Mumia, la galera, l’epatite C

Seth Tobocman ci ricorda che…

SethTobocman

Ci sono (quasi) sempre buoni motivi per leggere il settimanale «Internazionale»: sul numero di questa settimana spicca la rubrica di Graphic Journalism (una volta si diceva “fumetti”) cioè «Cartoline dagli Stati Uniti» di Seth Tobocman.

In due belle pagine, incorniciate da tremende catene, Tobocam ci ricorda che nel 1981 “Mumia” Abu Jamal «diventò uno dei milioni di detenuti negli Usa», che come migliaia passò nel braccio della morte, «come la maggior parte era nero» e «come tanti era innocente».

La condanna a morte «fu commutata» ma Mumia restò in carcere. Fin qui la storia è abbastanza nota. Ma nel 2015 Abu Jamal si è gravemente ammalato, epatite C: «500mila persone muoiono di questa malattia ogni anno»..

C’è un nuovo farmaco, l’Harvoni, molto efficace: ma costa così caro che «la maggior parte di quelli a cui serve non può permetterselo». Ovvio – purtroppo, è ovvio – che «il dipartimento carcerario della Pennsylvania rifiuta le cure a Mumia, così come le rifiuta a molti carcerati con la sua stessa malattia».

Qual è il finale di questa storia, così efficacemente raccontata dalle parole e dai disegni di Seth Tobocman? «Lottando per Mumia, lottiamo per milioni in prigione, per i tanti malati di epatite C. Unisciti alla lotta».

Uniamoci alla lotta.

Passate parola anche voi.

Redazione
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