Oggi gradite un po’ di merda secca?

Due assaggini e due bis proposti da db (*)

merdaDIelefante

1-

Bella (parlo sul serio) la campagna «M’illumino di meno». E bravi (non sto scherzando) quelli di «Caterpillar», vero? Io però non ho aderito, come altre/i. Pur trovando «M’illumino di meno» meritoria nei metodi e negli intenti, non mi sento di aderire a una iniziativa che ha l’Eni – cioè Vel-Eni – come sponsor. Trovo insultanti, pericolosi e disinformativi i tentativi della compagnia di ripulire la sua immagine invece di cambiare “linea” (in Nigeria e in altri Paesi africani, in Italia e altrove). Io credo in un modello di sviluppo basato sull’utilizzo di fonti rinnovabili, sulla democratizzazione dell’energia, sulla ricerca di strade che ci facciano “decrescere” e soprattutto coesistere con il pianeta. Tutto il contrario di quel che fa l’Eni.

1 bis –

Mi dicono che in rete ci sono spot anti-razzisti molto belli lanciati (o sostenuti, non so bene) dalla Nike. Belli o bellissimi… neanche li guardo. Perché la politica di sfruttamento della Nike è disgustosa. Forse Nike è coerente, cioè non razzista nel senso che sfrutta allo stesso modo le persone nere, gialle, bianco-rosa, marroni, verdi e a pallini. Ma io sono contro i razzismi, contro il sessismo, contro il militarismo e contro chi sfrutta. Nike non è dalla mia parte.

2 –

Non bisogna perder tempo con le parole, occorrono i fatti. Così si dice e c’è del vero: agire (bene) è quasi sempre più importante che chiacchierare. Però fa un po’ ridere quando lo scrivono giornaliste/i che di parole vivono (cioè sono pagati) e raramente invece raccontano ciò che fanno. Per esempio accade che intorno all’8 marzo la presidente (il presidente, secondo chi è fortemente miope o misogino) Laura Boldrini invita a un linguaggio non sessista. E il quotidiano «Qn-Il resto del Carlino» – c’è chi lo compra – ci apre la prima pagina, si indigna (“ci sono cose ben più serie….”) e fa battute; se poi non bastassero queste parole lega “la notizia” a un’altra – cioè a una “preoccupazione renziana” – secondo cui “la” Boldrini starebbe per creare (cioè fare) con Maurizio Landini una formazione politica di sinistra. Capite la coerenza di chi accusa, con spreco di parole, la Boldrini di… sprecare parole?

2 bis –

Invece le parole sono importanti e sul punto specifico (vedi sopra) Laura Boldrini – che in vita sua non ha solo chiacchierato – ha ragionissima. I fatti pesano di più? Certamente ma anche le parole ben spese aiutano a cambiare il mondo. Così pensavo e, proprio poco dopo aver letto il delirio del «Resto del Carlino», passo davanti a una sede della Cgil e vedo questa immagine.

campagnaCgil

Per il suo tesseramento la Cgil lancia ua campagna intitolata «Lavoro. Non ti lasciamo solo» ma in una delle due immagini-base c’è, come ben si vede, una donna. Dunque l’italiano, il buon senso e il rispetto delle identità richiederebbe di cambiare una vocale scrivendo «Non ti lasciamo sola». O no?

(*) Se qualcuna/o vuole raccontare un po’ di «merda secca» in giro … cedo volentieri questo spazio. Massima libertà ma, come sempre, porte sbarrate ai troll e/o a chi usa un linguaggio insultante. (db)

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • Evviva Ken Saro-Wiwa, altro che Eni. Sono d’accordo con te sul punto di “M’illumino di meno”, ma ricorda che siamo nell’epoca del post-(s)moderno in cui “Il manifesto del partito comunista” viene venduto con sconto del 30% al Carrefour. Ecco, detto tutto.

    • Daniele Barbieri

      grazie
      in effetti RICORDO: non ho visto da Carrefour, ma anni fa “Il manifesto del partito comunista” venne ristampato , in una collana di “classici”, dalla fondazione/casa editrice intitolata al padre di Silvio Berlusconi… Lo vidi in una vetrina e passai oltre ma dopo 10 minuti tornai indietro per verificare se avevo avuto un’allucinazione e magari c’era una più normale giraffa blu, un cedro-manta, un ulukele che beveva un chinotto.
      Quanto alla merda secca oggi ne è passata in corteo tanta sotto la mia finestra: chiedevano la liberazione dei “nostri” cioè (loro) marò…

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