«L’esatta percezione» e…

il pericoloso ragionare

db loda l’effetto terapeutico dei racconti di Andrea Viscusi, quasi cede ai colpi del feroce Spoiler ma poi si rialza e vola (zoppica?) verso nuove avventure

«Vorrei riuscire a portare la fantascienza a chi non sa bene cosa sia per far capire che è davvero il tipo di narrativa che spiega al meglio il mondo, soprattutto quello di oggi»; il mio plauso al poco più che trentenne toscano Andrea Viscusi per averlo detto… e fatto.

Nove bei racconti riuniti sotto il titolo «L’esatta percezione» più le note introduttive e la lunga intervista di Alberto Panicucci con l’autore: 124 pagine per 10 euri, co-edito da Riflessi di luce lunare (www.rill.it) e da Quality Games nella bella collana “Memorie del futuro”.

Al solito svelo meno possibile le trame: io e lo spoiler siamo nemici antichi fin da quando neanche sapevo ‘sta parola inglese.

Il primo racconto «Hype» si potrebbe forse intitolare “elogio dello sbadiglio”…

ecco db sei inaffidabile, come al solito: hai appena detto che tu e spoiler vi odiate, poi fai capire che il male del nostro tempo è l’eccesso di eccitazione…

Su questa battuta – proveniente da un mascherone di Giava – db arrossisce e con un inchino garbato (in realtà quasi cade) passa al secondo racconto, altrettanto bello, ovvero «Lamarckia». Che è mooolto insolito, volutamente non scientifico. Originale e particolarmente disadattante per chi si interroga sui meccanismi dell’umana evoluzione…

di nuovo db? Stai sull’orlo dello spoiler…

Però che palle ‘sto mascherone di Giava” pensa db che comunque miciomicio-muromuro se la fila verso il terzo racconto ovvero «Karma»: un giustificabile incubo auto-inflitto e forse più. Che ti riguarda. E infatti è scritto proprio a te… però qui mi fermo chè se no arriva il mascherone (ignoro come un manufatto di Giava sia finito sul mio tavolo e perchè sia così impiccione).

Il quarto racconto cioè «Pixel» ha un’idea di base bella (come rendere nuovissimo un antico incubo) con il numero preferito di Douglas Adams, qualche costante di Planck e la tentazione di capire dove finisca la prigione. Se avesse avuto un finale migliore sarebbe stato un capolavoro; invece è “solo” bello.

Sul quinto brevissimo racconto decido temporaneamente di astenermi.

hai paura del mascherone? eh-eh…

Ben scritto, come tutti, ma troppo prevedibile «La bella lavenderina», il sesto racconto. Dunque scivolo verso il settimo, «La terra dei padri», dove c’è un Francesco che potrebbe essere quel tal “poverello” e invece no

‘tento ti, db…

ma ‘sto mascherone parla in milanese?” si inquieta db. Poi si fa forza e veleggia sul penultimo racconto, «Sinestesia» davvero bello (ma chi lo legge e lo capissce sarà a rischio acufene? O peggio?).

Infine l’ultimo e strano fra gli strani: «Pr-Medjed» che di nuovo si rivolge a te, sì proprio a te. Se il mascherone di Giava non s’intromette sarei tentato di accennare che c’entra l’Egitto… ahi, il giavanese mi ha mozzicato.

Nell’intervista finale Viscusi fa l’elogio del racconto come forma espressiva. E per questo lo amo ancora di più, specie in questo ridicolo Paese dove gli editori vorrebbero farci credere che se non è un (lungo) romanzo non è leggere, tantomeno arte, genio e passione.

NOTA DEL SUBCONSCIO (di db): forse l’invadenza del giavanese anti-spoiler mi è stata indotta dalla subdola esistenza, nel primo racconto di Viscusi, di una «zona spoiler free», attiva per almeno 10 metri.

VISCUSI IN “BOTTEGA”

Linkando Se la realtà è ret-conizzata troverete un racconto-recensione intorno al romanzo di Andrea Viscusi «Dimenticami trovami sognami» (edito da Zona 42): roba di un certo Johnny Sheetmetal che prima o poi – madamigelle e messeri ve lo giuro sull’altrui onore – riapparirà in queste martediane lande. Qui invece è Viscusi stesso che racconta La convention di «Stranimondi». E altre volte db lo ha lodato , per esempio recensendo un suo racconto apparso sulla rivista «Robot».

NON FINISCE QUI?

Da oltre un decennio ricevo ogni anno – un po’ prima di Natale, se le poste non sono già ingorgate – un regalone da RILL cioè l’antologia dei vincitori del Trofeo «per il miglior racconto fantastico» che dal 2011 si duplica, appunto con l’antologica “Memorie del futuro”.

Perciò fra 7 giorni – mal che vada 14 , dipende… dalla Luna – db l’anti, il più fiero nemico dello spoiler, vi racconterà anche la nuova antologia intitolata «Leucosya e altri racconti». Piaccia o no al giavanese.

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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