#Lottomarzo: lotta e fantascienza, delle donne, con le donne

di Giulia Abbate (*)

Oggi è l’8 marzo. Non è la festa della donna: è la Giornata Internazionale della Donna, come ci ricorda la nostra dodo-sistah Nicoletta dal suo blog “Monticiana”:

Quello che mi sento di fare oggi, come ieri e come farò per tutta la vita, da madre di figli maschi, con il fondamentale sostegno di mio marito, è educare loro fin da ora, al rispetto più profondo nei confronti del genere femminile in particolare, e di tutte le persone vittime ancora oggi delle discriminazioni.

Questo è parlare. Dodoclap.

Ma a proposito di dodo, e a proposito di donne, potevamo noi mancare questo strike?

Abbiamo parlato tante volte di scrittura delle donne, di femminismo, di femminile. Oggi è un buon giorno per parlarne ancora, per lavorare (scioperando!) per lottare insieme in vista di un fantastico fantascientifico futuro: in cui maschi, femmine, robot, dodo&altri animali e tutti gli altri cinque sessi di Tralfamadore vivano in pace, liberi e interdipendenti, senza che nessuno scassi le piume all’altro.

Partiamo con un consiglio di lettura: “La notte in cui tutte le donne”, di Laura Silvestri, è un racconto della collana Futuro Presente, curata proprio da noi. Siamo particolarmente legate a questo testo, non solo perché è un ottimo racconto come tutti quelli della collana, ma anche perché ci coinvolge emotivamente.

Una rivoluzione genetica improvvisa, una notte che ha cambiato il mondo: la notte della Mutazione Franklin. A partire da quel momento, le donne di tutto il pianeta non sono più le stesse e la società muta radicalmente. Perché è successo? E cosa accadrà?

Le parole per allontanare quelle donne gli salirono alle labbra, ma Lisandro si costrinse a trattenerle: alzare i toni poteva essere rischioso. Quelle ragazze sembravano forti, erano almeno in cinque e decisamente su di giri.”

[Acquista qui il racconto. E leggilo!]

Poi un articolo fresco fresco: La fantascienza delle donne, che Giulia Abbate (one side of the dodo) ha scritto per la Rivista Inchiostro, nel numero appena uscito. Lo leggete integralmente sul blog L’Arte di Scrivere Felici, ma poi tornate qui, oh!

La questione è tutta qui, forse: come nella vita, anche nella fantascienza il contributo femminile è indispensabile, ciò nonostante è incredibilmente sudato.
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Le recensioni:

Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood è una distopia feroce, angosciante, terribilmente plausibile incentrata sulla dominazione di un genere sull’altro.

Il romanzo ci ricorda che una società repressiva passa sempre per il controllo del ruolo sociale della donna e ancor più del suo ruolo riproduttivo (ricordiamocelo, quando vengono fuori sgangherate campagne sulla fertilità o quando si questiona l’autodeterminazione femminile).
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Memorie di una sopravvissuta è un romanzo postapocalittico della migliore Doris Lessing, Premio Nobel alla Letteratura e grande scrittrice di femminile e di fantascienza.

Sono felice di aver letto “Memorie di una sopravvissuta” prima di avere delle figlie, perché allora ho potuto sopportare meglio la sensazione di smarrimento che emerge dalle pagine più potenti di questo misterioso romanzo. E perché anche grazie a esso sono una madre migliore.
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Ma non si vive di soli libri. Ci sono anche gli incontri, le conversazioni, i discorsi.

Nel guest post “Il maschilismo si annida nei dettagli”, la scrittrice fantasy e SF italiana Milena Debenedetti ci racconta aneddoti surreali della sua esperienza da autrice militante: tra giurati falsi cortesi, sbudellamenti dolci e attesi e altre amenità.

Quando ho partecipato ad antologie di racconti, essendo quasi sempre l’unica donna (di recente le cose sono migliorate, siamo anche due magari), invariabilmente la cosa veniva fatta notare da qualcuno, e riceveva spiegazioni da altri. Paternalistiche.
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Nella relazione “La fantascienza è delle donne” abbiamo riportato la cronaca fedele di un bellissimo incontro svoltosi alla fiera Stranimondi, a ottobre. Con Giulia Jannuzzi, Chiara Reali, Tricia Sullivan, Nicoletta Vallorani, Emanuela Valentini. Le autrici e critiche hanno discusso sul ruolo e sulla percezione della donna nella fantascienza. In sintesi? “Sigh”.

Non che le autrici donne non ci siano, ma hanno già parecchi problemi per conto loro: da ogni punto di vista e in quanto donne autrici. A nessuna, nonostante meriti e titoli, è mai davvero concesso di sentirsi arrivata, di sentirsi figura di riferimento. In questo ambiente alle donne non è dato emergere veramente.
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Nicoletta Vallorani è protagonista di un altro report: la serata dedicata a  scrittura, fantascienza e città del futuro, nella quale l’autrice e docente ha parlato del suo percorso di scrittura e dei temi, femminili e femministi, che percorrono la sua opera.

Una donna non potrebbe mai vincere il Premio Urania, disse qualcuno dell’allegra compagnia di Club City.
Scommettiamo? Rispose lei.
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Ma che cos’è la fantascienza delle donne?  E perché si lega alla questione del femminicidio e dei diritti delle donne? Lo scoprite in La fantascienza delle donne italiane, il femminicidio e altre amenità. Una spiegazione circostanziata su cosa è il femminicidio e sul perché è necessario chiamarlo così, e sulla scrittura delle donne nelle loro complesse sifde.

Però oggi è necessario parlare di femminicidio e non di semplice omicidio, perché nella parola “femminicidio” sono incluse una serie di caratteristiche che una volta erano viste come attenuanti e che oggi dobbiamo invece considerare aggravanti, capovolgendo il “tradizionale” punto di vista.
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Oggi 8 marzo 2017 scioperi, manifestazioni e sollevazioni in tantissime piazze di cinquantacinque paesi nel mondo. Join the revolution.

Il dodo sciopera e manifesta.
Ci vediamo per chi vuole a Milano, alle 18:00 sotto al Palazzo della Regione Lombardia, a rompere i Maroni al patriarcato.

(*) ripreso da https://lezionisuldomani.wordpress.com

 

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