Lettera aperta al Segretario di CGIL della Regione FVG

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Gentile compagno Belci,

La informo che si sta allargando la piaga del lavoro socialmente utile, offerto ai richiedenti asilo ospitati nei diversi comuni della nostra Regione.
In realtà si tratta di un lavoro non retribuito.
Gli ultimi comuni che hanno preso questa direzione sono Palmanova e Bagnaria Arsa, che si aggiungono ad altri a partire da Trieste.

E’ una modalità che penalizza decine e decine di persone fuggite da guerre, da persecuzioni e da catastrofi.

Certamente le amministrazioni comunali, la Croce Rossa (i cui ‘volontari’ che organizzano le  attività dei richiedenti asilo d’asilo sono invece pagati) e gli enti per cui vengono svolti questi lavori gratuiti  presentano queste persone come se fossero davvero volontari.
E i media li coprono diffondendo un’informazione scorretta.
Credo, invece, che il loro “volontariato” sia frutto della disperazione, della paura e dell’incertezza.
Li considero persone deboli e costrette, in nome di una falsa integrazione, a pagare un ulteriore prezzo che aggiunge alla loro  fuga l’umiliazione che nasce dall’essere inattivi dove sono ospitati e visti senza empatia, soprattutto ora che la crisi economica fa sentire il suo peso.
In breve: io li vedo sfruttati, e non senza conseguenze sul significato del lavoro stesso, perché ogni lavoro utile deve essere pagato, almeno simbolicamente.

Per quanto riguarda il tema dell’integrazione considero un solo aspetto fra i tanti  possibili, quello della formazione: si è scelta una direzione scellerata che è umiliante anche per chi è a conoscenza del fatto.

Non per caso mi rivolgo a lei come rappresentante dei vertici del suo Sindacato.
Il silenzio su questa importante questione è totale, tacciono anche associazioni impegnate nel campo.
Si tace spesso per opportunismo e comunque per l’assenza di vera empatia che dovrebbe partire dalla domanda più umana: se fossi io al loro posto, se fossi io a lavorare gratis?

Chiedo, semplicemente, che Lei e il suo Sindacato intervengano sul tema. Conoscendo sia la sua sensibilità che i suoi orientamenti sui valori del lavoro non credo che occorra suggerirle qualcosa.

Con stima e saluti,

Božidar Stanišić, scrittore

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

3 commenti

  • E’ plurale e pertanto “CERCANSI VOLONTARI”. Lapsus o mala grammatica?

    • gentile piero,

      la mala “grammatica” credo sia quella sociale e subculturale, in cui ci son degli inferiori che
      svolgono i lavori socialmente utili non retribuiti e degli superiori: gli organizzatori
      di queste attività (buonisti inclusi), i silenziosi (“non mi riguarda”), i menefreghisti
      (“chi se ne frega, che facciano qualcosa”),
      gli ipocriti (“poveracci, quanto son simpatici – raccolgono le cicche che noi buttiamo!”,
      “ci vuol un pò di educazione civile per ste creature”, “fuggiti dalla guerra? da quale guerra?”)…

      tuttavia, grazie per l’attenzione,
      bs

  • Francesco Masala

    questo passa la rete 🙂

    se riesci a fare la variazione tu, della scritta, benvenuto

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