Manifestazioni per Assange in tutto il mondo il 20 febbraio

Contro l’estradizione di Julian Assange

Manifestazioni per Assange in tutto il mondo il 20 febbraio – Patrick Boylan

Il 20 febbraio (martedì prossimo) e il giorno successivo, si terrà a Londra, davanti all’Alta Corte, una gigantesca manifestazione per la libertà di Julian Assange, co-fondatore del sito WikiLeaks da dove ha rivelato infiniti illeciti commessi da governi e privati in tutto il pianeta.

Contemporaneamente, in 58 città del mondo, i sostenitori di Assange si riuniranno davanti alle rappresentanze diplomatiche britanniche o statunitensi gridando “Free Assange”.

In Italia, le principali manifestazioni di solidarietà si terranno il 20/2 alle ore 16 presso l’Ambasciata britannica di Roma (a Porta Pia, via XX Settembre 68) e poi alle ore 17 a Milano davanti al Consolato britannico (Piazza del Liberty), a Napoli davanti al Consolato USA (Piazza della Repubblica, 2), e a Catania davanti alla Prefettura (Via Prefettura, 14). Per chi non può recarsi in una di queste quattro città, si terranno presidi locali di solidarietà, spesso sotto l’egida di Amnesty Italia, come per esempio a Perugia in piazza Italia alle 18. Per le altre località vedete www.stellaassange.com.

I giorni 20 e 21 febbraio sono, infatti, il fatidico “Day X” (Giorno X), ovvero i giorni in cui si terrà presso l’Alta Corte londinese l’udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, Assange rischia una condanna a 175 anni di carcere con l’accusa di aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq in base a documenti coperti da Segreto di Stato.

Ma, attenzione: la Corte Suprema USA e la Corte Europea dei Diritti Umani hanno stabilito che E’ DEL TUTTO LEGITTIMO (cioè, non è reato) RIVELARE SEGRETI DI STATO quando ciò è nell’interesse generale. Altrimenti, se non fosse per questa possibilità, qualsiasi regime potrebbe nascondere impunemente i suoi misfatti, ponendoli sotto il Segreto di Stato.

Tuttavia, alla giustizia USA e UK, le sentenze di queste corti sembrano non importare. Così, hanno già fatto trascorrere ad Assange 7 anni di reclusione da rifugiato politico e gli ultimi 5 di carcere duro nella prigione londinese di Belmarsh, dove subisce una costante tortura psicofisica — come ha riconosciuto Nils Melzer, Relatore Speciale dell’ONU sulla tortura. Il tutto senza processo. E adesso, con l’estradizione, vogliono che Julian passi il resto della vita in una prigione statunitense ancora più dura e debilitante. Soltanto per aver svolto il mestiere di giornalista investigativo.

Ecco perché così tanti sostenitori si recheranno a Londra il 20 febbraio – o in una delle altre 58 città dove si terranno manifestazioni solidali – per dire NO all’estradizione di Julian Assange.

Manifesteranno, inoltre, non soltanto per motivi umanitari. Perché colpire Assange non significa solamente distruggere l’uomo, significa lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che aspirano a fare del vero giornalismo, libero ed indipendente — “colpirne uno per educare cento”. Invece, ciò di cui ciascuno di noi avrebbe bisogno, sarebbe proprio il giornalismo indipendente, un giornalismo in cui è possibile rivelare Segreti di Stato quando ciò è nell’interesse generale. Solo con un giornalismo investigativo davvero libero, infatti, possiamo sperare di poter comprendere la complessa realtà che ci circonda.

Per l’elenco delle 58 città dove, il 20 o il 21 febbraio, si terranno manifestazioni di solidarietà con la mega manifestazione di Londra, cliccare qui: www.freeassangeroma.it/mondo.jpg

Per la locandina per Roma, cliccare qui: www.freeassangeroma.it/roma.jpg

Per la locandina per Milano, cliccare qui: www.freeassangeroma.it/milano.jpg

Per la locandina per Napoli, cliccare qui: www.freeassangeroma.it/napoli.jpg

Per la locandina per Catania, cliccare qui: www.freeassangeroma.it/catania.jpg

da qui

 

 

«Assange morirà se verrà estradato negli Stati Uniti»

Lo ha detto in una conferenza stampa a Londra Stella Assange, la moglie dell’attivista australiano rinchiuso nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh nella capitale britannica
«Julian Assange morirà se verrà estradato negli Stati Uniti». Lo ha detto in una conferenza stampa a Londra Stella Assange, la moglie dell’attivista australiano rinchiuso nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh nella capitale britannica.
Stella Assange ha inoltre ricordato che la prossima settimana (il 20 e 21 febbraio) all’Alta Corte di Londrea si deciderà dell«appello finale» per impedire il trasferimento negli Usa del fondatore di Wikileaks.

L’udienza riguarda il ricorso contro il no di prima istanza della giustizia britannica a presentare un ulteriore appello da parte dei legali dell’attivista: se non venisse accolto risulterebbero esaurite le possibilità di azione legale nel Regno Unito e rimarrebbe solo un’eventuale opzione presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

«La sua salute sta peggiorando, fisicamente e mentalmente. La sua vita è in pericolo ogni giorno in cui rimane in prigione», ha detto ancora la moglie dell’attivista. Assange è accusato di aver pubblicato circa 700.000 documenti riservati relativi alle attività militari e diplomatiche degli Stati Uniti, a partire dal 2010. Se ritenuto colpevole rischia una pena detentiva di decine di anni.
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