Piangere e ridere, in modo convulso

Zerocalcare, il popolo curdo, l’Isis e noi qui

ZeroCalcare-copInternaz

Fatevi un regalo anche se non è il vostro compleanno (invece domani è il mio): comprate l’ultimo «Internazionale» – in edicola da oggi – e leggete il reportage a fumetti di Zerocalcare.

A me sembra una magia perché, quasi da una vignetta all’altra, fa piangere e ridere, poi daccapo. O almeno a me fa questo effetto.

Non so bene perché.

Forse perché Zero Calcare è un genio.

O perché io e lui condividiamo un certo umorismo “romanesco”.

Perché il popolo curdo «in cor mi sta».

Perché come sa raccontare/disegnare (far ridere e piangere) Zerocalcare mi sa oggi forse nessuno c’è.

O perché di poche cose sono sicuro-sicuro ma una è che gli uomini e le donne del Kurdistan (e dintorni… del resto è uno Stato che non esiste e forse neppure vuole esistere) stanno combattendo per noi: e noi dovremmo essere in ogni modo possibile al loro fianco.

Dunque grazie a Zerocalcare che lo ricorda alla mia testa e al mio cuoricino; e spero che a tante altre persone faccia venire voglia di capire meglio e/ di fare qualcosa.

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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