Migrazioni e diritti: un premio intitolato a Marisa Giorgetti

Due appuntamenti: a Trieste il 29 aprile e a Roma il giorno dopo

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Giunge alla terza edizione il Premio Internazionale Marisa Giorgetti: intende dare visibilità e valore alle opere e alle azioni delle molte persone – in Italia, in Europa o in altre parti del mondo – che sono rimaste poco note, o persino sconosciute, per condizionamenti geografici, politici o sociali, o per scelta di riservatezza, pur avendo prodotto opere letterarie di pregio (nelle forme più varie, dal romanzo, al raccolto, al reportage) sul tema delle migrazioni, ovvero avendo operato in campo sociale o culturale per la promozione dei diritti umani fondamentali con particolare attenzione ai cambiamenti profondi che le migrazioni,forzate e non, determinano sia nella società di destinazione che in quella di origine.
Come spiega Gianfranco Schiavone il Premio è suddiviso in due sezioni distinte ma strettamente interconnesse:
Sezione 1 – Letteraria
Premio annuale assegnato a un autore o autori vari per la scrittura di un romanzo, racconto, poesia, reportage, inchiesta o altra forma letteraria edita in Italia che, con pregio letterario e profondità di analisi, abbia affrontato tematiche legate alle migrazioni e alla convivenza/incontro tra lingue, culture e tradizioni differenti, ovvero che abbia promosso una cultura del dialogo e dell’accoglienza delle diversità.
Sezione 2 – Diritti Umani
Premio annuale assegnato a una persona singola o a un gruppo di persone, ovvero a un’associazione o un ente che si sia distinta nella realizzazione di iniziative o programmi che, sul piano sociale, culturale o politico abbiano concretamente operato per la difesa dei diritti umani fondamentali di singoli, gruppi e comunità, con particolare attenzione ai diritti delle persone più deboli e delle vittime di violenza, migrazioni forzate, persecuzioni e grave sfruttamento ovvero abbiano contribuito a consolidare processi di pace e di convivenza, ovvero a modificare atteggiamenti culturali o politiche pubbliche discriminatorie e lesive della dignità umana.

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Il premio vuole discostarsi da quelli tradizionali (specie in letteratura) che tendono a riproporre personalità magari valide ma che emergono per ragioni non sempre legate solo al loro merito, mentre sono assai distratti e poco coraggiosi nel ricercare figure di non minore (o persino maggiore) pregio ma che intrecci di fattori legati al mercato, alla politica, alla geografia etc confinano sullo sfondo quando non addirittura a un certo oblio. E in Italia questo meccanismo è particolarmente evidente.

Con questa logica di cambiare le cose «il Premio internazionale Marisa Giorgetti» si lanciati, con risorse economiche modeste ma con grande decisione, nella sfida di proporre in Italia un premio nuovo per modalità di selezione dei premiati e per tematiche, scegliendo appunto di mettere al centro del premio stesso le migrazioni e i cambiamenti profondi che esse generano sia nelle società di arrivo che in quelle di origine

Si è costituita una vasta giuria di 30 persone (15 per la sezione diritti umani e 15 per la sezione letteraria) composta da figure famose e altre meno (Andrea Segre, Livio Pepino, Igiaba Scego, Fabio Geda, Goffredo Fofi… ) che procede alla scelta di 4 autori ogni anno nel seguente modo: non si fa nessun concorso perché, come è ben comprensibile, il concorso è un meccanismo che premia chi si fa avanti mentre l’idea del «premio Marisa Giorgetti» è andare a cercare anche chi non si fa avanti.
Per la terza edizione la premiazione avverrà a Trieste il 29 aprile 2015 ma subito dopo, il 30 aprile 2015 ci sarà un evento a Roma, alla presenza di autori e autrici.

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Sul sito del Premio sono caricate tutte le schede dei selezionati per l’edizione 2015.

 

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