato. Pochi sembrano comprendere che quel brano evangelico si rivolge ai cuori e al pensiero e la spada costituisce la metafora capace di alimentare il pensiero stesso, non di ucciderlo attraverso una pratica acefala e massificante.

    Riscoprire il pensiero
    Sosteneva Martin Heidegger che “la scienza non pensa” nel senso che, come scrive Danilo Serra, «essa indaga intorno a qualcosa senza metterlo in discussione come tale, senza cioè problematizzarlo. Per Heidegger il compito del pensiero è quello di elevarsi oltre il singolo settore scientifico particolare, superando il metodo di un procedimento di tipo calcolante. Il pensiero deve essere in grado di tormentarsi, urtando e scandagliando l’abisso dell’“inaggirabile”, interrogandosi intorno a ciò che, nelle discipline particolari, viene presupposto come ovvio e scontato, ma che così “ovvio” e “scontato” non è. […] Il pensiero è, se mi si concede la metafora, come un abile archeologo che porta alla luce una città sepolta, l’originaria e sempre pulsante civiltà dell’“inaggirabile”».
    Con la pandemia e le ricette risolutrici adottate, sono state versate tonnellate di cemento armato sulla terra che ricopre la “città sepolta”.

    • Grazie Chief Joseph vorrei eleggere, se potessi, la tua risposta a questo articolo, ad articolo in primo piano qui sulla bottega del Barbieri.
      Leggendola mi sono commosso perchè esprime con ragionato e cristallino pensare l’angoscia che questa divisione sta portando alla nostra società, ormai quelle belle discussioni che si facevano in familia durante i pranzi e le cene con scambi passionali di opinioni vengono evitate perchè la polarizzazione e ormai violenta e si finisce per litigare.
      La tua risposta mi vede al tuo fianco al 100%, di nuovo grazie.

      • Sottoscrivo ogni virgola del testo di Chief Joseph, che ringrazio per aver avuto la capacità di esprimere in modo chiaro (e anche pacato) quello a cui stavo girando intorno da qualche giorno invano (non avendo il dono della pacatezza)
        Mi associo alla richiesta di Jacopo Tolja

  • domenico stimolo

    …..Nella frenesia del discutere si corre il grande rischio di perdere di vista il movente della discussione medesima, a dimostrazione del fatto che per gruppi ( più o meno consistenti) di cittadini, la memoria, se non viene bene sensibilizzata, è sempre corta.

    A costo di essere “banale”, ricordo: Il dato incontrovertibile….per l’homo sapiens…..è rappresentato dall’evento chiamato “ Coronavirus Covid 19” che “gentilmente” impazza su scala planetaria ( più o meno) dall’inizio dell’anno scorso.
    La Scienza organizzata, almeno nella sua stragrande componente, afferma che si tratta della più grave pandemia che riguarda la Gaia Terra ed i suoi abitanti…..almeno da dopo della famigerata “spagnola”. Un trauma mondiale. Per tutti i cittadini? A ciascuno la sua risposta dall’alto del suo osservatorio. Certo, nel mondo ricco, dove da tempo sono state superate le conseguenze di altri mali strutturali, rimasti solo a flagellare le popolazioni dei paesi emarginati, la questione ha suscitato giusto grande frastuono.

    Le cause determinati possono essere tante, come evidenziate nel corso degli ultimi 18 mesi…..tralascio i particolari dando per scontato che siano conosciute da tutti.
    Le conseguenze riguardano tutti i continenti ( nel mondo globalizzato il viruse viaggia veloce) , con gli annessi danni, contabilizzati in morti e “feriti”, suddivisi per fasce anagrafiche. I numeri sono grandi. ..Essenzialmente non risalutano mai aggiornati gli effetti che riguardano i cosiddetti paesi poveri….che come al solito non fanno mai notizia di merito.

    L’Italia, con il suo piccolo di 60 milioni di abitanti, con le conseguenze di: 4,73 milioni di casi e 132.000 morti, si è trovata nel pieno del ciclone endemico del virus….per molto tempo, nella funerea classifica, è stata ai primissimi posti mondiali.

    Sul piano delle dinamiche decisionali gli Stati si sono mossi in grande “ordine sparso”: chiusure, distanze, protezioni personali, mezzi di trasporto, relazioni sociali, presenze nei luoghi di lavoro, frequentazioni nei luoghi collettivi, ingressi da paesi terzi, conseguenze drastiche sul piano occupazionale e nella crescita delle povertà diffuse., ………..
    Ognuno ha preferito il proprio “equilibrio interno”, a partire dal modello storico vigente nei processi culturali-ideologici, di “limitazione” ( di norma) nelle relazioni sociali e dall’ “armonia” politica vigente. Come è noto, almeno apparentemente, non esiste un “ordine mondiale”.

    Circa otto mesi addietro, data l’estrema necessità impellente, la Scienza organizzata, con il suo braccio farmaceutico, ( tra l’altro, nessuno, sulla dinamica del virus – variano ed altro – è oggettivamente in grado di fare previsioni certe) , ha tirato fuori i vaccini. Sul piano planetario in particolare se ne sono imposti alcuni. Altri, dopo avere creato grande clamore, sono stati emarginati ( almeno nei paesi ricchi occidentali). Di fronte a problemi complessi le contraddizioni sono sempre in agguato!
    Le conseguenze sono state oggettivamente benefiche. Sembra proprio ( stante gli effetti positivi) che abbia contribuito ad abbassare drasticamente gli effetti deleteri dei morti e dei ricoverati in terapia intensiva.
    Nessuno si è messo, compreso l’Italia, nel percorso dell’obbligatorietà, come già avvenuto per altri tipi di vaccini ( l’importante questione merita un approfondimento appropriato, per comodità di spazio congelo il merito che tutte le fonti ci riversano quotidianamente alla nostra attenzione).

    In Italia gli organi governativi, che riflettono interamente l’estrema differenziazione del quadro politico…..l’opposizione lasciamo perdere) hanno preferito lo strumento “green pass” e il tampone conseguente.
    Grande baraonda , certo. In un paese dove a molti ….. da spiriti “liberi” piace fare i “terrapiattisti ”, guardando essenzialmente al proprio ego e non al bene plurale ( collettivo) – le questioni di prioritaria importanza sono proprio tante -, e magari farsi guidare da alcuni ( non oscuri) manovratori, la cosa ha suscitato grande scandalo e vigore partecipativo. ….che bello sarebbe se queste queste “masse” ( vedi in particolare i casi di Roma e di Trieste) si mobilitassero, con le stesse energie e propositività, sui disastri ambientali in atto, sull’antirazzismo e per l’uguaglianza sociale.

    La confusione è grande sul “fronte occidentale”! Però, la stragrande maggioranza della popolazione si è vaccinata! Ma quali sono le alternative, congrue e coerenti, rispetto alla linea operativa ufficiale in atto?

  • domenico stimolo

    Una lettura molto interessante:

    ” Scienza “non neutra” o negazione della scienza?”

    https://contropiano.org/editoriale/2021/10/22/scienza-non-neutra-o-negazione-della-scienza-0143254

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