Pena di morte: sul “salvataggio” di James Dailey e…

sulla morte di Larry Swearingen

testi ripresi dal Notiziario del «Comitato Paul Rougeau». A seguire la presentazione e il sommario del numero 264

SALVO, PER ORA, JAMES DAILEY IN FLORIDA

James Dailey è ancora vivo in Florida, ma non perché sia stata riconosciuta la sua innocenza. Se dell’innocenza di Dailey noi siamo convinti, non lo è ancora il governatore della Florida al quale ci siamo appellati e al quale continueremo ad appellarci chiedendogli di intervenire per salvarlo.

James Dailey, il condannato a morte della Florida per il quale ci siamo fortemente mobilitati su richiesta del nostro amico floridiano Dale Recinella (1) è ancora vivo e possiamo sperare per lui. Il 23 ottobre, due settimane prima della sua esecuzione fissata per il 7 novembre, il giudice federale distrettuale William Jung ha sospeso l’esecuzione fino al 30 dicembre. La sospensione è stata concessa per dar tempo a nuovi avvocati, venuti a far parte della difesa del condannato il 1° ottobre, di approfondire il caso.

«Anche se questa Corte non prende posizione riguardo a qualsiasi petizione di habeas corpus che i nuovi difensori di Dailey possono presentare da ora fino alla scadenza della sospensione […] è nell’interesse di un equo sistema di giustizia dare ai nuovi difensori il tempo di esaminare il caso e di presentare questioni a questa Corte» ha scritto il giudice Jung. «Dailey è nel braccio della morte dal 1987, sospendere la sua esecuzione per 53 giorni per assicurargli il diritto ad avere un difensore è sensato e costituisce un esiguo danno per l’accusa».

Il governatore cattolico Ron DeSantis, dal canto suo, si è rammaricato del rinvio dell’esecuzione del cattolico Daley e ha dichiarato che l’unica ingiustizia che vede nel suo caso è il fatto che il complice Jack Pearcy sia stato condannato soltanto all’ergastolo e non a morte.

A quanto pare gli sforzi fatti dai sostenitori di James Daley, convinti dalla sua assoluta innocenza, non hanno ancora fatto breccia nella coscienza del Governatore, anche se seri dubbi sulla sua colpevolezza sono stati invece sollevati, proprio grazie alla mobilitazione di molte persone, dalla stampa e dai media. Ringraziamo di cuore, anche da parte di Dale Recinella, tutti coloro che si sono impegnati finora in questa battaglia per la giustizia, e li invitiamo a riprendere l’invio a Ron DeSantis delle petizioni in favore di Dailey verso la fine dell’anno (come consigliato dallo stesso Dale). Ciò anche se la sospensione dell’esecuzione potrebbe, in teoria, essere annullata in qualsiasi momento.

(1) vedi numero 263

JAMES RYTTING PARLA DELL’INGIUSTA ESECUZIONE DI LARRY SWEARINGEN

L’ottimo avvocato difensore James Rytting non è riuscito a salvare dall’iniezione letale il nostro amico Larry Swearingen, ciò soprattutto per l’intricata e sfavorevole legislazione penale del Texas.

L’avvocato James Rytting in un’intervista rilasciata il 10 ottobre è tornato sul caso del suo cliente Larry Swearingen (1)

Rytting ha parlato delle prove false usate dall’accusa nel processo contro Swearingen, del processo di appello nel quale è pressoché impossibile presentare nuove prove a discarico e del cronico problema delle condanne ingiuste.

Ricordiamo che il nostro amico e corrispondente Larry Swearingen è stato messo a morte il 21 agosto scorso dopo che tutte le corti hanno rifiutato di esaminare le prove della sua innocenza (2).

Nell’intervista, Rytting spiega i problemi inerenti alla principale prova a carico di Swearingen: un pezzo di collant usato per strangolare la sua asserita vittima, Melissa Trotter. L’accusa ha riferito alla giuria che il restante pezzo di collant era stato trovato nella casa di Swearingen.

In realtà, quel pezzo di collant non era stato scoperto nelle due perquisizioni iniziali della casa di Swearingen. Fu “trovato” solo in una terza perquisizione dopo il rinvenimento del corpo della Trotter e dopo che la polizia apprese della legatura del collant al collo della vittima. […]

Rytting ha affermato che ci sono stati altri problemi significativi con le prove presentate contro Swearingen durante il processo, comprese prove scientifiche false sulla data della morte di Melissa Trotter.

Swearingen fu arrestato (per infrazioni del codice della strada) tre giorni dopo la scomparsa della Trotter il cui corpo fu scoperto nella Foresta Nazionale Sam Houston tre settimane dopo, mentre Swearingen era ancora in prigione. Il perito dell’accusa testimoniò che la ragazza era stata uccisa prima dell’arresto di Swearingen. In seguito, «non meno di cinque periti medici, con reputazione internazionale… giunsero alla conclusione che il corpo di Melissa Trotter era stato gettato nel bosco non più di dieci giorni, o giù di lì, prima che lo stesso fosse trovato», un periodo durante il quale Swearingen era in prigione e non avrebbe potuto commettere il delitto.[…].

Rytting afferma che la mancanza di formazione scientifica, sia degli analisti forensi che esaminano le prove, sia degli avvocati e dei giudici che devono presentarle e considerarle, contribuisce al continuo uso improprio della pseudo scienza nei processi penali. […]. Ha definito la formazione di avvocati e giudici “antiquata” e ha detto: «Non si ha alcuna formazione scientifica mentre si frequenta la facoltà di giurisprudenza, eppure oggigiorno questa è una parte importante della vita con cui deve avere una certa dimestichezza chi sta per diventare magistrato e prendere decisioni. Si deve conoscere qualcosa sulla scienza».

L’insufficiente controllo giudiziario nel caso di Swearingen è stato il risultato degli emendamenti apportati dall’Atto Antiterrorismo e per il Rafforzamento della Pena di Morte del 1996. Tale atto, ha affermato Rytting, stabilisce uno standard «quasi impossibile da rispettare» per i detenuti che vogliono presentare nuove prove a discarico. Rytting ha anche osservato che, mentre la pseudo scienza e le condanne ingiuste suscitano l’attenzione nei casi di pena di morte, le stesse affliggono tutto il sistema legale. «In tutti i casi in cui la gente viene condannata all’ergastolo… e ci sono migliaia di questi casi, le sentenze non vengono riesaminate. Sono condannati in base a prove pseudo scientifiche, a esagerate testimonianze di esperti. I loro casi non vengono riesaminati eccetto in rarissime occasioni…».

(1) È possibile ascoltare l’intervista a Rytting qui: https://deathpenaltyinfo.org/resources/podcasts/discussions-with-dpic/junk-science-and-wrongful-convictions-james-rytting-discusses-the-case-of-larry-swearingen

(2) Sull’esecuzione di Larry Swearingen vedi n. 262; sul suo caso vedi i nn.: 165; 166; 168; 169; 174; 177; 183; 190; 191; 195 nel Notiziario; 196; 199; 202; 203; 204 nel Notiziario; 209 nel Notiziario; 212; 214; 215; 224; 225; 231 nel Notiziario; 232; 235; 240; 242; 256, 257, 261.

PRESENTAZIONE DEL FOGLIO DI COLLEGAMENTO INTERNO DEL COMITATO PAUL ROUGEAU

Numero 264 – Ottobre 2019

Anche questo numero si apre con un articolo su James Dailey, il condannato a morte della Florida di cui il nostro amico floridiano Dale Recinella sostiene con forza l’innocenza. Daley non è stato ucciso il 7 novembre come programmato, ma purtroppo non perché sia stata annullata la sua condanna a morte. L’esecuzione della condanna capitale di James Dailey è stata solo rinviata fino alla fine dell’anno. Poi si vedrà.

Dobbiamo quindi tenerci pronti a riprendere l’invio di appelli per James Dailey al Governatore DeSantis che per ora sembra decisissimo a lasciar uccidere il condannato. Grazie ai numerosi lettori che hanno già inviato il loro appello per Dailey!

In questo numero si parla ancora di Larry Swearingen, il nostro amico texano ucciso il 21 agosto scorso sulla cui innocenza continua ad insistere l’avvocato difensore James Rytting.

La maggior parte degli articoli riguardano gli Stati Uniti d’America ma ciò che scriviamo sullo Sri Lanka e sull’Iran ci ricordano che la pena di morte ancora incombe sugli abitanti di molti Paesi (anche se il numero di Paesi mantenitori della pena capitale, sia pure troppo lentamente, va progressivamente riducendosi).

Giuseppe Lodoli per il Comitato Paul Rougeau

SOMMARIO

Salvo, per ora, James Dailey in Florida                                   

Ucciso in Missouri Russel Bucklew, malato di emangioma cavernoso    

James Rytting parla dell’ingiusta esecuzione di Larry Swearingen          

Voci autorevoli a Terre Haute contro le esecuzioni federali

Il Presidente dello Sri Lanka non vedrà nemmeno un’esecuzione!

Rapporto sulla pena di morte in Iran                                      

10 Ottobre: Giornata Mondiale Contro la Pena Di Morte  

Notiziario: Ohio, Oklahoma, USA                    

Questo numero è aggiornato con le informazioni disponibili fino al 31 ottobre 2019

Gli articoli pubblicati nei numeri precedenti del «Foglio di Collegamento», ai quali rimandano le note in calce agli articoli di questo numero, si trovano nel nostro sito www.comitatopaulrougeau.org

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Le vignette di Anni sulla pena di morte sono riprese da www.brogi.info e scelte dalla redazione della “bottega”.

 

Giuseppe Lodoli
Ex insegnante di fisica (senza educazione). Presidente del Comitato Paul Rougeau per il sostegno dei condannati a morte degli Stati Uniti.
Lavora in una scuola di Italiano per stranieri di Sabaudia (LT) (piu' che altro come bidello).

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