«Preghiera di sangue»

dialogo fra db e l’«angelo dell’Apocalisse» sul romanzo di Guergana Radeva

Angelo Apocalisse: db, sveglia ti devo parlare

db: ma chi sei? Chi te conosce, ahò?

Angelo Apocalisse: sono Azrael, insomma l’Angelo dell’Apocalisse

db: Az… è un scherzo?

Angelo Apocalisse: no

db: porco qua e porco là… è giunta l’ora?

Angelo Apocalisse: non ancora

db: allora che cappero vuoi?

Angelo Apocalisse: un’informazione, se tu sei quel daniele barbieri…

db: ho un paio di omonimi, e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e chi cerchi?

Angelo Apocalisse: l’esperto di catastrofi, quello che ha scritto “Non spingete scappiamo anche noi” e il racconto “Quando andammo a vedere la fine del mondo

db: mi sa che sono io, perchè ho scritto spesso di catastrofi e una volta ho rubato il titolo ai Gufi con “Non spingete scappiamo anche noi”. Però quel racconto sulla fine del mondo io l’ho solo citato, l’autore è Robert Silverberg.

Angelo Apocalisse: voglio sapere…

db (interrompendo): ah coso, chetati. Prima due domande

Angelo Apocalisse: Uhm

db: la prima: ma st’Apocalisse quando viene?

Angelo Apocalisse: non posso dirtelo

db: c’avrei giurato

Angelo Apocalisse: prova con la secconda

db: mmmmm, quel libro che ti spunta dall’impermeabile bianco (ti facevo più da tunica o lenzuolone ma va beh) non è «Preghiera di sangue» di Guergana Radeva?

Angelo Apocalisse: bravo, qui ti volevo. Dovresti parlarmene…

db: ma scusa lassù o laggiù dove stai tu con i 4 cavalieri, tutti gli angeli in colonna con le trombe ecc non avete una roba tipo ufficio stampa?

Angelo Apocalisse: sì, ma il capo si è dimesso da poco per andare a lavorare con…

db (interrompe agitatissimo): … non fare il nome, penso di saperlo ma voglio cullarmi nell’illusione.

Angelo Apocalisse: quanto la fai lunga, se hai finito con le sciocchezze adesso tocca a me.

db: spara.

Angelo Apocalisse: voglio sapere PRIMO se il romanzo della Guergana Radeva parla di me e SECONDO se è bello

db: e come non parla di te? cucina la farina del sacco di San Giovanni in tutte le salse.

Angelo Apocalisse: ed è bello?

db: secondo i miei criteri da ornitorinco o secondo i canoni apocalittici?

Angelo Apocalisse: a te è piaciuto?

db: molto.

Angelo Apocalisse: perchè?

db: se vuoi faccio una recensione e te la mando; dammi la tua mail… no scherzavo

Angelo Apocalisse: ma sull’Apocalisse ‘sta Guergana che dice di bello?

db: di bello pochino perchè, te lo devo dire, a me «l’ira furiosa del Dio onnipotente», (cito da 19, 12-15) non è che piaccia molto. La prima parte inizia proprio con quel che dite voialtri, insomma Giovanni (1,5): «La luce volle penetrare le tenebre ma le tenebre non l’accolsero» mentre io, se te lo devo dire, sono un tipo da crepuscolo, da vedo-nonvedo. Perrrrrrò …

Angelo Apocalisse: Però cosa?

db: Perrrrrò è tutto scritto a puntino: morti e torture, indagini, trompe l’oeil, riferimenti storici, sesso qb (tanto per rimanere in cucina c’è anche l’Artusi). Una trama perfetta, non ti molla un attimo. La seconda parte è un colpo di scena magistrale. Bello anche il risvolto in Etiopia. Poi ci sono un mucchio di citazioni e divagazioni ghiotte. Per me che sono un amante dell’ornitorinco e di simili stranezze è un piacere vedere come l’autrice piazza (spiazza?) Saint Tropez e Santo Stefano ma anche la Gioconda e Michelangelo. E in riferimento a cià che ti interessa ci sono squarci interessanti sulla storia dell’arte. A esempio sul ciclo di affreschi nel battistero di Padova…

Angelo Apocalisse: ma non è ambientato in Toscana?

db: hai letto la quarta di copertina? Sì, al 90 per cento è tutto un toscaneggiare: Livorno, Siena, Pistoia, San Vincenzo, Firenze, l’isola d’Elba, Empoli… Benissimo raccontata. Se fossi la Regione Toscana sponsorizzerei il libro.

Angelo Apocalisse: ma i morti non sono cattiva pubblicità per una Regione?

db: mi sa che tu di marketing capisci poco.

Angelo Apocalisse: e i personaggi?

db: tutti azzeccati. La nonna bulgara è strepitosa, i poliziotti e le poliziotte coprono tutta la gamma dello sbirrume, poi ci sono le vittime e le “esche”… ma altro non posso dirti perchè mi sa che hanno messo una tassa su chi fa spoiler.

Angelo Apocalisse: ma chi agisce in mio nome è credibile?

db: e come no? Di pazzi in giro ce ne sono tanti ma quelli che qui si basano sulle “Scritture” vostre mi sembrano verosimili. Purtroppo.

Angelo Apocalisse: e le anguille?

db: non mi piacciono.

Angelo Apocalisse: intendevo le anguille nel romanzo.

db: qb. Beh, forse ce n’è una di troppo ma taccio per via della tassa sullo spoiler.

Angelo Apocalisse: il romanzo ti ha terrorizzato?

db: qb.

Angelo Apocalisse: te l’aspettavi?

db: conoscevo le favole “nere” di Guergana Radeva (*) e mi erano piaciute assai anche per la contaminazione fra reale e irreale. Qui siamo più sul thriller classico, in un certo senso quasi realistico… religione a parte ovviamente.

Angelo Apocalisse: ovviamente per te.

db: eh-eh.

Angelo Apocalisse: comunque mi hai confermato che questo romanzo dovrò leggerlo.

db: sì, io lo consiglierò a tutti/e. Ma a proposito di libri prima che tu te ne vada ho una domandina finale piccina-picciò.

Angelo Apocalisse: prova.

db: dopo che sarete passati tu con i 4 cavalieri eccetera io potrò ancora leggere qualche libro?

Angelo Apocalisse: no comment.

db: c’avrei giurato. Azrael sei uno stronzo.

(*) vedi Su «Amalgrammer» di Guergana RadevaAmalgrab, lo specchio nero delle brame ma anche Miele e latte sotto la tua lingua

In alto – c’è bisogno di precisarlo? – l’immagine è di Albert Durer.

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Marco Piras-Keller

    Be’! In attesa di una rilettura che farò del libro di Guergana, intanto, complimenti al recensore. Non so se qualcuno lo ha già fatta una recensione per vie traverse, ma sia che sì, sia che no, Guergana può essere contenta di una recensione tanto originale e così ‘incuriosente’.

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