Mapuche: manuale di buone pratiche per giornalisti

La guida, Manual de buenas prácticas para la difusión mediática de temas mapuche, esorta la stampa ad utilizzare un linguaggio adeguato e non discriminatorio in relazione ai mapuche. Pubblicato sul sito web della Fondazione Friedrich Ebert, a cura delle giornaliste mapuche Stefanie Pacheco-Pailahual e Paula Huenchumil Jerez, è scaricabile gratuitamente.

di David Lifodi

Poco più di due settimane fa è stato pubblicato il primo manuale di “buone pratiche” a livello giornalistico a tutela del popolo mapuche.

La guida, curata da Stefanie Pacheco-Pailahual e Paula Huenchumil Jerez per la Fondazione Friedrich Ebert, si intitola significativamente Manual de buenas prácticas para la difusión mediática de temas mapuche e rappresenta un esempio unico di questo tipo in Cile dedicato a coprire correttamente la questione mapuche utilizzando un linguaggio non discriminatorio nei confronti di quello che è stato definito come il “popolo palestinese dell’America latina”.

In particolare, evidenziano i curatori del manuale, si parla erroneamente di “conflitto mapuche”, ma in realtà è lo Stato cileno che ha dichiarato guerra ai mapuche, non certo viceversa, come invece si evince da questa espressione. Troppo spesso i mapuche sono definiti come “terroristi”, “violenti” e “delinquenti”, e, per un cileno che non è a conoscenza delle loro rivendicazioni e del diritto alla terra è facile abboccare alle definizioni tout court imposte dalla stampa mainstream sempre alla ricerca di un nemico interno come all’epoca del pinochettismo.

L’obiettivo che si pone la guida è quello di invitare la stampa ad utilizzare un linguaggio adeguato in relazione ai mapuche, ai loro diritti e alle loro rivendicazioni. Al contrario, sui mezzi di comunicazione spesso risultano evidenti la prevalenza di termini razzisti e la voluta banalizzazione degli usi e costumi delle comunità indigene, indicate come le principali responsabili, a prescindere, di un ordine sociale messo a repentaglio.

Sono cinque i capitoli del manuale: Glosario, Qué es la colonialidad?, La deuda histórica, El imaginario sobre las personas mapuche y la estigmatización desde la prensa e Racismo en la prensa. A seguire, una ricca bibliografia consultata dagli autori, che sottolineano come i giornalisti raramente si rechino nei territori mapuche per conoscere le reali problematiche delle comunità poiché, a prevalere, sono razzismo, disprezzo e una buona dose di ignoranza e pregiudizi.

Il Manual de buenas prácticas para la difusión mediática de temas mapuche dovrebbe dunque contribuire a promuovere una forma di giornalismo responsabile all’insegna dei valori democratici a partire da raccomandazioni ai lettori all’insegna del «cómo no debe usarse» e del «cómo se recomienda». A questo proposito, la guida invita inoltre a non semplificare o a ridicolizzare le autorità tradizionali mapuche. Già nel 2004 Fresia Amolef, nello studio La alteridad en el discurso mediático: los mapuches y la prensa chilena, denunciava il razzismo del quotidiano El Mercurio, che associava i seguenti termini ai mapuche, ritenuti fondamentalmente “incivili”: violentistas, agresores, exaltados indígenas”.

Del resto, molto spesso i media si occupano dei mapuche soltanto in occasione di episodi violenti, senza contestualizzare le ragioni del conflitto con lo Stato centrale e, ancora peggio, utilizzano come oro colato soltanto le veline governative, non riportando quasi mai il punto di vista indigeno

Un’altra particolarità della guida riguarda le due autrici, entrambe giornaliste mapuche, un motivo in più, per denunciare la vera e propria campagna di disinformazione condotta dal latifondo mediatico, volta a ridicolizzare l’identità socioculturale degli indigeni, ridurre a semplici credenze popolari la cosmovisione india e contribuire, volutamente, a riprodurre stereotipi razzisti.

Il manuale, di 84 pagine, è scaricabile gratuitamente sul sito web della Fondazione Friedrich Ebert e sarà presentato nelle scuole di giornalismo del paese, a partire da quella interna all’Universidad de La Frontera (UFRO).

Come ha auspicato Arlette Gay, direttrice della Fondazione Friedrich Ebert – Chile, il manuale dovrebbe servire a promuovere una maggiore coesione sociale e ad invitare i giornalisti ad utilizzare un linguaggio più consono nei confronti delle comunità indigene in generale.

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

Un commento

  • COMUNICATO

    Viaggio tra il Popolo della Terra al Museo della Città di Rimini dal 17 al 24 maggio

    “S-Cambi Climatici. Cambiamenti climatici e pace, migrazioni e inclusione”.

    Il primo appuntamento è quello organizzato dall’associazione forlivese Ecomapuche: Parleremo del popolo Mapuche, un’etnia di oltre 1.500.000 abitanti che vive tra il Cile e l’Argentina e che subisce continue violazioni di diritti umani nonché una doppia esclusione: civile e culturale.

    La storia dell’usurpazione delle terre mapuche, lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e il conseguente tentativo di annichilimento degli attivisti e della cultura del suo popolo da parte delle nazioni che si sono appropriate del territorio, sono rappresentativi di ciò che oggi accade a oltre 370 milioni di indigeni di tutti i continenti, custodi della biodiversità del nostro pianeta.

    Cosa possiamo imparare da questi popoli?

    Se ne tratterà sabato 21 maggio ore 17:00 alla Sala degli Arazzi al Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”, Via Luigi Tonini n.1- Rimini.

    Il titolo dell’Incontro pubblico: è R Esistenza Mapuche.

    Interverranno: Valentina Fabbri Valenzuela, Associazione forlivese EcoMapuche;

    Ruth Cayul Melillán, relatrice Mapuche.

    Introduce e modera: Rita Bambini, ISUR Rimini.

    Realizzato da ISUR Rimini e Ass. EcoMapuche,

    l’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.

    Al termine degli interventi le relatrici guideranno la visita alla mostra fotografica allestita nella Sala dei Pesci dal titolo:

    Mapuche. Viaggio tra il Popolo della Terra.

    Ambiente, repressione, cultura e rEsistenza.

    Le fotografie esposte evidenziano le richieste di riconoscimento del popolo Mapuche e le lotte contro l’eccessivo sfruttamento delle risorse nel loro territorio ancestrale.

    Mostrano inoltre l’amore e il rispetto per Madre Terra, un sacro legame che si rispecchia nella tutela dei luoghi sacri naturali mapuche da progetti impattanti e inquinanti a costo della loro vita.

    Autori della mostra sono Raul Marinelli e l’associazione EcoMapuche.

    Tra il 2006 e il 2017 Raul Marinelli ha intrapreso diversi viaggi nei territori Mapuche che lo hanno portato a vivere con la famiglia di Rodrigo Melinao Licán, giovane mapuche ucciso nel 2013 durante un’azione di recupero territoriale.

    La Mostra è aperta al pubblico dal 17 al 24 maggio, alla Sala dei Pesci del Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”, Via Luigi Tonini n.1- Rimini

    Gli orari di apertura sono dal martedì al venerdì 9.30-13, 16-19 e sabato-domenica: 10-19. Ingresso libero.

    PROGRAMMA:

    Sabato 21 maggio ore 17:00 Sala degli Arazzi,

    Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”,

    Via Luigi Tonini n.1- Rimini

    Incontro pubblico:
    R Esistenza Mapuche

    Interverranno:
    Valentina Fabbri Valenzuela, Associazione EcoMapuche
    Ruth Cayul Melillán, relatrice Mapuche
    Introduce e modera: Rita Bambini, ISUR Rimini.

    Realizzato da ISUR, EcoMapuche

    Ingresso libero. La cittadinanza e’ invitata

    Mapuche. Viaggio tra il Popolo della Terra
    Ambiente, repressione, cultura e rEsistenza

    Autori della mostra fotografica: Raul Marinelli ed EcoMapuche

    Mostra:

    Dal 17 al 24 maggio, Sala dei Pesci

    Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”,

    Via Luigi Tonini n.1- Rimini

    MUSEO DELLA CITTÀ

    RIMINI | Via Luigi Tonini, 1

    MAR-VEN: 9.30-13, 16-19

    SAB-DOM: 10-19

    Ingresso libero

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