Mangrove – Steve McQueen

Black Lives Matter a Londra, nel 1970, in un film di lotta e liberazione (dalla polizia razzista)

Quando ancora c’erano le sale cinematografiche un film come questo sarebbe comunque passato a fatica, nonostante il regista si chiami Steve McQueen, che con 12 anni schiavo ha vinto meritatamente il premio Oscar nel 2014.

Adesso il mondo del cinema è cambiato e i produttori dei film (e delle serie sopratutto) si chiamano Netflix e Amazon, fra gli altri.

Il film è in realtà uno di un gruppo di cinque, con il titolo di Small Axe (produzione  e distribuzione di BBC e Amazon Prime, fra gli altri), e Mangrove è il primo dei cinque.

Il regista è dei migliori in circolazione, gli attori sono bravissimi, la sceneggiatura è perfetta, la storia è successa davvero (nel 1973 un italiano che si chiama Franco Rosso fece un film documentario di 37 minuti, “The Mangrove Nine”, qui una parte del film).

Ci sono degli immigrati dalla Indie Occidentali, ex colonie inglesi, che a Londra, a Notting Hill, gravitano intorno al Mangrove, un ristorante (etnico, direbbe qualcuno).

La polizia li prende di mira, razzisti da fare schifo, e anche le Pantere Nere (sempre siano benedette) si uniscono alla lotta, per resistere alla polizia e…

il resto, guardatelo voi, è uno dei film più belli dell’anno, promesso.

https://markx7.blogspot.com/2021/04/mangrove-steve-mcqueen.html 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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