Magdi Cristiano Allam, senza forse

di Bozidar Stanisic

Sala conferenze del liceo Dante a Gorizia: invitato da Caritas-Migrantes della diocesi di Gorizia, per la conclusione delle iniziative dedicate alla Giornata del migrante, l’europarlamentare e presidente di “Io amo l’Italia” Magdi Cristiano Allam tiene la conferenza sul tema: “Accoglienza, Carità, Testimonianza, Evangelizzazione”. La sala è strapiena (prevale il pubblico di età matura, i più giovani sono nelle ultime file, come “giusto” nell’Italia della gerontocrazia). Presenti molti poliziotti: Allam da tempo vive sotto scorta. Ciò davvero mi fa la pena: ciascuno dovrebbe essere libero di esporre le proprie idee, anche se non accettabili per qualcuno. L’applauso è forte; Allam viene salutato dai direttori della Caritas e del Migrantes. Nell’aria c’è qualcosa di festoso; vicino ad una delle uscite è visibile il banco con i libri dell’ospite: “Io amo l’Italia”, “Grazie Gesù”…

Non credo ci sia bisogno di spiegare molto sui contenuti della serata; è sufficiente leggere le opere di Allam o ascoltare le videoregistrazioni dei suoi incontri. Anche stavolta è un ritornello: la sua infanzia e giovinezza al Cairo nelle scuole dei comboniani e salesiani; la madre musulmana che non è contraria alla sua educazione in base dei valori dell’etica cristiana; “vi parlo da ex immigrato”; l’arrivo in Italia e la scoperta dei valori occidentali dal vivo; la gioia perché si è convertito (manca la nota sui riflettori per le tv riprese di quella giornata nella Sistina); le sue analisi sull’Islam e in seguito a esse la preoccupazione per l’Europa, per i suoi vuoti, relativismi, laicità senza senso… Il filo non viene interrotto (lui raramente partecipa a veri dibattiti: Allam è quasi sempre l’unico relatore e va là dove lo ascoltano e dove gli pongono tiepide domande): la multiculturalità fallita (dalla Gran Bretagna in poi); il pericolo Islam (come se fosse una confezione di fagioli tutti uguali), che è il pericolo numero uno anche in Italia (niente mafia, né ‘ndragheta, né camorra, né corruzione in politica e altrove, nè evasione fiscale: solo l’Islam); l’Europa che sta perdendo la sacralità della famiglia, l’Italia a cui mancano leggi più severe nei riguardi dell’accoglienza; i minareti nella vecchia Europa che si è trasformata in una landa deserta; gli italiani che non fanno bambini…

Come parla Magdi Cristiano Allam? Il tono è di un prelato, senza crescendi; fa pause mentre legge (è difficile dubitare che non testi preparati per varie occasioni: rivolgersi ai volontari delle Caritas certamente non è uguale alle occasioni in cui il pubblico è con i fazzoletti verdi della Lega); il suo discorso si muove per una spirale che quasi invisibilmente si trasforma in una piramide. Sulla vetta incominciano a sventolare le parole contro l’aborto, l’eutanasia, il relativismo europeo (che assomiglia a una visione di Allam sulla necessità di un solo libro, il Vangelo). E le leggi sull’immigrazione? Ma che Bossi-Fini: ci vuole, secondo lui, una trascrizione delle leggi olandesi (il Paese che si è “risvegliato” dopo la tragica vicenda di Teo Van Gogh nel 2005) con regole non negoziabili.

Sì, così parla l’uomo che ha aggiunto al suo nome un altro, Cristiano, che – dice – “ama l’Italia”. Lo fa ad alta voce, come se tutti gli amori dovessero essere dichiarati in modo tale. Si rivolge a Gesù: “Grazie Gesù”. Ma Cristiano, nelle sue poltrone di ex immigrato che ha fatto carriera, riesce almeno qualche volta a ricordare o immaginare gli altri immigrati in Italia, soprattutto quelli fuggiti dai Paesi in rovina per guerre e impoverimenti (entrambi causati non solo dalle disgrazie del Terzo Mondo, ma pure per gli interessi economici e politici del mondo i cui valori Cristiano difende)? Anche a Gorizia ha parlato senza la presenza di chi è oggetto delle sue analisi, né dando spazio a voci diverse dalla sua.

Fra le altre cose che tira fuori dalla manica propone che prima dell’arrivo l’immigrato conosca la lingua italiana. Devo alzarmi e dire che in Bosnia nel 1992 non avevo del tempo per andare a far l’esame della lingua italiana? Per il motivo più semplice: non sapevo dove mi avrebbe portato la strada della fuga da una guerra. Devo alzarmi ed elencare i nomi degli italiani – laici, atei e credenti – che sono stati solidali nei miei confronti? Si trattava del volto umano di quell’Italia (evviva, grazie a Dio e agli uomini) che non disprezza il pellegrino, che apre le porte a chi è bisognoso di accoglienza. Io ricordo quel volto: è un affresco vivo, in me. E nei miei racconti-ponti fra i due mondi che, una volta, dovevano essere nemici: Est-Ovest.

No, non mi alzo. Intuisco che sarà meglio scrivere qualcosa, dopo. Da chi crede che nei volti umani, tali e quali, c’è la verità del mondo. E che Gesù, personaggio straordinario della Storia, figlio di una donna povera e di un falegname, nato in una grotta, se fosse fra noi, senza dubbio si sarebbe messo a piangere. E il pianto dei giusti è più profondo dalle valanghe delle parole, anche se dette sotto voce.

No, non credo che Magdi Cristiano Allam abbia avuto occasione di conoscere molti volti degli immigrati, soprattutto degli esuli richiedenti asilo politico. Non credo che abbia conosciuto un ventenne di Mogadiscio, di nome Ali che una volta mi chiese: “E’ giusto che una persona nasca nella guerra, che nella guerra viva l’infanzia e la giovinezza, che ogni giorno senta gli spari e veda i morti?”. Né una giovane donna del Darfour, di nome Asaf, che, in fuga dalla tragedia bellica, miracolosamente riuscì a passare a piedi il deserto di Sacara ed evitò a finire nelle carceri libiche? Né un giovane colombiano di nome Gomes, che vide con i propri occhi il massacro della sua intera famiglia? Né almeno una delle numerose badanti alla sorveglianza – 24 ore al giorno – nelle case degli anziani e disabili italiani, né almeno uno dei saldatori bengalesi dei cantieri navali, né almeno uno degli indiani mungitori, né almeno una colf filippina e così via. Che tutti stanno con quell’Italia che si sveglia presto ed economicamente la tiene in piedi… Può essere che mi sbagli: forse Allam li ha incontrati anche se loro sono rimasti lontani sia dal suo cuore che dalle sue ex poltrone (giornalistiche) e da queste attuali, cioè politiche. Incontrati, ma da lui – chissà? – vissuti come particelle di una massa che disturba la sua idea sugli immigrati e sull’immigrazione.

Confesso: disprezzo la mediocrità che esponendo idee prevalentemente lontane dalla realtà pretende la profezia. Che è lontana da ogni forse. Il vissuto dell’immigrazione di Allam è de facto appoggiato sui casi estremi e negativi (il terrorismo islamico), attraverso cui l’immigrazione viene presentata come pericolo nel suo progressivo sviluppo. Anche stavolta credo che nessuno tranne i convertiti riesca a diventare così radicale. A tali persone non è facile mandare un messaggio: da Voltaire e Montesquieu in poi in Europa è accaduto un Qualcosa? Non credo, perché sarebbe una perdita di tempo come nei soliti dialoghi o polemiche con menti selettive.

Le domande dal pubblico? Tiepide, nessuna critica. Tranne una, sul suo gioco di parole ripreso da Falcone: “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Che Allam ha trasformato in: “chi ha fede muore una volta sola, chi non ha fede muore ogni giorno”. A una persona del pubblico sono sembrate prive di senso.

Come a me pare che sia senza senso questo incontro inserito proprio nella “Giornata del migrante”. Doveva essere nominata un’altra giornata: “Giornata del Dubbio sul Prossimo arrivato da altre parti del mondo”.

E’ notte. Io torno a casa. Cristiano Allam va a Bruxelles – alla sede del Parlamento della Landa Deserta. E, da buon cristiano, se ne va senza nessuna rinuncia all’ottimo stipendio della tesoreria della Landa Deserta, né agli altissimi onorari delle sue lezioni profetiche. Sappiamo, dovrà passare per la strada che va verso Gradisca d’Isonzo, dove c’è un Cpt (o Cie come si dice ora), in cui si trovano anche alcune famiglie “clandestine” con bambini appena nati. Si fermerà là? Per salutare almeno uno degli ultimi?

P.S. Post festum sulle pagine web di Caritas-Migrantes troviamo solo queste righe:“Si è svolta davanti ad un foltissimo pubblico interessato l’avvincente conferenza-testimonianza di Magdi Cristiano Allam, venerdì 4 febbraio scorso, presso l’aula magna del Liceo Classico D. Alighieri a Gorizia. Viene messa a disposizione la registrazione dell’incontro”.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

20 commenti

  • Magdi Allam è ben conosciuto… uno dei tanti prezzolati del nazi-cattolicesimo… uno squallido personaggio, ma proprio per questo pericoloso, perché lo squallore a volte disarma, e lascia senza parole…

  • è strano come in questo vecchio continente non ci sia più spazio per un sano ateismo. il dibattito riguarda quasi solo esclusivamente una lite tra religioni, che per altro credono nello stesso dio, solo in volumi di diverse edizioni. sono le religioni delle antiche scritture, riviste man mano.
    per quanto riguarda la sacra romana chiesa, poi, molti di questi libri sono stati scritti da convertiti (da s. paolo in poi).
    tre religioni che hanno disseminato il mondo di cadaveri e atrocità e che pensano di avere ancora diritto di cittadinanza, anzi le loro frange più estreme vorrebbero l’egemonia.
    come scrisse qualcuno? la religione è l’oppio dei popoli

  • Mi sorprende sempre l’uso di certe parole per dare forza ed enfasi alla mancanza di pensiero. Il signor ginodicostanzo, riferendosi a Magdi Allam, si è inventato addirittura il nazicattolicesimo. Ciò che è squallido e lascia disarmati è proprio questa ottusa contrapposizione che trasforma avversari politici in nemici. Forse questo signor ginodicostanzo dovrebbe andare a vivere un pochino nei paesi arabi per imparare ciò che ignora e che Magdi Allam tenta di farci sapere. Vada, ad esempio, in Libia a farsi bombardare da Gheddafi. Caro signor “frasi ad effetto” l’attenzione ce l’ha anche per l’essere umano Magdi Allam?

    • signor Berrini, ognuno si sorprende per qualcosa. Io a esempio sono molto sorpreso dell’ignoranza storica per cui, nonostante ogni evidenza, vi sia chi nega – in passato come oggi – che tanti “buoni” cattolici – anche ai vertici della Chiesa – abbiano attivamente sostenuto il nazismo, il fascismo e altre dittature. Magari facendo massacrare i cattolici o i cristiani che invece si sono opposti. Per fare un solo nome il nunzio Pio (molto poco pio dunque) Laghi che in Argentina ha aiutato, in ogni modo, i militari assassini. Resto anche molto sorpreso che, rispetto ai Paesi arabi, si dimentichi che a denunciare certe infamie vi siano in Italia ben poche persone (lei, se crede, può vedere su codesto blog, cosa io ho scritto di Gheddafi) mentre i nostri governi (non solo Berlusconi) intrattengono ottimi rapporti con i tiranni. Poi d’improvviso qualche anima bella scopre che Saddam Hussein o Ben Ali o Mubarak o Gheddafi erano dittatori. Eravamo ben pochi davanti all’ambasciata irachena a Roma per protestare (e a subire qualche “democratica” carica) quando Saddam gasava i curdi, per sentirci dire anni dopo (siccome eravamo contro l’attacco petrol-statunitense all’Irak) dai “democratici” media che eravamo “amici” del dittatore. Ha mai sentito parlare del ruolo dell’Italia nel sostegno militare a Saddam Hussein o del “super-cannone” e della truffa-scandalo della italiana Bnl di Atlanta? Come eravamente relativamente pochi, negli anni ’80, a chiedere che Mandela venisse liberato e che l’Italia applicasse la risoluzione Onu per il boicottaggio del Sudafrica razzista. Pochi mesi fa eravamo relativamente pochi a denunciare i crimini di Gheddafi (con armi italiane) o a portare in giro il documentario “Come un uomo sulla terra” (se lo veda e capirà il perchè la Rai ha preferito nasconderlo). Se lei, signor Berrini, si informasse e/o studiasse un po’ più la storia forse eviterebbe di scrivere certe sciocchezze. Non amo molto le etichette, preferisco la forza dei fatti, e dunque forse non definirei Magdi Allam un “nazicattolico”. Di certo racconta molte bugie, si schiera su posizioni integraliste (cattoliche) mentre attacca gli integralisti (arabi) e – come fece Oriana Fallaci- incita all’odio e all’ignoranza. Sarei razzista e stupido se per i crimini di un Pio Laghi giudicassi fasxisti tutti i cattolici ma è esattamente quel che fa Magdi Cristiano Allam quando ci invita a sospettare di ogni musulmano perchè nell’Islam vi sono fanatici e criminali. Ci pensi su. (db)

  • Lei signor DB, non solo ha bisogno di leggere la storia senza occhiali ideologici ma soprattutto dovrebbe dare un’occhiatina al Corano e capirebbe di cosa parlavano sia Oriana Fallaci che il giornalista Magdi Allam. Sulle manifestazioni contro Saddam, l’assassino di migliaia di persone inermi, perché non si rivolge ai suoi amici di sinistra che lo sostenevano solo perché era nemico dell’America? Si aggrappa alla storia del cannone che doveva sparare satelliti in orbita per dimostrare cosa? Che oggi abbiamo relazioni diplomatiche e commerciali con quella m…a di Amadinejad, il quale vuole sterminare Israele e per questo costruisce bombe atomiche? Viene a fare lezioni di etica quando in ogni passo della sua vita lei aiuta quel verme di Gheddafi? Quando cucina, una parte del gas viene dalla Libia. E quando usa l’auto brucia benzina del dittatore che bombarda la gente. A Lei basta andare in piazza a gridare slogan per sentirsi al di sopra di tutte le bassezze del mondo. Crede di far parte di una elite di salvatori del mondo, ma non è altro che un urlatore in grado solo di disprezzare chi veramente fa della critica costruttiva. Come la faceva Oriana Fallaci della quale lei non potrà mai capire la grandezza. Lei vive in un mondo troppo angusto per capirla. Quanto a quel Pio Laghi non so chi sia e non mi interessa saperlo. Probabilmente serve più a lei come mostro da sbattere in faccia a chi non è d’accordo con le sue idee. Inoltre non ho bisogno di documentari per capire il mondo. Se così fosse avrei messo il mio cervello all’ammasso. Ci tengo ad avere tutti i miei neuroni liberi di capire la realtà senza occhialetti con le lenti rosse.

    • tutto quello che lei ha scritto qui sopra dimostra (e me ne spiace) che lei ha lenti così spesse che neppure capisce cosa le ho scritto. La sua frase “non ho bisogno di documentarmi per capire il mondo” è davvero una delle più sconfortanti che ho letto nella mia lunga vita. Chissà da dove vengono le idee se non esaminando i fatti e ascoltando le diverse idee. (db)

  • Signor DB posso confermarle che è impossibile capire cosa dice lei. Se vuole continuare ad ignorare che il mondo è globalizzato a partire da Cristoforo Colombo e che da allora si convive con tutti, anche con i maledetti dittatori, vuol dire che lei vive il sogno utopico dell’arcadia. Fa bene a combattere le sue battaglie ma la smetta di sedere su un seggiolone e giudicare manicheisticamente le opinioni diverse dalle sue. Se lei è arrivato a disprezzare personaggi come Oriana Fallaci ho dubbi che riesca a farsi un’idea della realtà. I dittatori cadono, prima o poi, mentre l’ala della stupidità aleggia da sempre sulla testa di tutti. Lei e me compresi. Auguri alle sue lenti rosseggianti che le permettono di tranciare giudizi su come ci si deve documentare. Le preciso che il mio bisogno di documentarmi non prevede le sue stesse fonti. Troppo unilaterali per concorrere alla formazione di un pensiero obiettivo.

    • signor Berrini,
      io ho poco tempo ma lo sacrifico volentieri a confrontarmi con chi la pensa diversamente da me invece di “godermi” la compagnia di chi mi appare in sintonia con il mio modo di vedere il mondo. Fermo restando – spero che su questo sarà d’accordo – che i fatti contano molto più del pensiero; ovvero chiunque in teoria può trovare ragioni in difesa di Hitler o Stalin ma restano milioni di morti che purtroppo sono un “argomento” contro il quale cade ogni analisi.
      Dunque lei dice che le mie fonti sono “unilaterali” e io potrei chiederle: “scusi, come sa quali sono le mie fonti e a che riguardo?”. Ma le propongo un gioco appena più faticoso ma che mi pare assai interessante. Io le dico in generale le mie fonti e lei mi cita le sue. O, se preferisce, si sceglie insieme un argomento (due? tre?) e lei mi dice: ecco io mi sono fatto un’idea al riguardo su queste fonti, queste esperienze dirette, queste testimonianze e o faccio altrettanto. Forse partendo terra-terra troviamo un minimo terreno di dialogo che dovrebbe essere l’obiettivo di tutte le persone in buona fede, oneste, intelligenti (io mi considero moderatamente intelligente e onesto, nei limiti della mia umana imperfezione). Cosa ne dice? (db)

  • Ha ragione, ci si può trovare d’accordo sul deprecare i due dittatori da lei citati, meglio definibili come sterminatori di esseri umani. Però la critica che rivolgo ad un certo modo di pensare dei sinistrorsi, è la pretesa di accusare di ogni nefandezza chi non è in linea, anzi, chi non è politicamente corretto. Cioè chi non condivide il loro pensiero. Vuole un esempio? Qui a Trento recentemente, in contrapposizione al ricordo dei terribili fatti connessi alle foibe, un gruppo di universitari, nipotini delle BR del ’68, ha indetto un’assemblea per contestare la veridicità della loro esistenza. Concedendo che tuttalpiù c’è stato qualche ammazzamento in risposta alla ferocia fascista. Tutto comunque riconducibile a fatti di guerra. Ora, di fronte a tanta imbecillità, come si fa a non dire che scrittori come Eco sono dei perfetti cretini se arrivano a paragonare Berlusconi a Hitler? Quale insegnamento danno questi vecchi tromboni alle nuove generazioni che non hanno vissuto i terribili anni del fascismo? Cosa dire di una classe politica che non parla d’altro che di Berlusconi e di cosa fa a letto? Le sue fonti me le ha già tratteggiate, per grandi linee, invitandomi a vedere un documentario e affermando che la Fallaci inciterebbe all’odio. Oriana era a New York quando sono state abbattute le torri e massacrate 3000 persone. Sarebbe lei ad incitare all’odio o quel cretino di Eco con le sue esternazioni idiote? Che insegnamento dà questa sinistra alle nuove generazioni se l’unica attività intellettuale che esplica è ripetere paranoicamente al governo di dimettersi. Dimettiti che governo io. Questo è il mantra della nuova sinistra. Mi pare che anche lei stia sventolando lo stesso cartello con la parola ossessivamente ripetuta dal vostro parroco Bersani. Dimettiti. Penso che potremmo discutere ma non riusciremmo comunque a sapere dove è finita l’opposizione nel nostro paese. Non vedo nessun desiderio dialettico ma solo una cattiva lotta per il potere. E quel che è peggio, condotta anche dai magistrati golpisti della procura di Milano.

    • signor Berrini, io le ho fatto una domanda semplice: mi dice quali sono le sue fonti? Invece lei continua a comiziare e insultare senza citare un fatto. Ha la grande presunzione di conoscere quel che penso senza conoscermi, senza neppure domandarmi qualcosa e perfino senza leggermi (come purtroppo deduco da questa sua risposta-invettiva). Per fare un solo esempio: non ho parroci meno che mai Bersani. Temo che il mio tentativo di dialogare con lei si interrompa qui. Mi interessa molto capire ma scambiare (o subire) insulti non è fra le mie attività preferite. Se lei ha tempo da perdere e voglia di insultare… continui pure (db)

  • Ho dato una rapida occhiata al suo sito perché l’insistenza nel chiedermi quali siano le mie fonti mi aveva un poco scocciato. Innanzitutto le dico che le mie fonti principali sono tutto ciò che mi sta intorno. Compreso anche la rapida occhiata al suo sito. Se vuole che le dica, come ad un confessore, cosa leggo e cosa ho letto, non lo farò. Non vedo che senso ha questa richiesta. Piuttosto ho notato che ha un sacco di ammiratori e questo rende il suo sito molto gratificante per lei. Io sono un’anomalia. Non sono schierato come tutti i suoi ammiratori. Io sono colui che insulta. Ma chi ho insultato? Lei no di certo. Forse le da fastidio l’insulto che ho rivolto a Eco? E lei non ha forse insultato Oriana Fallaci dicendo che diffonde odio? Anche lei è un difensore acritico di tutti gli islamici? Lo sa che qui a Trento c’è un imam che non si è mai dissociato dall’orribile strage delle Torri di New York? Di cosa vuole che parliamo degli stessi contenuti delle lettere dei suoi ammiratori? Cioè parlare male di Berlusconi, della Santanchè, ecc. ecc. Evidentemente lei non vuole discutere con me. Non parlo delle idiozie che riempiono i giornali di sinistra che si comportano peggio delle portinaie e sparano condanne prima ancora che vengano celebrati i processi. Idiozie che servono a riempire la bocca e la testa di coloro che scrivono nel suo sito. Le ho fornito molti spunti di discussione ma evidentemente sono tutti argomenti che lei considera insultanti. Perciò fa bene a non rispondermi.

    • signor Berrini, forse perdo tempo ma farò un ultimo (un penultimo?) tentativo di farmi capire da lei che pure sinora non ci ha messo un minimo di buona volontà. Ma convinto, come sono, che “di futuri ce n’è tanti”…
      1 – se lei prende la mia richiesta di conoscere le sue fonti come un interrogatorio mi pare che ad alzare le barriere sia lei;
      2 – quando ragiono su fatti (non su idee o gusti) io cerco sempre di verificare le fonti e appunto se rilegge il mio msg vedrà che le proponevo uno scambio; voglio dire che se lei ritiene utile ragionare con me su un argomento – a esempio la cristianofobia e/o l’islamofobia – dovremmo decidere una base minima di verifica dei fatti;
      3 – lei mi dice che a Trento c’è un imam che non si è dissociato dalla strage delle due Torri. Lei lo ha verificato di persona o l’ha sentito dire? Ma supponiamo che sia vero e che lei mi chieda un commento. La mia opinione, basata su ricerche, letture, conoscenze dirette e anche sul vecchio amico bs (buon senso) è che di sicuro alcuni imam sono pro-terroristi. Come alcuni esponenti delle gerarchie vaticane o di altre chiese sono purtroppo pro dittature militari, per la persecuzione dei gay, per la discriminazione degli islamici eccetera. Non per questo “condanno” tutti i cristiani, E credo che lei non dovrebbe giudicare tutti gli islamici da 1, 14 o 130 credenti o imam. Mi pare questa sia la base minima su cui accordarsi. Per questo la sua frase “difensore acritico di tutti gli islamici” non ha senso. E sottolineo il tutti.
      4 – A me pare, da una attenta lettura dei loro scritti, che invece Magdi Cristiano Allam come Oriana Fallaci siano accusatori acritici di tutti gli islamici. E di nuovo sottolineo il tutti.
      5 – Se lei mi segnala qualche signor Htwq (islamico, ateo, zoroastriano, buddista o non so) il quale accusa tutti i cristiani di un certo crimine io ovviamente farò lo stesso ragionamento: queste generalizzazioni sanno di razzismo e/o stupidità. Per la terza volta sottolineo il tutti.
      6 – Non ho tempo per ragionare sul paragone, da lei citato, di Umberto Eco. In ogni caso prima vorrei cercare e leggere il testo di Eco (lei lo ha fatto?) per non basarmi su ciò che è stato riportato e forse estrapolato.
      7 – A proposito alcune portinaie sono simpatiche e riservate come altre pettegole o spione. O erano, visto che dove vivo io ci sono più che altro citofoni. Se concorda su questa idea che le portinaie (e i portinai?) non siano una categoria marmorea le sarà più facile dedurre che anche gli islamici e/o i cristiani e/o le persone di sinistra sono al loro interno molto differenti da ogni punto di vista.
      8 – Un discorso che forse a lei interessa poco è l’idea di sinistra; così tanto per metterle un tarlo in testa il mio punto di vista è questo. Poniamo che D’Alema, Repubblica, Michele Serra, Bersani, Santoro siano di sinistra, allora io di certo non lo sono. Oppure come esistono tante diverse idee del cristianesimo (o del cattolicesimo: ho letto qualche scritto di Biffi e Marini, mi sembrano spesso agli antipodi) ne esistono della sinistra. In una delle sinistre possibili allora io mi colloco. Ma è un discorso lungo e…
      9 – …per oggi il mio tempo è scaduto così la saluto
      (db)

  • La sua ultima risposta mi conferma che il mondo è diviso tra chi capisce e chi no. Questi ultimi naturalmente sono sempre gli altri. Quindi io sono l’altro tra quelli che non capiscono. Lei non fa che contestare, in modo burocratico, le mie affermazioni. Le assicuro che non riporto pensieri di altri, autenticabili da scritti come lei richiede, dimostrando così di essere lei ad avere bisogno di stampelle altrui per esprimere idee. Quanto a Magdi C. Allam ed Oriana Fallaci, mi è bastato leggere il Corano, di cui ne ho una copia, per capire di cosa parlano e prendere atto delle loro paure. A voler essere burocratici come lei, potrei aggiungere che M.C.A. proviene proprio da una realtà islamica. Ne parla come esperienza di vita e non come un esercizio intellettuale, cui lei pare faccia solo affidamento. Oriana Fallaci ha trascorso la vita girando il mondo, intervistando i personaggi più potenti ed importanti. Pare che questo le abbia dato la sufficiente esperienza per esprimere idee senza dover dipendere dall’approvazione di opinionisti o soloni vari da tavolino. L’imam di cui le ho parlato, ha fatto delle dichiarazioni molto ambigue sull’attentato alle torri di N.Y. durante un’intervista ad una TV locale, cui ho assistito proprio nei giorni successivi alla strage. Non solo non ha condannato l’evento, ma ha aggirato abilmente l’ostacolo con argomenti speciosi. Qui non stiamo trattando di discriminazioni ma di buon senso. Proprio quello cui lei apparentemente si appella dimenticando che subito dopo la tragedia di N.Y. circolava un’aria di omertà islamica. Non si riusciva a trovare qualcuno di loro che esprimesse apertamente contrarietà o sconfessasse gli autori della strage. E con loro molti dei nostri coglioni che si sono accodati ad intorbidare le acque come quell’insulso Giulietto Chiesa. Solo M.C.A. ha avuto il coraggio di parlare chiaro in mezzo a tanti conigli. Non per niente è costretto a viaggiare scortato. C’è chi invece, come quello stronzo di Eco, ha la libertà di insulto e gira per il mondo infangando milioni di italiani, sicuro che troverà sempre personaggi come lei pronti a difenderlo. Si tratta di un comportamento doppiamente vigliacco perché solo noi italiani conosciamo al realtà del nostro paese. Non mi risulta che persone di altri paesi siano venuti da noi insultando così stupidamente il loro governo. Un’ultima cosa, io non faccio comizi. Mi pare, al contrario che sia lei a farli con tutto il suo sito e quelle vignette da imbecilli, con un umorismo da oratorio, come intestazione. Lei potrà dire ciò che vuole e citare quanti scritti crede ma rimane una sola realtà: questo vostro manicheismo non porta da nessuna parte. Tuttalpiù le serve per mantenere aperto questo suo sito. Complimenti.

  • I Troll sono guastatori del web che trincerandosi dietro l’anonimato o nickname di comodo vanno in giro a sabotare l’informazione indipendente sul web. Le tecniche sono molteplici, quella più diffusa consiste nell’inserirsi nei dibattiti che si sviluppano attraverso i commenti, tentando con becere provocazioni o insulti espliciti di buttarla in rissa distruggendo la discussione. Ciò che caratterizza queste incursioni è una assoluta mancanza di argomentazioni concrete unite ad una esibizione di luoghi comuni intrisi di ignoranza da lasciare basiti. E’ proprio questa la loro forza, lo squallore che disarma, un po’ come i Tg di Emilio Fede. Nel momento in cui si tenta una replica si è già consegnata al troll la conduzione del dibattito, svilendolo al rango di rissa da bar, se non si è forniti di sufficiente pazienza. Spesso i troll che puntano sulla volgarità adottano all’interno dello stesso dibattito differenti nomi, ma è sempre la stessa persona ad esprimersi. Di solito si intuisce il trucco poiché risulta difficilissimo simulare linguaggi diversi così come opinioni simili (ma non identiche) in pochi minuti.
    Esistono anche troll più raffinati, che sembrano tentare la via della discussione civile, ma che alla fine, invariabilmente, conduce ad un tipo di ”insulto civile” che suggella ancora una volta la loro meschina vittoria.
    Il blog di Vittorio Arrigoni, soprattutto nel tragico periodo del massacro di Gaza chiamato “piombo fuso”, offre un ampio campionario di violentissime aggressioni di troll di tutti i tipi, veri professionisti che mirarono anche al sottoscritto che però non si prestò ad essere bersaglio. Questo avvalora molto ciò che da più parti si dà per certo, e cioè che il governo Israeliano, conscio del potenziale informativo del web, usi troll professionali (pagati) o volontari, mandati in giro a sminuire o ridicolizzare i siti che si occupano di controinformazione sulla Palestina.
    E’ anche vero che in giro si leggono interventi di genuini ignoranti di destra, in tutto e per tutto simili ad un troll, veri campioni di ottusità. E’ mia opinione che non si debba replicare nemmeno a questi.
    L’esistenza stessa di questi incursori testimonia l’estrema importanza dell’informazione indipendente sul web, che quindi va protetta non concedendo spazio nei dibattiti a queste persone, ma non con la censura, col silenzio – possibilmente.
    Il Berrini qui presente sembra appartenere alla categoria dei troll meno scoperti, anche se i ripetuti insulti che distribuisce a destra e a manca potrebbero far pensare il contrario. Il campionario di luoghi comuni che sciorina è tipico, l’inconsistenza delle sue affermazioni (false) è palese, l’esibizione della più trita sottocultura di destra è evidente. Mentre definisce ad es. “terribili” gli anni del fascismo, non fa altro che proprinare punti di vista assolutamente fascisti e xenofobi. Questa è la tecnica moderna di annullamento revisionista della storia – accettata anche dalla nostra finta sinistra parlamentare – dell’affermare che erano tutti uguali e criminali, fascisti e comunisti, per poi procedere ad una restaurazione subdolamente mafio-fascista come quella avvenuta in Italia con l’avvento di Berlusconi e della Lega.
    Non ne sono certo, ma propendo per ascrivere il nostro ospite nella categoria dei “genuini”… genuini in cosa decidetelo voi.

    • quanti troll in giro
      GRAZIE GINO
      ma che gran fatica comunicare davvero fra diversi e che gran piacere quando ci si riesce
      almeno – come appunto firma Vittorio Arrigoni – RESTIAMO UMANI
      db

  • cesare berrini

    Il sig. “frasi ad effetto”, per intenderci ginodicostanzo, colpisce ancora. Si è inventato i troll perché per lui è troppo difficile constatare che esistano esseri umani che la pensano in modo diverso dal gregge cui appartiene. Devono essere per forza fascisti. Un’altra parola-manganello da usare contro chi non bela nel coro della sinistra. E bravo anche il sig. Daniele Barbieri che finalmente trova il modo di continuare a non rispondere sui fatti come fa il bravo ginodicostanzo. E’ una bella tecnica per eludere ogni argomento. Basta continuare a dare dell’ignorante a chi fastidiosamente parla di fatti cui non si può rispondere, perché altrimenti ci si darebbe la zappa sui piedi. Io non uso pseudonimi e non faccio parte di nessuna elite come questi pseudointerlocutori. Mi piace pensare con la mia testa. Per conoscenza al sig. “frasi ad effetto” io non uso pseudonimi perciò può tranquillamente inventarsi altri appellativi gratificanti per il suo ego che sta evidentemente in piedi su stampelle di parole.

  • cesare berrini

    se lei usa un linguaggio fatto di “conigli, coglioni, insulso,
    imbecilli, stronzo…” ha ragione: temo di non capire, mi arrendo al
    Berrini-pensiero
    db
    (le segnalo che io sono persona e non “personaggio” ma temo non ABBIA
    VOGLIA di capire la fondamentale differenza)

    Caro sig. Daniele Barbieri,
    mi spiace che lei se ne abbia avuto a male per le parolacce contenute nei miei
    commenti. Non intendevo offendere la sua sensibilità. Però, osservando la
    ferocia mediatica con la quale vengono trattati i politici al governo e
    soprattutto, gli insulti infamanti gridati in piazza alle ministre Carfagna e
    Gelmini, non riesco a capire le sua suscettibilità per aver dato dello stronzo
    a chi lo merita. Capisco il suo desiderio di mantenere una certa correttezza di
    linguaggio, ma al di là di questa osservazione lei non ha portato alcun
    argomento valido alle mie obiezioni. Ha continuato a mettere in dubbio ogni mia
    affermazione, come fosse parto esclusivo della mia mente e non una
    constatazione di fatti. Spero non voglia negare che alla Gelmini ed alla
    Carfagna è stato dato pubblicamente delle puttane. Lo stesso termine
    indirizzato dalla signora Armeni in TV a tutte le donne che hanno frequentato
    la casa del signor Berlusconi. Per non parlare di artisti che scrivono libri e
    fanno film in cui si ipotizza addirittura di uccidere Berlusconi. Questa
    atmosfera grava come una coltre puzzolente sul nostro paese e viene
    contrabbandata per libertà d’espressione o più ipocritamente per satira. Forse
    mi sono dimenticato che soltanto la sinistra ha diritto d’insulto? Non parliamo
    poi dell’abuso della parola fascista. Ormai è diventata un manganello da
    picchiare sulla testa di chi osa discutere di qualsiasi argomento che non sia
    politicamente in linea con l’intellighentia di sinistra. Ma quale intelligenza?
    Quella di aver trasformato Berlusconi nel contenitore di tutte le frustrazioni
    di politici falliti? Un contenitore nel quale buttare ogni fatto increscioso
    della quotidianità? Nel suo sito si possono leggere appunto commenti di persone
    che si attaccano a qualsiasi cosa pur di parlare male di Berlusconi. Se lei non
    si sente accomunato a personaggi proni ad una inindentificabile pensiero di
    sinistra lo dimostri nel suo sito. Io continuo a non capire.
    Questa è la copia di una email inviatami dal sig, db con la mia risposta.

    • Avevo scriitto a Cesare Berrini:
      se lei usa un linguaggio fatto di “conigli, coglioni, insulso,
      imbecilli, stronzo…” ha ragione: temo di non capire, mi arrendo al Berrini-pensiero
      db
      CON QUESTO MSG (pubblico, privato, non importa) per quanto mi riguarda il dialogo è chiuso, visto che Berrini lo confonde con il monologo aggressivo. Ho poco tempo e lo dedico a cose che ritengo più interessanti, compreso il chiacchierare (magari litigare) con chi non la pensa come me però limita il suo egocentrismo a percentuali tollerate da noi bipedi imperfetti.
      E con il mio spirito da “oratorio” (questa poi) saluto tutte/i con un paraponziponzipò…
      (db)

  • ginodicostanzo

    Caro Daniele, vedila così: la comicità involontaria a volte è la migliore… ahahah!

  • cesare berrini

    A malincuore vi saluto anch’io. Non mancando di farmi una risata per le risposte non ricevute e gli argomenti non trattati.

Rispondi a DB Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *