Lasciate lavorare i maestri

 di Pietro Ratto

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Relativamente a come procedere nella valutazione degli insegnanti, autentico cavallo di battaglia della cosiddetta Buona Scuola”, circolano tabelle come questa.
Ora mi chiedo: sono questi i parametri che intendereste adottare per valutare un insegnante? E se no, quali altri vi vengono in mente, se non chiedere direttamente agli alunni? E chiedere ai ragazzi, non significherebbe, però, esporre i loro insegnanti a possibili rivalse di chiunque, per esempio, avesse appena preso un votaccio e volesse vendicarsi del suo insegnante? Non significherebbe domandare all’educando di valutare l’educatore, in una situazione paradossale in cui si dubita delle capacità valutative dei maestri ma non si mette minimamente in discussione quella dei loro discenti?
La risposta la so, voi non siete mica stupidi: queste cose le sapete bene.
E’ proprio questo crescente disagio che si respira tra i docenti, questa loro incalzante paura di venir sputtanati, che volete creare e alimentare in tutti noi. Per renderci schiavi, per farci strisciare ai vostri piedi.

Allora mi rivolgo a voi, teorici del nulla. A voi, burocrati imbellettati, banali artefici ed esecutori di vuote e criminali demagogie. Voi che pretendete di oggettivare l’inogettivabile, di evidenziare l’impalpabile, di quantificare la qualità. Andate pure a rompere le scatole ai tanti impiegati che affollano le nostre scuole, perseguitate pure loro con le vostre ridicole tabelle. Ma non cercate di incastrare gente come me.
Non cercate di incastrarmi. Un preside che, molti anni or sono, ci ha provato se n’è pentito amaramente. Non ho alzato un dito: mi sono voltato e me ne sono andato. Ma dietro di me si è scatenato l’inferno. I ragazzi si sono riversati in strada, hanno eretto barricate per settimane, attirando giornalisti e fomentando polemiche troppo grandi per una qualsiasi cittadina di provincia..
Non cercate di incastrarmi, non interrompetemi. Non disturbate il mio lavoro.
Non disturbateci con le vostre banali ciance, con le vostre ridicole tabelle, con le vostre teorie da quattro soldi, con il vostro sciocco americanese, con il vostro ridicolo informatichese.
Non disturbate i Maestri al lavoro, seriamente concentrati sulla loro inarrestabile, imprescindibile azione educativa nei confronti di intere generazioni. Non fatevi del male, non fate del male al vostro Paese, ai vostri giovani. Lasciateci lavorare in pace e andate a schiamazzare altrove. Lasciate in pace i Maestri.
Qui si fa sul serio, qui sono in ballo le sorti di un’intera società. E noi non scherziamo. Non scherziamo più.

Lasciate lavorare i Maestri.
Lasciatemi lavorare in pace.

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Pietro Ratto è su Facebook e su Twitter. Qui, tutti i suoi scritti “in Bottega” ed una sua biografia

La tabella è inquietantemente tratta dal sito Educazione & Scuola

Pietro Ratto
Nato nel 1965, si è laureato in Filosofia ed Informatica nel 1990 con una tesi in Intelligenza Artificiale. Dal 1995 è iscritto all'Albo dei Giornalisti. Professore di Filosofia, Psicologia e Storia, ha vinto diversi Premi letterari di Narrativa e di Giornalismo. Collabora saltuariamente con il quotidiano La Stampa e gestisce i siti "BoscoCeduo" (www.boscoceduo.it) e "IN-CONTRO/STORIA" (www.incontrostoria.it).
Le sue pagine Facebook e Twitter intitolate "BoscoCeduo" sono quotidianamente frequentate da centinaia di docenti ed alunni italiani.

I suoi libri:
- P. Ratto, "Le pagine strappate", Elmi's World, 2014
- P. Ratto, "La Passeggiata al Tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant", Leucotea, 2014
- P. Ratto, "Il Gioco dell'Oca", Prospettiva editrice, 2015
- P. Ratto, "I Rothschild e gli altri", Arianna editrice, 2015

Pietro Ratto è anche musicista. E' stato infatti fondatore e leader del gruppo di rock progressivo ATON'S (vedi http://www.atons.it oppure, su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Aton's), uno dei riferimenti più importanti del neo-progressive italiano a livello internazionale, dal 1977 al 1999, con una decina di album all'attivo.

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