Poeta

Il 26 agosto nacque Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicki che sarà poi Guillaume Apollinaire: lo racconta Lella Di Marco

Malinconico, lirico, fra tradizione e innovazione, d’avanguardia, dell’amore e della guerra, contraddittorio, innovativo senza essere sperimentale linguisticamente, infelice, appagatissimo. Uno dei più grandi rappresentanti dell’avanguardia storica fine Ottocento, dentro l’esplosione dei primi movimenti di massa per capirli. Precursore del surrealismo. Inneggia alla poesia intuendo l’assassinio del poeta in un mondo che non lo vuole .Vive le contraddizioni della sua vita personale e del suo tempo, che continuano anche nel nostro.

ECCO PERCHE’ LO RICORDIAMO.

Apollinaire venne registrato cinque giorni dopo la nascita allo stato civile romano, come figlio di ignoti. La madre ragazza polacca di origine aristocratica lo riconobbe , con atto notarile, a due mesi di distanza dalla nascita avvenuta a Roma il 26 agosto 1880. Il padre – gentiluomo napoletano che era stato generale nell’esercito borbonico – non lo riconobbe mai, in quanto “figlio della colpa” . Lui quarantacinquenne e la ventenne ragazza polacca, avevano vissuto un rapporto extraconiugale.

Fin dall’età di cinque anni il piccolo Apollinaire fu costretto a seguire la madre nella sua vita avventurosa in giro per l’Europa. A partire dal 1889 la Francia (dal principato di Monaco a Nizza e Parigi) diventerà la sua residenza ufficiale e patria di elezione, ma la cittadinanza francese gli sarà riconosciuta soltanto nel 1916 sul fronte, due anni prima della morte avvenuta il 9 novembre 1918 a Parigi

«Sono per un’arte di fantasia, di sentimento e di pensiero lontana dalla natura il più possibile e con la quale non deve avere nulla in comune. E’, credo, l’arte di Racin, di Baudelaire, di Rimbaud» (da un’intervista resa da Apollinaire alla Revue litteraire de Paris e de Champagne – settembre 1906)

Il giovanottone dimentica di dire che quella era la poetica di altri suoi maestri, dal napoletano Basile ai classici greci più antichi, agli autori di favole, all’eretico poeta popolare Villon, a Rabelais fino ai suoi predecessori dell’avanguardia francese Verlaine e Mallarmè. Aveva 26 anni, era noto e influente negli ambienti letterari artistici parigini. Pieno di vita e sentimento, ricco di cultura e pensiero, sempre pronto a innamorarsi focosamente ma instabile. Incapace di corteggiamenti lunghi e convenzionali, era destinato ad abbandoni, respingimenti, delusioni, data anche la materialità immediata delle sue aspettative amorose. Era ricco di fantasia e immaginazione, credeva molto nella ricerca e nella raffigurazione cantata della verità.

Per lui la verità, prima di essere posseduta ed elaborata dall’intelletto, era conosciuta tramite i sensi (teoria già convalidata nella psicologia di fine Ottocento). Infatti Apollinaire. non aveva nulla del maceratissimo e decadente intellettuale fin de siècle . Un grande poeta- cantore molto sensuale con idee chiare e i sensi in continua ebollizione.

Era già Belle époque e presto si fece assertore e propagandista dello Esprit nouveau.

La sua produzione poetica Alcools e Calligrammes è famosissima in tutto il mondo mentre la sua produzione in prosa è stata meno studiata. Una riflessione a parte meriterebbero i suoi testi “erotici” molto richiesti all’epoca, scritti esclusivamente per ottenere un guadagno immediato. Mentre un’opera che ancora pone interrogativi ai suoi critici cioè «Le Poète Assassinè» è una parabola ovvero una narrazione allegorica sulla cattiva sorte della poesia in questo mondo tediato (secondo l’intuizione che fu già di Baudelaire).

Per le notevoli implicazioni del suo pensiero poetico può essere utile rileggerlo in questi tempi complicati.

Riferimenti bibliografici

Premesso che la traduzione del linguaggio poetico di A. risulta estremamente difficile segnalo come ottima quella di Giorgio Caproni, «Poesie» (Mondadori).

Per capire il contesto e culturale francese e italiano fine 800-inizio 900 in cui avviene la sua formazione intellettuale è fondamentale l’ottimo studio di Luisa Mangoni, «Una crisi di fine secolo» (Einaudi 1985) mentre per il contesto storico complessivo è bene leggere «L’età dell’imperialismo» di Giampiero Carrocci (Il mulino 1979).

Per una giusta collocazione nelle avanguardie storiche europee è significativo il saggio di Gianni Scalia nell’opera collettiva – con Piero Pieri, Antonio Prete e Paolo Pullega – «Nichilismo e imperialismo» (Bertani 1978)

Interessante la decodificazione de «Il poeta assassinato» (Synergon 1993) nella revisione del materiale con un saggio introduttivo a cura di Roberto Di Marco.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

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