Quanto è bella democrazia quando è in ballo l’eutanasia

Ecco i “no-dat”: se in Parlamento quel che conta è fare barricate contro la «Dichiarazione Anticipata di Trattamento»

di Fabrizio Melodia

eutanasia

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Una data storica per la legislazione italiana: il 4 febbraio ha avuto luogo la prima discussione parlamentare per una proposta di legge sulla regolarizzazione e legalizzazione dell’eutanasia.

Riferisce il sito eutanasialegale.org: «la Commissione Affari sociali della Camera ha avviato il 4 febbraio 2016 la discussione sul testamento biologico. Sono 7 le proposte di legge abbinate, le cui prime firme corrispondono a Binetti (AP eletta nella circoscrizione Lazio 1), Carloni (PD eletta nella circoscrizione Campania 1), Locatelli (Misto, PSI-PLI eletta nella circoscrizione Lombardia 1), Mantero (M5S eletto in Liguria), Murer (PD eletta nella circoscrizione Veneto 2), Nicchi (SI-SEL eletta in Toscana) e Roccella (Misto, USEI eletta nella circoscrizione Lazio 1)».

E qui avviene immediatamente “il bello”, come si può leggere nel rapporto dell’intera discussione: la relatrice Lenzi auspica di arrivare a un diritto “mite” ovvero a un atto che non pretenda di determinare per legge ogni singola azione medica.

La proposta di Roccella e Binetti vieta completamente l’inserimento nel DAT (Dichiarazione Anticipata di Trattamento) delle disposizioni riguardanti alimentazione e idratazione forzata, che dovrebbero continuare, sempre secondo i proponenti, fino alla morte. Inoltre, sempre secondo Roccella e Binetti, al medico dovrebbe essere garantita la libertà di non seguire le disposizioni date nel DAT, consultandosi con i familiari o con il tutore se presente, motivando poi la sua decisione e ponendola per critto sulla cartella clinica. Al medico comunque sarà garantita «la libertà» di non seguire trattamenti volti a portare il paziente verso la morte.

Legge “leggera” che possa salvare capra e cavoli? Ai medici deve essere necessariamente garantita la «libertà di coscienza»? Mentre altre libertà – per esempio morire senza soffrire inutilmente – vengono invece negate alle altre persone.

Roccella propone pure di separare le normative del consenso informato da quelle per la Dichiarazione Anticipata di Trattamento, in quanto contraddittorie.

La discussione continua ma quello che appare palese è che non si vuole in alcun modo raggiungere una legalizzazione seria dell’eutanasia, quanto metterla definitivamente alla berlina, imbrigliandola in ogni modo legale possibile.

Di sicuro, se tale proposte dovessero tradursi in una legge dello Stato, sarà una normativa molto diversa da quella prospettata da coloro che promuovono l’eutanasia legale.

A proposito, chi volesse sottoscrivere tale petizione vada al seguente indirizzo: http://eutanasialegale.it/content/progetto-di-legge-diniziativa-popolare-rifiuto-di-trattamenti-sanitari-e-liceita

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

Un commento

  • Grazie per questa sintesi Fabrizio. La strada della legalizzazione è tutta in salita, ma non ci possiamo arrendere di fronte alla difficoltà. Ci vorranno sicuramente anni, ma se non iniziamo a fare pressione sul Parlamento ci vorranno decenni.

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