PER SPEGNERE?

(Roba del Pabuda)

 

dormito maluccio

l’altra notte:

avrei anche voluto,

ma era in corso

un boicottaggio:

mentre

l’occhio sinistro,

obbediente,

guardando

dal suo punto di vista

la palpebra ben chiusa

vedeva buio,

cioè: vedeva niente

il destro, molesto,

teneva d’occhio

la sveglia luminosa

sul tavolinetto

occhieggiandola

ogni

due minuti e mezzo

per farmi concludere

a quel ritmo

ch’era sempre troppo

presto.

l’orecchio destro

ascoltava

il totale mutismo

del cuscino:

una specie di completo

silenzio,

abbastanza riposante,

ma il sinistro

pretendeva sentire

come sarebbe stato

il suono

delle parole che avrei scritto

l’indomani:

tenendomi così

mezzo sveglio per valutare

se quell’ipotetico suono

era davvero buono.

ficcarsi a letto,

tirar su le coperte fino al naso

e far buio nella stanza,

interrompendo il chiaro

col semplice clic d’un tasto,

è certamente molto bello

ma sarebbe ancora meglio

 se riuscissi a scoprire

dove han nascosto

il fottuto interruttore

per spegnere il cervello!

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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