Piero Santi (Volterra 1912-Firenze 1990)

di Sandro Sardella

Scrittore, critico d’arte, poeta, ..

amico di Rosai, Treccani, Montale, Gadda, Bilenchi, Landolfi, Fortini, Cassola,

Luzi, Palazzeschi, Gatto, .. spesso incasellato tra i “grandi minori” .. ma forse si potrebbe meglio scoprirlo .. lui che con

Sandro Penna fu tra i pochi nel primo’900 a scrivere del proprio essere omosessuale .. lui il

suo non rispettare i rituali e le scadenze dell’accademia letteraria .. il suo essere polemista

ed amaro e, spesso, implacabile .. una moralità corrosiva e una sensibilità pungente .. il suo

viso etrusco .. le proprie illusioni messe come carte da poco svelandone l’irrealtà .. un

temperamento caustico ugualmente diviso tra scetticismo e volontà di illusioni .. il suo culto

di un’amicizia accidiosa e dissipata, eppure aiuto a sopportare la pena del vivere …

Piero Santi .. uno scrittore non facile ma di grande spessore e rara freschezza .. .. i suoi libri: “Amici per le vie” (1939) – “Avventure nel parco” (1942) – “Diario” (1950) –

“Ombre rosse” (1954) – “Il sapore della menta” (1963) – “Libertà condizionata” (1966) –

“Ritratto di Rosai” (1966) – “Da un tetto e per le strade” (cronaca dell’alluvione di Firenze) (1967)

“La sfida dei giorni” (1968) – “Due di loro” (1971) – “263 versi” (1972) – “Pietro e

Bernardo” (1977) – “Trittico per Luca” (1979) – “L’uomo in poltrona” (1979) – “Diario con gli

amici” (1980) – “Mi corazon no duerme” (1981) – “Sic” (1985) – “Cronos eros” (1990) .. ..

ma anche intelligente promotore di importanti gallerie e centri d’arte come “L’Indiano” e

“L’Upupa” a Firenze ..

.. a cento anni dalla nascita .. questo piccolo scritto ..

un’amicizia come fatto fermentante

INCONTRAI il Piero nelle pagine della rivista fiorentina Salvo Imprevisti .. nelle poesie del

“Diario con gli amici” ed. Barbablù di Siena .. a Ravenna nel 1982 al “mercatino della poesia”

Attilio Lolini me lo presentò .. a Firenze ad un convegno dell’Ottovolante sulla poesia di

quegli anni il Piero mi venne incontro e mi invitò all’Erta Canina .. mi offrì un caffè .. mi

donò “Due di loro” e la prima cartella de “L’onda repentina” (poesia di Magrelli e quattro

serigrafie a colori di Tomarchio Levi) nelle storiche Sue edizioni “L’Upupa” .. il guardarsi

il parlarsi .. lo sbocciare poi di una intensa corrispondenza .. “incontrare” la cultura della Firenze della prima metà del ‘900 .. alimentarsi del Suo “raccontare” .. godere della Sua ospitalità .. scoprire e condividere le Sue amicizie e .. nonostante la distanza geografica .. una fattiva frequentazione .. sino a scoprire al Suo funerale che il Piero mi aveva dedicato il Suo

ultimo libro “Cronos eros” ..

HO CERCATO .. tra il disordine ordine delle mie carte, nelle lettere che il Piero mi scrisse ..

per scovare alcune perle poetiche e qualche amara anche crudele pagina di “diario” .. frammenti

per ritrovare uno sguardo malinconicamente perduto .. parole amicali con il desiderio di rompere il silenzio che avvolge PIERO SANTI scrittore

critico d’arte poeta promotore di cultura e di amicizia ..

la storia le storie si prolungano dietro le nostre spalle .. irregolare irregolari con luci e ombre

con episodi intensi e depositati .. momenti opere che continuano a bruciare nel rumore silenzio

di una polvere sbarluscente ..

le parole possono essere povere e traditrici .. ma ho cercato .. …

……………

Non c’è esclamazione possibile

quando ti insidia l’amore.

Lascio l’amarezza amorosa

di uno sguardo di ragazzo

a Umberto Saba

a Sandro Penna

poeti d’amore;

la notte l’alba la sera

per me non hanno

che il terrore

di amori impossibili.

Sul giornale c’erano solo

righe nere,

qualche parola,sì :

tamigi botticelli buenosaires

porto mare maradona.

Il ragazzo rise perché

il sole dalla finestra lo accecava,

e lui lo guardò deciso;

gettò via il giornale

inventandosi altre parole:

stanotte domani

il letto

le mani

aggrovigliate fra le cosce.

……………….

Ho bisogno delle tue labbra sangue

degli occhi umidi amari

dei capezzoli indocili,

non sono un poeta romantico

non voglio fiori e tramonti

ma te con me

a mordere questo corpo spento.

(Piero Santi, da: “EROS, FORSE” – 1984 )

NOTA D’ACQUA

Ecco la seconda “nota d’acqua”; la prima – sabato scorso – era dedicata a un libro di Corrado Levi. Mi scrive Sandro Sardella: «caro Daniele, quasi veloce perché sollecitato dall’amico poeta Giuseppe Grattacaso… nel ricordarmi che il 5 aprile sono cento anni dalla nascita di Piero Santi.
questa nota… un piccolo segno per scalfire…forse….il silenzio ingrato di Firenze e della cultura tutta verso questo scrittore. La foto è di Liberto Perugi» (db)

Redazione
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3 commenti

  • Riccardo Stringhini

    Credo che una biografia critica/letteraria di Piero Santi (uomo libero fedele solo alla libertà e all’amicizia) sarebbe lo scopo di una ricerca documentale e di interviste (ancora!) che la città di Firenze avrebbe dovuto in qualche modo incoraggiare tramite l’Università. O potrebbero, perlomeno, promuovere la riedizione delle sue opere, la raccolta dei suoi articoli nella stampa italiana, ecc.

    Ma i capi di Firenze, finora hanno capito soltanto che bisogna “rottamare”. “Rottamare” certo non sarebbe male, ma una città come Firenze dovrebbe anche riparare la memoria e i vulnus culturali, riscattare i suoi artisti di valore dall’oblio imposto dall’era delle egemonie.

    Quelli che, come Piero Santi, alieni ai compromessi e gelosi della propria libertà, siano stati osteggiati a suo tempo per ragioni ideologiche dalle nomenklature “organiche” nazionali hanno un credito nei confronti della città, e non solo di lei.

  • Riccardo Stringhini

    Vorrei che un giorno qualcuno racconti perché/come Santi non vinse il premio Strega.

  • Michele Licheri

    Grazie Sandro, per averci ricordato Piero Santi. E ancora grazie per aver rinverdito il suo genio, la sua memoria, il vento turbinoso della sua libertà, della sua poesia. Me lo ricordo bene, il Piero! leggero e sferzante e libero davvero in un tempo in cui essere “liberi” era davvero difficile. Firenze era anche altro; non solo bottegai e Arno! E che ne è stato di quei tempi? Vi sono debiti da saldare anche in nome di una “bellezza” che il potere adombra, rimuove. Ciao, Michele.

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