Pena di morte: il caso di Paul Browning e…

… «la storia delle esecuzioni capitali in Inghilterra».

Presentazione e sommario del Foglio di collegamento del comitato Paul Rougeau. A seguire alcuni materiali di Amnesty International per il 10 ottobre, Giornata mondiale contro la pena di morte.

PAUL BROWNING LIBERATO DAL BRACCIO DELLA MORTE DEL NEVADA

Condannato a morte in Nevada nel 1986 e di nuovo nel 2007, Paul Browning è stato ora dichiarato innocente e messo in libertà. Uscendo dal carcere ha dichiarato: “Voglio solo trovare un po’ di pace dopo tutta questa follia”. Da notare: l’accusa ha presentato ricorso contro la sua liberazione.

Paul Browning è tornato in libertà 33 anni dopo il processo in cui fu condannato a morte in Nevada.

Il 21 agosto scorso, il giudice distrettuale della Contea di Clark, Douglas Herndon – che a marzo aveva annullato l’accusa di omicidio contro di lui – ha ordinato di liberare Browning (1).

Ciò è avvenuto dopo che l’attuale l’avvocato di Browning, Tim Ford, aveva contestato il prolungarsi della detenzione del suo assistito: «Come può il signor Browning essere ancora detenuto nel braccio della morte, quando questa corte ha dichiarato che tutte le accuse contro di lui sono cadute? Non è nemmeno un detenuto in attesa di giudizio, ed è nel braccio della morte. Non può essere».

Paul Browning era stato condannato a morte nel 1986 per rapina e omicidio ai danni del gioielliere di Las Vegas Hugo Elsen. Fu difeso al processo da un avvocato che praticava da meno di un anno, che non intervistò gli agenti di polizia recatisi sulla scena del delitto, non investigò sul crimine e non esaminò le prove a carico.

La Corte Suprema del Nevada annullò la condanna a morte di Browning nel 2004 per l’assistenza legale inefficace. Tuttavia in un secondo processo tenutosi nel 2007 la giuria – basandosi sulle stesse fallaci prove a carico – reiterò la condanna a morte.

Nel 2017, la Corte Federale d’Appello del Nono Circuito annullò nuovamente la condanna di Browning per l’”estremo malfunzionamento” del processo a suo carico. Essendo nel frattempo morti i testimoni d’accusa che l’avvocato di Browning non aveva adeguatamente contro-interrogato durante il processo, il giudice Herndon annullò le accuse contro Browning, affermando che “un processo coerente con il principio del giusto procedimento non è più possibile”.

Browning ha costantemente affermato la propria innocenza. Nell’appello presentato dopo la condanna la sua difesa ha fatto presente che la polizia e gli accusatori avevano occultato prove a discarico a cominciare da un’impronta insanguinata trovata sulla scena del delitto che non corrispondeva alle scarpe o alle dimensioni del piede di Browning. L’accusa aveva inoltre manipolato dichiarazioni dei testimoni oculari e non aveva reso noti i favori offerti ad un testimone chiave – un tizio che avrebbe potuto essere addirittura il vero autore dell’omicidio – montando invece l’accusa contro Browning. La difesa per di più ha fatto presente che le ferite da taglio subite dalla vittima non corrispondevano al coltello che secondo l’accusa Browning avrebbe utilizzato per commettere l’omicidio.

L’impianto accusatorio si è disgregato dopo la condanna. L’accusa aveva detto alla giuria che il sangue del gioielliere Hugo Elsen era stato trovato su una giacca marrone chiaro di proprietà di Browning. Tuttavia, Elsen – che è stato in grado di descrivere il suo aggressore prima di morire – ha detto alla polizia che l’assassino indossava una giacca blu e in seguito i test del DNA hanno mostrato che il sangue sulla giacca di Browning non era di Elsen. Elsen disse anche che il suo aggressore aveva “riccioli Jheri” lunghi fino alle spalle, il che era completamente in contrasto con i capelli in stile afro di Browning. La moglie di Elsen non è riuscita a riconoscere Browning in un confronto all’americana, anche se in seguito durante il processo ha testimoniato che era lui l’assassino. Un testimone bianco che lavorava vicino alla scena del delitto ha detto alla polizia di aver visto un uomo correre dopo l’omicidio e ha pensato che avrebbe potuto essere Browning, ma quando la polizia ha chiesto se poteva essere “più sicuro” su chi avesse visto, ha detto, «No, non la penso così. No … Sembrano tutti uguali, ed è proprio quello che penso quando vedo un nero, che sembrano tutti uguali». Al processo, tuttavia, il testimone bianco affermò senza esitazione che Browning era l’uomo che aveva visto.

Dopo il suo rilascio, Browning ha dichiarato al Las Vegas Review-Journal: «Voglio solo trovare un po’ di pace dopo tutta questa follia». Parlando del tempo passato nel braccio della morte, ha affermato: «Essendo lì da così tanto tempo, vedi molte cose che ti emozionano. Impari a conoscere le persone, non importa quanto siano orribili i loro crimini. Assisti ad un sacco di morti per cause naturali o per suicidio. Ciò ti sconvolge». Ha anche parlato della cattiva conduzione del suo processo: «Ero lì seduto in tribunale, a partire dall’udienza preliminare, e vedevo i testimoni che parlavano contro di me – tutta la cattiva conduzione del processo. È proprio ingiusto. E ti colpisce proprio qui nelle viscere. Ed è quello che mi ha fatto stare sempre male».

  1. Da notare: l’accusa ha presentato ricorso contro la liberazione di Paul Browning.

 

LA STORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI IN INGHILTERRA

Per secoli, la pena di morte ha fatto parte del quotidiano in Inghilterra. Ce lo ricorda lo storico Gavin Mortimer nell’articolo comparso nel numero di maggio del mensile BBC History Rever. L’articolo, che riportiamo qui tradotto in italiano, è diviso in tanti paragrafi quante sono le lettere dell’alfabeto.

Ci pare utile riflettere sulla radici di ciò contro cui ci battiamo. La pena di morte odierna è figlia di queste atrocità.

A … sta per ASPHYXIATION (asfissia)

L’impiccagione era il metodo di esecuzione preferito in Inghilterra sin dal primo periodo anglo-sassone, ma non era né efficiente né indolore. Le morti erano inflitte sospendendo i condannati fino a quando non soffocavano. Nel corso del tempo, il metodo si è evoluto e nel 1783 furono utilizzate per la prima volta, nella prigione Newgate di Londra, le forche “new drop”, in cui i condannati – spesso tanti in una volta – cadevano attraverso una botola. Circa un secolo dopo arrivò la “long drop”: si teneva conto dell’altezza e del peso del prigioniero per determinare l’altezza di caduta in modo da assicurare una rapida morte in seguito alla rottura del collo piuttosto che per asfissia [evitando il distacco della testa].

B … sta per BODY SNATCHERS (esumatori di corpi)

Una professione redditizia per i criminali nell’Inghilterra del 17 ° e 18 ° secolo era l’esumazione dei cadaveri. I cadaveri appena sepolti erano esumati, portati via dai cimiteri e venduti, nella maggior parte dei casi, alle scuole di medicina per lo studio anatomico. Stranamente, l’esumazione in sé non era illegale, ma la dissezione di un corpo lo era. Tutto ciò cambiò con l’Anatomy Act del 1832, conseguito al processo a William Burke e alla sua esecuzione nel 1829. Burke e il suo partner, William Hare, passarono dalla ricerca dei cadaveri all’omicidio in modo da avere un “prodotto fresco” da vendere al medico di Edimburgo Robert Knox. Burke fu impiccato davanti a 25.000 persone. Il suo cadavere, ovviamente, fu sezionato.

C … sta per for CODE (codice)

Nel diciannovesimo secolo, circa 222 crimini costituivano reati capitali, tra di essi l’omicidio, la rapina e lo spacciarsi per un ricoverato dell’Ospedale Reale. Persino mutilare una mucca o uscire di notte con la faccia annerita erano punibili con la morte. Erano considerati irrilevanti l’età, il sesso e la salute mentale dei criminali. Tale codice penale era così severo che venne chiamato “Codice sanguinario”. Solo nel 1861 il Parlamento approvò una legge che escludeva dalla pena capitale i reati minori. Da allora in poi, soltanto quattro reati portavano alla pena di morte: l’omicidio, l’incendio doloso in un cantiere navale reale, l’alto tradimento e la pirateria esercitata con violenza.

D… sta per la DORCHESTER

La città inglese di Dorchester ha un ruolo importante nella storia delle esecuzioni. Fu lì che Elizabeth Martha Brown nel 1856 divenne l’ultima donna giustiziata pubblicamente nel Dorset. Suo marito John l’aveva colpita e lei si era vendicata conficcandogli un’ascia nella testa. La Brown fu impiccata il 9 agosto di fronte ad alcune migliaia di curiosi. Tra la folla c’era il sedicenne Thomas Hardy, che, partendo da quella esperienza in seguito scrisse il suo romanzo Tess of the D’Urbervilles. Hardy ha ricordato: “Ho visto che le avevano messo un panno sul viso; quando il tessuto si è bagnato di sangue si sono delineati i suoi lineamenti. È stato stupefacente”. Si ritiene che i resti della Brown siano tra quelli di 50 giustiziati trovati sotto l’ex carcere di Dorchester, tali resti furono reinterrati nel cimitero di Poundbury.

E… sta per EXECUTIONER (carnefice)

Il pioniere della “long drop” nel 1870 fu William Marwood, un carnefice che fu molto più umano del suo predecessore, il famigerato William Calcraft che aveva giustiziato più di 450 persone nel corso di 45 anni di lavoro ed era famoso per il piacere di vedere soffrire i condannati, prolungando a volte la morte per eccitare la folla. Il boia britannico più prolifico del XX secolo fu Albert Pierrepoint (Vedi il Foglio di Collegamento n. 249), il cui padre e il cui zio erano anch’essi boia. Circa 600 furono giustiziate da lui, tra cui centinaia di condannati per crimini di guerra. Considerava il suo lavoro come “sacro” e come “suprema misericordia”.

F… sta per FINAL WORDS (parole finali)

La morte imminente veniva affrontata dai condannati in modi diversi. Alcuni confessavano i loro peccati e chiedevano perdono; altri dichiaravano la loro innocenza. James MacLaine, il “bandito gentiluomo”, mormorò soltanto “Oh, Gesù” mentre si trovava sul patibolo nel 1750. Altri desideravano che la fine fosse più rapida possibile, come il famoso esploratore elisabettiano Sir Walter Raleigh, che esortò il carnefice che brandiva l’ascia (gridando) “Colpisci, amico, colpisci!”. Il bandito Isaac Atkinson, impiccato nel 1640, si rivolse alla folla: “Signori, non c’è niente di meglio di una vita allegra e breve.”

G … sta per GIBBETING (METTERE ALLA GOGNA)

Il mettere alla gogna era l’atto raccapricciante di mostrare pubblicamente il morto in gabbie di forma umana a mo’ di avvertimento. Ancora più raccapricciante: i prigionieri venivano rinchiusi vivi in una gabbia di ferro e sospesi ad una trave perché morissero di fame e /o per assideramento. La “sospensione in catene”, esisteva fin dal medioevo, ma raggiunse il culmine a metà del XVIII secolo. Fu il destino del capitano pirata William Kidd, il cui corpo fu esposto sul Tamigi a Tilbury Point nel 1701 per indurre i marinai a pensarci due volte prima di diventare pirati.

H … sta per HEART THROB (palpito cardiaco)

Originario della Normandia, Claude Du Vall arrivò in Inghilterra nel 1660 per godersi il periodo della Restaurazione. Diventò un bandito per finanziare il suo alto livello di vita, derubando senza scrupolo, ma sempre con un sorriso affascinante per le sue vittime femminili. Le sue “conquiste tra le donne” erano leggendarie e divenne una specie di celebrità. Quando fu catturato e imprigionato, Du Vall continuò a intrattenere gli ammiratori nella sua cella. La sua esecuzione avvenne davanti a una grande folla 1670. “Ha lasciato in piedi gli uomini e ha fatto cadere le donne – Il secondo Conquistatore di razza normanna”, si legge sulla sua lapide nel Covent Garden di Londra.

I … sta per IMPALEMENT (impalamento)

Cominciando con quella di William Wallace nel 1305, le teste dei traditori messi a morte venivano impalate su punte di ferro sopra gli ingressi principali del London Bridge. Nel 1661 un turista tedesco contò ben 20 teste in mostra, un numero eccezionalmente alto conseguenza delle Guerre Civili Britanniche. Nel 18-esimo secolo, le teste impalate furono messe in mostra al Temple Bar, vicino al Lungofiume di Londra. Si noleggiavano “occhiali da spia a mezzo penny all’occhiata” in modo che i turisti potessero osservare le teste nei dettagli.

J … sta per JOHN LEE

John “Babbacombe” Lee divenne noto come “l’uomo che non riuscirono ad impiccare”. Il ventenne Lee fu condannato a morte nel Devon nonostante la mancanza di prove concrete che dimostrassero la sua colpa. Ma quando salì sulla forca il 23 febbraio 1885, il carnefice tirò la leva della botola e non accadde nulla. Provò di nuovo, e poi una terza volta, e la botola si bloccò ancora, sebbene funzionasse perfettamente quando Lee non ci stava sopra. Dopo il ritorno di Lee nella sua cella, il suo caso divenne così noto che la sua condanna fu commutata in ergastolo. Fu rilasciato nel 1907 e si ritiene che sia emigrato negli Stati Uniti, dove morì nel 1945.

K … sta per KNAVESMIRE

Le gesta di pochi criminali sono state tanto romanzate quanto quelle di Dick Turpin, un brigate di strada tutt’altro che galante, ladro di cavalli, scassinatore e contrabbandiere, che aggrediva chiunque incontrasse. Passò alla rapina di strada quando la sua banda si sciolse e fu catturato nel 1739, con l’aggiunta dell’omicidio alle accuse a suo carico. Turpin affrontò la morte impavidamente inchinandosi alla folla mentre saliva sul patibolo a Knavesmire, sede dell’odierno Ippodromo di York.

L … sta per LADIES (signore)

Sebbene sia vero che sono stati giustiziati molti più uomini che donne, ci sono stati alcuni casi notevoli di donne messe a morte. Alice Arden fu bruciata nel 1551 per aver ordinato la morte di suo marito, mentre il crimine di Mary Carleton del 1673 fu di diventare amica di ricchi signori per poi derubarli. Nel 1809, Margaret Barrington fu impiccata per aver falsificato un documento nella speranza di ricevere la paga di un soldato. L’ultima donna giustiziata in Gran Bretagna fu Ruth Ellis. Condannata per aver sparato al suo amante violento, l’hostess 28-enne fu impiccata nel 1955. Le richieste di risparmiarla arrivate da ogni dove, la crescente ripugnanza per la pena di morte, misero in discussione la pena capitale nel Regno Unito, che fu finalmente abolita nel 1969.

M … sta per MARTYRS (martiri)

Nel 1563, il predicatore John Foxe pubblicò il suo Libro dei Martiri, descrivendo in dettaglio le centinaia di protestanti bruciati sul rogo per il loro credo. Probabilmente il più famoso fu Thomas Cranmer, arcivescovo di Canterbury e leader della Riforma, che fu martirizzato nel 1556 a Oxford. Fu uno dei circa 300 eretici bruciati per ordine della regina Maria I. La subentrante Elisabetta I, fece giustiziare numerosi cattolici per aver trasgredito i decreti anti-Cattolico-Romani e per aver complottato contro di lei.

N … sta per NEWGATE

Uno degli edifici più famosi di Londra per 700 anni, la prigione di Newgate, rimase vicino ai tribunali di Old Bailey fino alla sua demolizione nel 1904. Sostituì Tyburn come luogo della forca nel 1783 e le esecuzioni pubbliche attirarono grandi folle finché la pratica della decapitazione finì nel 1868. In seguito i condannati furono impiccati all’interno delle mura inaccessibili di Newgate e sepolti sotto il pavimento. L’ultimo dei 1.169 prigionieri impiccati lì fu George Woolfe, condannato nel 1902 per aver ucciso la sua ragazza.

O … sta per OLIVER CROMWELL

Carlo I non avrebbe mai immaginato che sarebbe stato giustiziato, a causa della sua irremovibile convinzione che solo Dio potesse decidere il destino di un re. Ma i suoi nemici chiesero con insistenza che fosse processato per tradimento dopo la fine della Guerra Civile. Oliver Cromwell, un politico che era diventato un brillante ufficiale nell’esercito dei Roundhead (sostenitori del parlamento), fu uno dei più determinati a chiedere che Carlo pagasse il costo finale e la sua fu una delle 59 firme in calce all’ordine di esecuzione. Carlo I, l’ultimo monarca inglese ad essere giustiziato, fu decapitato il 30 gennaio 1649 fuori della Casa dei banchetti di Whitehall.

P … sta per PIECEMEAL (a pezzi)

Nel medioevo, i furfanti più diabolici erano fatti a pezzi. Questo fu il destino del famigerato fuorilegge Thomas Dun a Bedford nel 1100. Un racconto contemporaneo descrive come Dun fosse vivo quando il carnefice per cominciare “gli tagliò le mani ai polsi, poi le braccia ai gomiti … in seguito i suoi piedi furono tagliati sotto le caviglie, le gambe tagliate alle ginocchia e le cosce a circa cinque pollici dal tronco ”. La sua testa fu quindi recisa e i pezzi del suo corpo furono appesi qua e là come avvertimento per gli altri fuorilegge.

Q … sta per QUART OF ALE (un litro di birra)

Dal periodo Elisabettiano al XVIII secolo le forche sulle rive del Tamigi videro la morte di centinaia di marinai scellerati, molti dei quali erano stati condannati per ammutinamento o pirateria. Nel giorno fatidico i prigionieri venivano trasportati su un carrello, attraverso il London Bridge, dalla loro cella nella prigione di Marshalsea al luogo dell’esecuzione. La tradizione dell’ammiragliato voleva che ai condannati fosse concesso un litro di birra in una taverna sul fiume prima che arrivassero al patibolo di Wapping. L’impiccagione dei pirati attirava una buona folla, con gli spettatori più ricchi che noleggiavano barche nel Tamigi per una vista in prima fila. A causa della natura dei loro crimini, i pirati erano impiccati con una corda accorciata per provocare una morte lenta per strangolamento.

R … sta per ROBERT PEEL

Due volte Primo Ministro, Robert Peel fu, negli anni venti del XIX secolo, un riformatore di leggi nell’esercizio della sua carica di Segretario di Stato, e fu famoso soprattutto per aver creato la Polizia Metropolitana. Ma Peel si batté anche per abolire la pena di morte per alcune tipologie di reato, come il taccheggio, il furto di lettere, la falsificazione e il furto con scasso. Inoltre, fu abolita la pratica di lasciare i cadaveri a decomporsi dentro gabbie di ferro, con la Legge del 1834 sull’Impiccagione in Catene. Spesso descritto come un politico umano, in realtà Peel fu stimolato soprattutto dalla necessità di ridurre la burocrazia della pena capitale.

S … sta per SAWNEY BEAN

Il peggior serial killer scozzese o un mito come quello del mostro di Loch Ness? La leggenda narra che Bean nacque nel 1530 a Galloway e divenne un malvagio psicopatico che, aiutato dai suoi figli, derubò, uccise e mangiò decine di viaggiatori. Arrestati, Bean e i suoi figli furono giustiziati attraverso il taglio delle mani e dei piedi e furono lasciati sanguinare fino alla morte; sua moglie e le sue figlie furono bruciate sul rogo. Le gesta di Bean non furono pubblicizzate per 150 anni dopo la sua morte e alcuni credono che la sua storia sia più un mito che realtà.

T … sta per TYBURN

Situato in quello che oggi è l’angolo di Connaught Square, proprio a nord di Marble Arch, Tyburn è stato per secoli il luogo delle impiccagioni. La prima esecuzione fu quella di William Longbeard nel 1196, l’ultima quella di John Austen nel 1783. I condannati erano di solito giustiziati il lunedì, trasportati per due miglia e mezzo dalla prigione di Newgate a Tyburn su di un carro. Una volta che il prigioniero era sotto la forca, gli veniva messo il cappio attorno al collo mentre i cavalli scalciavano per poi schizzare in avanti. Non era insolito che gli amici del prigioniero gli tirassero le gambe, mentre si dibatteva, per accelerare la morte.

U … sta per UNDER PRESSURE (sotto pressione)

Quando le esecuzioni furono trasferite da Tyburn a Newgate venivano portate a termine nel “cortile del condannato”, precedentemente noto come “cortile della pressa”. Tale nome derivava da una pena inflitta ai prigionieri che si rifiutavano di ammettere la loro colpa. Veniva posta una tavola sul loro corpo orizzontale e venivano collocati dei pesi su di essa per metterli “sotto pressione”. Di solito ciò li induceva a confessare, ma a volte si rifiutavano di farlo e venivano schiacciati a morte.

V… sta per VOCABULARY (vocabolario)

Le esecuzioni in pubblico erano considerate occasioni per un’uscita famigliare e per queste uscite veniva usato un vocabolario tutto proprio: la gente parlava di “giorno del collare” o della “fiera dell’impiccagione”, in cui si poteva guardare il condannato “ballare il colpo di coda di Paddington” o fare la “danza di Newgate” all’estremità della fune. I venditori arrivavano con carrelli di souvenir e rinfreschi, mentre l’intrattenimento era tenuto da menestrelli e giocolieri. Il romanziere William Thackeray fu tra le 40.000 persone presenti all’esecuzione di un famigerato assassino nel 1840, e scrisse di “tranquille, grasse feste familiari di semplici onesti commercianti e delle loro mogli”.

W … sta per WITCHCRAFT (stregoneria)

L’Inghilterra cominciò a mettere a morte le streghe nel 1563. Continuò a farlo fino a quando il parlamento lo vietò nel 1736. Durante quel periodo, centinaia, forse migliaia, di “streghe” furono bruciate o impiccate. La maggior parte di esse erano donne anziane condannate con prove assurdamente deboli. Avere un gatto, o anche un labbro peloso, poteva portarne una sul rogo, dopo una confessione estorta sotto tortura. I Puritani furono in gran parte responsabili del massacro, che in seguito esportarono nel Nord America, in particolare a Salem negli anni 1690.

X … sta per X–RATED (somma pattuita)

Ogni detenuto condannato sperava in una rapida esecuzione, ma non andava sempre secondo i piani. Il politico Lord William Russell, condannato per aver complottato contro il re Carlo II nel 1683, pagò il suo carnefice per assicurarsi una morte rapida, ma il boia ebbe bisogno di quattro colpi per fare il lavoro. Dopo il primo, Russell avrebbe gridato: “Cane, ti ho dato 10 ghinee per usarmi in modo così disumano?”. Due anni dopo, la testa del Duca di Monmouth non si staccò dopo cinque colpi d’ascia, quindi la decapitazione fu terminata con un coltello. Il carnefice in entrambe le occasioni fu Jack Ketch.

Y … sta per YOUNGEST (il più giovane)

Si ritiene che il più giovane criminale impiccato fosse John Dean, condannato per aver incendiato due case a Windsor nel febbraio del 1629. Si diceva che avesse otto o nove anni quando andò alla forca. La ragazza più giovane ad essere giustiziata fu la 11-enne Alice Glaston, il crimine che commise nello Shropshire nel 1546 non ci è noto. Un piccolo numero di giovani adolescenti fu impiccato nel 18-esimo secolo, ma gradualmente l’opinione pubblica si oppose a tale pratica. Non ci sono testimonianze di bambini sotto i 14 anni giustiziati nel diciannovesimo secolo, anche se il 14-enne John Bell fu impiccato a Maidstone nel 1831 per aver ucciso due ragazzi. Il Children’s Act del 1908 stabilì i 16 anni come età minima per l’esecuzione, ma nessuno sotto i 18 anni fu impiccato in Inghilterra nel XX secolo.

Z … sta per ZACHARY HOWARD

Zachary Howard, ricco proprietario terriero che combatté per l’esercito monarchico durante la Guerra Civile, fu lasciato senza un soldo con la vittoria dei Parlamentari sui Monarchici. Così divenne un bandito, con una particolarità: prendeva di mira solo i noti sostenitori di Oliver Cromwell. Quando Howard fu, alla fine, catturato e condannato a morte nel 1652, Cromwell insistette per assistere alla sua esecuzione nella speranza di vedere Howard implorare per la sua vita. Invece ricevette un sorriso e una maledizione.

 

ECCO LA PRESENTAZIONE E IL SOMMARIO DELNUOVO NUMERO DEL “FOGLIO DI COLLEGAMENTO”. A SEGUIRE «AIUTIAMOCI A TROVARE NUOVI ADERENTI»

Questo numero si apre con un invito urgente rivolto a tutti i lettori: prendete carta e penna e scrivete al Governatore della Florida per chiedergli di risparmiare la vita di James Dailey, un condannato a morte della cui innocenza il nostro amico floridiano Dale Recinella è assolutamente sicuro. Fatelo presto perché la posta è lenta e l’esecuzione di James è programmata tra meno di un mese. (*)

Molti articoli riguardano le esecuzioni in Texas, uno stato moderno che per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani deve fare ancora molta strada.

Un lungo articolo ripercorre la storia della pena capitale in Inghilterra negli ultimi secoli. Ci pare utile una volta tanto riflettere sulla radici di ciò contro cui ci battiamo. La pena di morte odierna è figlia di delle atrocità del passato.

Per i lettori residenti a Torino e dintorni: non mancate l’evento del 12 ottobre cui parteciperà la nostra Maria Grazia Guaschino

Notate nel Notiziario gli articoli sull’Iran, il Paese che, rispetto al numero dei suoi abitanti, compie il più alto numero di esecuzioni capitali.

Giuseppe Lodoli

(*) cfr Cerchiamo di fermare il boia di Stato

SOMMARIO

Urgente! Aiutiamo Dale a fermare un’altra esecuzione in Florida!                  

Paul Browning liberato dal braccio della morte del Nevada          

Ucciso in Texas Crutsinger stolto omicida con una vita infelice     

Sesta esecuzione in Texas nel 2019: ucciso Mark Soliz                     

Settima esecuzione in Texas nel 2019: ucciso Robert Sparks                      

Assurde richieste di ripristino della pena di morte in Sudafrica    

Asia, libera all’estero, si batte contro la legge sulla blasfemia        

La storia delle esecuzioni capitali in Inghilterra      

Evento a Torino contro la pena di morte         

Notiziario: Arizona, Iran, USA                          

                 Vi ricordo che gli articoli pubblicati nei numeri precedenti del Foglio di Collegamento, ai quali rimandano le note in calce agli articoli di questo numero, si trovano nel nostro sito www.comitatopaulrougeau.org

Pagina Facebook: Amici e sostenitori comitato Paul Rougeau contro la pena di morte

Scriveteci all’indirizzo prougeau@tiscali.it per partecipare alle nostre iniziative, per comunicarci il vostro parere su quanto scriviamo, per chiederci ulteriori informazioni riguardo ai temi trattati, per domandarci dell’andamento delle campagne in corso, per comunicarci il vostro accordo o il vostro disaccordo sulle posizioni che assumiamo.

I numeri arretrati del Foglio di Collegamento, ai quali si riferiscono le note in calce agli articoli di questo numero, si trovano nel sito: #0000ff;">www.comitatopaulrougeau.org/fogli-di-collegamento-precedenti

 

AIUTIAMOCI A TROVARE NUOVI ADERENTI

È di vitale importanza per il Comitato potersi giovare dell’entusiasmo e delle risorse personali di nuovi aderenti. Pertanto facciamo affidamento sui nostri soci pregandoli di trovare altre persone sensibili alla problematica della pena di morte disposte ad iscriversi alla nostra associazione.

Cercate soci disposti anche soltanto a versare la quota sociale.

Cercate soci attivi. Chiunque può diventare un socio ATTIVO facente parte dello staff del Comitato Paul Rougeau.

Cercate volontari disposti ad andare a parlare nelle scuole dopo un periodo di formazione al seguito di soci già esperti.

Cercate amici con cui lavorare per il nostro sito Web, per le traduzioni. Occorre qualcuno che mandi avanti i libri in corso di pubblicazione, produca magliette e materiale promozionale, organizzi campagne e azioni urgenti, si occupi della gestione dei soci, della raccolta fondi ecc.

Se ogni socio riuscisse ad ottenere l’iscrizione di un’altra persona, l’efficacia della

nostra azione aumenterebbe enormemente!

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In occasione del 10 Ottobre, Giornata mondiale contro la pena di morte, Amnesty International ha reso disponibili questi materiali.

alcune INFOGRAFICHE:

#0000ff;">https://we.tl/t-Y0jlDcVP4z

Una SCHEDA a cura del Coordinamento Pena di morte di Amnesty International Italia (aggiornata al 7/10/2019):
#0000ff;">https://we.tl/t-I0MsMGiXK7

Il più recente rapporto annuale con i dati sulla pena di morte è qui (10 aprile 2019):
#0000ff;">https://www.amnesty.it/rapporto-di-amnesty-international-sulla-pena-di-morte-nel-2018-drastico-calo-delle-esecuzioni/

La storia di Philip che a 15 anni è stato condannato alla pena di morte in Sud Sudan. Per annullare la sua condanna a morte, l’appello da firmare è online qui:
#0000ff;">https://www.amnesty.it/appelli/pena-di-morte-sudan/

Ulteriori informazioni:
#0000ff;">https://www.amnesty.it/malesia-abolire-la-pena-di-morte-per-tutti-i-reati/
#0000ff;">https://www.amnesty.it/campagne/pena-di-morte/

 

Giuseppe Lodoli
Ex insegnante di fisica (senza educazione). Presidente del Comitato Paul Rougeau per il sostegno dei condannati a morte degli Stati Uniti.
Lavora in una scuola di Italiano per stranieri di Sabaudia (LT) (piu' che altro come bidello).

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