Mandelstam: «voglia di lasciarmi andare»

Alcuni versi del poeta che osò insultare Stalin

Bruno, un amico della “bottega”, ci segnala alcuni versi. Eccoli nell’originale e nella traduzione italiana (*).

 

И до чего хочу я разыграться,
Разговоритьсявыговорить правду,
Послать хандру к туманук бесук ляду,
Взять за руку когонибудьбудь ласков,
Сказать емунам по пути с тобой.

 

E quanta voglia ho di lasciarmi andare

di fare un po’ di chiacchiere, di dire la verità

di mandare lo spleen alla nebbia, al diavolo

di prendere qualcuno per mano e “Sii gentile”

dirgli “visto che andiamo per la stessa strada”

 

L’autore è Ossip Mandelstam (o se preferite quest’altro modo di trascriverlo Osip Ėmil’evič Mandel’štam). Come scrive Bruno alla “bottega” fu un personaggio tragico. Prima della rivoluzione, formalista ed estraneo al mondo degli uomini; dopo la rivoluzione, esplicitamente e qualche volta duramente estraneo al nuovo regime. Un primo esilio forzato ma dopo anni di quasi silenzio diventa più critico.

Ha scritto meraviglie come qui:

Mi lavavo di notte nel cortile;

il firmamento splendeva di rozze stelle.

Il loro raggio – è sale sulla scure,

la botte, colma fino all’orlo, gela.

Il portone è chiuso a chiave,
la terra è severa secondo coscienza.
Non troverai trama di verità più pura
che in una tela fresca di bucato.

Nella botte si scioglie, come sale, una stella
e l’acqua gelata è più nera,
più pulita la morte, più salata la sventura,
più sincera e terribile la terra.

 

(*) grazie a Lucia per avere rintracciato la traduzione italiana nell’antologia “Poesie” di Mandel’stam (Garzanti, 1972) curata da Serena Vitale. I versi fanno parte di un gruppo di 5 liriche intitolate «Canzone».

Due parole sull’arresto – il 16 maggio 1934 – di Ossip Mandelstam (o se preferite Osip Ėmil’evič Mandel’štam)

Nell’autunno 1933 Mandelstam compose il poema «Epigramma Stalin» che recitò in incontri privati ​​a Mosca. Nella versione poi consegnata (non si è mai saputo da chi) alla polizia chiamava Stalin «uccisore di contadini» in riferimento alla grande carestia provocata in Ucraina dalla collettivizzazione forzata. Sei mesi dopo, nella notte del 16 maggio 1934, per quei versi Mandelstam fu arrestato. Rischiava la pena di morte, ma sua moglie (Nadežda Jakovlevna Mandel’štam, nata Khazina) e Anna Akhmatova avviarono una campagna per salvarlo. L’ambasciatore lituano a Mosca, Jurgis Baltrušaitis, fece circolare la notizia che il regime sembrava sul punto di uccidere un famoso poeta mentre Boris Pasternak – che pure disapprovò il tono dell’«Epigramma» – fece comunque appello a Nikolai Bukharin perché intervenisse e lui lo fece. Il 26 maggio Mandelstam venne condannato a tre anni di esilio a Cherdyn, negli Urali, una pena incredibilmente mite sotto lo stalinismo e molti lo videro come un piccolo miracolo.

Il poeta morirà nel 1938 mentre è in viaggio verso un nuovo esilio.

 

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • LELLA DI MARCO

    grazie infinitamente per i versi e il ricordo del poeta …. che in questo periodo di grande desolazione ci spinge ancora verso la vita vera… una delle cose che mi sta facendo soffrire di pù è avere messo al bando la cultura russa pre e post rivoluzione sovietica…
    LA CULTURA APPARTIENE A TUTTI SOLTANTO PERSONE INCAPACI DI AZIONI POLITICHE COSTRUTTIVE POSSONO CENSURARE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE LE POSSIBILITà CREATIVE E ARTISTICHE DELL’ESSERE UMANO e favorire l’ignoranza la non conosccenza il contatto fra esseri umani e mondo
    …. se proponessimo uno scaffale in bottega di intellettuali e artisti russi o di origine russa ?

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