Maggiorenni e vaccinati

di Maria G. Di Rienzo dal blog di lunanuvola

(id est: responsabili)

Lo fanno per i loro figlioli. Perché li amano. Non vogliono svegliarsi, il mattino dopo la vaccinazione, e trovarseli affetti da autismo o chissà cosa. Qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha

ha richiamato l’Italia per le sue politiche sulle vaccinazioni, mentre negli Stati Uniti, ultimamente, Repubblicani e fondamentalisti religiosi di vario tipo diffondono con vigore la retorica anti-vaccinazioni obbligatorie e strillano contro “uno stato oppressivo che ci dice cosa fare”. I giornali americani riportano le storie di comunità rurali come quella di San Geronimo in California, dove il 40% degli scolaretti delle elementari non sono vaccinati contro il morbillo e il 25% non sono vaccinati contro la poliomielite. Il sovrintendente scolastico spiega che il non vaccinare i bambini è una scelta “di fede” che i genitori fanno, ma non necessariamente religiosa: “Crescono i loro figli in un ambiente naturale e organico e sono sospettosi delle compagnie farmaceutiche.

vaccini

Anch’io sono sospettosa di direzioni commerciali che in Italia chiedevano alle proprie operaie di cambiare le etichette su medicinali scaduti (ho conosciuto queste donne personalmente); di medicastri che prescrivono sostanze in cambio di mazzette provviste dagli “informatori scientifici” delle compagnie farmaceutiche; dei furboni che scrivono le linee guida della “lotta al grasso” mentre i due terzi dei loro molto più grassi introiti derivano da “consulenze” alle multinazionali che producono cibi dietetici e sostanze dimagranti; di vaccini anti-influenzali spesso superflui o addirittura dannosi. E’ bene essere cauti, vagliare e raccogliere informazioni accurate, perché la salute può diventare un grandioso affare in mani poco scrupolose.

Altra cosa è credere, basandosi su uno studio screditato di un ex medico finito in galera, che le vaccinazioni causino l’autismo o credere che un ambiente “naturale e organico” esista isolato da virus e batteri, i quali sono entità biologiche, organici e naturali anch’essi. Prima dell’introduzione dei vaccini si poteva morire – e si moriva a palate – di morbillo e di scarlattina e di vaiolo e di poliomielite. Una mia cugina contrasse quest’ultima da bambina perché i suoi genitori erano sospettosi (ante litteram) dei vaccini e si salvò per un pelo solo perché un medico ospedaliero ebbe la prontezza di aprirle la gola per farla respirare: stava morendo, asfissiata dalla paralisi del diaframma.

Conseguenze della poliomielite

Altra cosa ancora è credere che il proprio diritto di non essere vaccinati o di non vaccinare i propri figli sia più importante della salute collettiva, intrinseca al patto sociale che ci tiene insieme e che prevede lo sradicamento delle malattie contagiose potenzialmente mortali. Il vostro diritto di non vaccinarvi finisce dove inizia il diritto degli altri membri della comunità a non essere contagiati da voi. Perché le persone più vulnerabili non hanno accesso a cure private, medicina alternativa, cibi organici o ambienti protetti: sono i poveri e i figli dei poveri, quelli il cui sistema immunitario è indebolito o compromesso dal vivere a ridosso delle discariche, dal respirare aria inquinata dai fumi industriali e dal bere acqua inquinata dagli sversamenti industriali e privati. Questi bambini dal sistema immunitario non più completamente funzionale possono persino contrarre malattie per le quali sono già stati vaccinati – e riportarne danni permanenti o morirne.

Nessuno di noi deve a qualcun altro l’essere in salute, in special modo in un’epoca come questa dove il concetto di “salute” è sfuggito all’etica e alla scienza per diventare estetica e moda, ma se viviamo in una comunità umana abbiamo di sicuro il dovere di non minacciare la salute altrui. Maria G. Di Rienzo

 

Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

Un commento

  • Daniele Barbieri

    segnalo che su INTERNAZIONALE 1093 (in edicola dal 13 marzo) c’è un dossier intitolato «Chi ha paura dei vaccini?» che in copertina è presentato così: «hanno salvato milioni di vite. Eppure c’è chi pensa che siano dannosi. Da dove nascono questi timori?»)

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