La sparizione del piano pandemico

di Gianluca Cicinelli


Sono molto distratti i complottisti italiani. Dopo aver sbraitato per mesi che il Covid non esiste, che è un piano mondiale per tenerci a casa, che i vaccini uccidono, finalmente si presenta un’occasione d’oro, incontrovertibile, per dimostrare un complotto… e invece non ne colgono la portata devastante. Maurizio Blondet, uno dei massimi complottisti italiani – gliene va dato atto – da solo (o quasi) ha colto la gravità.

I più preferiscono l’indimostrabile – che in quanto tale non sempre è confutabile – a un più dimostrabile insabbiamento del report che inchiodava l’Italia alla sua cattiva gestione dell’epidemia. Parliamo del rapporto «An unprecedented challenge – Italy’s first response to Covid-19», firmato da Francesco Zambon, responsabile della sede veneziana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che circa un anno fa dimostrava come il Piano pandemico italiano non fosse mai stato aggiornato dal 2006. Lo sperimentiamo tutti sulla nostra pelle, in particolare le categorie di persone fragili ancora in attesa della vaccinazione, ma apertamente non lo si può dire e tantomeno scrivere. 


Dopo la pubblicazione del rapporto interviene a gamba tesa Ranieri Guerra, il vicario dell’Oms in Italia (vicario per mancanza di prove direbbe qualcuno) che avrebbe fatto pressioni sull’Organizzazione Mondiale della Sanità per far eliminare dal suo sito quel rapporto che getta cattiva luce sull’operato del governo italiano. Ranieri Guerra è stato anche accusato di non aver preparato un piano pandemico per l’Italia; davanti al pubblico ministero che sta indagando sulla questione prima ha affermato che non era previsto nessun aggiornamento e poi che «sino a quando sono stato direttore generale il piano è stato rivisto annualmente e confermato in validità». Adesso risulta indagato dalla Procura di Bergamo per false informazioni ai pm. Infatti è vero il contrario: l’Unione Europea e l’Oms avevano dato indicazioni sulla necessità di aggiornamento del piano.
Il 22 maggio 2020 Guerra scrive a Silvio Brusaferro, portavoce del Comitato Tecnico Scientifico, al termine di una riunione con il ministro Speranza, perchè il rapporto, pubblicato dall’Oms, metteva in grave imbarazzo l’Italia. In precedenza aveva esercitato pressioni su Zambon stesso, pregandolo per email «di non far casino» e modificare il titolo «
Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale. Ministero della Salute, 2006» cambiando l’anno in 2016. La gestione della pandemia da parte dell’Italia nel rapporto veniva definita caotica e «creativa». Ma emergono altre comunicazioni e di peggior tenore da parte di Guerra. In una di queste, inviate all’Oms, sostiene che «uno degli atout di Speranza è stato sempre il poter riferirsi a Oms come consapevole figlia di fico per certe decisioni impopolari e criticate da vari soggetti. Questa è stata materia di discussione e di accordo con Tedros (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms; NDR) anche attraverso chi ti scrive e la Missione a Ginevra». Insomma Guerra “mette in mezzo” il ministro Speranza. L’Oms da parte sua smentisce di essersi attivato per far sparire il rapporto, che resterà soltanto 24 ore sul suo sito, smentisce che Guerra sia vicario (lo era stato in passato) e afferma che è solo un consigliere speciale.
L’Oms fa comunque una brutta figura in questa vicenda. on soltanto perchè il suo capo Tedros Adhanom Ghebreyesus – con un tweet del 14 gennaio 2020 – negò che il virus fosse trasmissibile agli esseri umani, dimostrando così la sua competenza sanitaria e tranquillizzandoci sulle mani in cui era riposta la soluzione della pandemia mondiale.

Una volta che la magistratura è coinvolta nella vicenda – denuncerà il procuratore aggiunto di Bergamo Maria Cristina Rota – «l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva addirittura chiesto al ministero che ci fosse una vigilanza sull’operato della Procura della Repubblica, controllando la correttezza del nostro operato». Ma è soltanto l’inizio. Ai primi di novembre Oms insiste e scrive al ministero degli Esteri, ricordando che i suoi funzionari sono immuni da qualsiasi forma di procedimento legale come i diplomatici. La minaccia funziona e la maggior parte dei ricercatori della sede Oms convocati dal pm non aprono bocca davanti al magistrato.
«Gli scemi di Venezia»: così Guerra battezza nelle sue email i ricercatori del capoluogo veneto che hanno avuto il solo torto di scrivere la verità. Quando è di buon umore li chiama «i somarelli». Ma le email e gli sms da lui inviati lasciano pochi dubbi sul carattere intimidatorio e di occultamento delle informazioni utili alle istituzioni e alla popolazione operato dal sedicente vicario Oms in terra italica. Il punto centrale però riguarda il coinvolgimento o meno del ministro Speranza nella sparizione del rapporto. Nell’email a Brusaferro, di cui abbiamo dato conto sopra, Guerra sostiene che il capo di gabinetto del ministro, Goffredo Zaccardi, fu concorde o gli propose lui stesso di far sparire il rapporto. Se Speranza è coinvolto lo deciderà l’indagine in corso; per quanto riguarda l’aspetto legale, lui sostiene che l’Italia fa riferimento a un altro piano pandemico, il
Piano Pandemico Influenzale, un documento pubblico consultabile sul sito del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc (*). Secondo le stime del generale Pier Paolo Lunelli – un esperto di difesa batteriologica che ha contribuito a scrivere i protocolli contro le pandemie per alcuni Paesi, fra i quali l’Italia – un piano aggiornato avrebbe salvato diecimila vite. Nel report di Lunelli, diffuso dal britannico Guardian e soltanto dopo ripreso nel nostro Paese, il piano pandemico italiano non risulta assolutamente adeguato a quello dell’Ecdc a cui fa riferimento Speranza.
C’è un altro episodio che vale la pena di segnalare in questa vicenda, pur se non presenta connotati di reato. La Procura di Bergamo è venuta in possesso di un testo cartaceo del
rapporto Zambon, con le annotazioni a margine di Ranieri Guerra. Nel caos delle prime ore Annalisa Malara – un’anestesista dell’ospedale di Codogno nel lodigiano – individuò il covid in un paziente ma violando la procedura prevista dall’Oms. Per il rapporto Zambon il comportamento encomiabile della dottoressa, premiata poi da Mattarella, dimostrava che le linee guida dell’Oms e del ministero erano inadatte e soltanto una forzatura a queste regole aveva permesso d’individuare il virus. Nei commenti al testo – fatti da chi era ed è ai vertici dell’Oms – viene chiesto di rimuovere il passaggio perché troppo critico sia verso l’Oms che verso le autorità italiane. Non avvenne semplicemente perchè il testo del rapporto fu rimosso per intero. Roberto Speranza ha dichiarato ai magistrati di Bergamo che quel report era un documento del tutto indifferente per lo Stato italiano. Ranieri Guerra invece scrivendo all’Oms rassicurava che «il ministro Speranza non intende farne un caso», quindi ne sarebbe stato a conoscenza. Al momento l’unico che si è dimesso dal suo incarico è Francesco Zambon e ancora oggi non sappiamo chi all’interno di Oms è titolato a interloquire con il ministro della Salute italiano.

(*) Istituito nel 2005, ECDC – il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – è un’agenzia dell’UE «finalizzata a rafforzare le difese dell’Europa contro le malattie infettive».

LE IMMAGINI: nella foto Ranieri Guerra, le due vignette sono del “sempreverde” Mauro Biani.

 

ciuoti

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