Ricordo Dario Fo

di Erri De Luca (*)

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  In una sua canzone, “Shelter from the storm” Bob Dylan scrive che la bellezza cammina sul filo di un rasoio. Lo stesso si può dire dell’ironia che sta sul tagliente equilibrio del funambolo.
Dario Fo e Franca Rame sono stati i maestri circensi dell’irriverenza verso le autorità. Ne sono stati ripagati con ostilità e distanza. La fama mondiale, rincarata dal Nobel per la letteratura, è stata trattata dal potere politico come un disturbo della quiete pubblica. Dal ’97, anno di assegnazione del massimo riconoscimento letterario, a oggi, per diciannove anni questo Paese non ha saputo che farsene di lui. Lui non si è dato per celebrato e messo a riposo sopra il piedistallo. Ha continuato a intervenire con le sue opere e con la sua persona nelle tensioni civili italiane. In diverse occasioni gli italiani lo hanno incrociato in piazza, condividendo fisicamente cause necessarie.
A me ha dato pronto sostegno quando venivo processato per le mie parole contrarie al tossico traforo in Val di Susa.
Non era l’intellettuale impegnato che parlava ex cattedra. È stato il cittadino Dario Fo che ha preso impegni scomodi e dolenti, scendendo dal palco per stare insieme.
È stato il più allegro premio Nobel della letteratura. Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso.

(*) ripreso da Fondazione Erri De Luca

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IN “BOTTEGA”

Sentendo che Dario Fo era morto, una delle prime cose che ho pensato era che nei giorni dell’ipocrisia generale – «quanto era bravo, lo amavamo tutti, era un grande italiano» – bisognerebbe rammentare quanto è stato ODIATO dai cattofascisti… e dai potenti vecchi e nuovi. E ricordare, far sapere che quello di Franca Rame fu uno stupro “di Stato”; andate su «Carmilla» a questo link Lo stupro di Franca Rame: fascisti, carabinieri e «una volontà … per scoprire qualche verità sull’Italia peggiore, senza vergogna e senza memoria. Non per caso qui in “bottega” abbiamo raccontato del suo arresto a Sassari: vedi Scor-date: 10 novembre 1973. Dunque chiedo a chi sta leggendo: se vi viene in mente chi ha raccolto un dossier di questo tipo – con gli insulti, le minacce, le denunce a Dario Fo e Franca Rame da parte dei Palazzi – me lo segnalate? Mi sembra doveroso metterlo in bottega. Credo che a loro due piacerebbe essere ricordati anche per aver fatto diventare lividi i potenti con la “più potente” delle armi, lo sberleffo. (db)

 

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Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • Ricordiamolo ridendo e sbeffeggiando, come piacerebbe a lui.

  • DARIO FO PERSONAGGIO RIVOLUZIONARIO INVISO AL POTERE
    Breve testimonianza per dirgli grazie

    In anni in cui Dario e Franca erano invisi al potere: cacciati dalla Rai tenuti a vista dai fascisti, criticati dagli intellettuali di regime , spesso anche dai gruppi a di “ estrema sinistra” perché considerati spontaneisti, senza strategia politica , facile preda di infiltrati e provocatori perché libertari . Senza servizio di vigilanza
    e dibattito interno con centralismo democratico … io e altri compagni di Bologna eravamo in contatto con loro partecipando al Soccorso rosso e alla costituzione dei circoli LA COMUNE
    a Bologna ne fondammo uno in una sede a ridosso del Pratello e un altro venne aperto a San Lazzaro
    Ai Fo vennero negati i teatri ufficiali e in quel periodo si esibivano nelle fabbriche in disuso e negli spazi abbandonati . Dopo ogni spettacolo Franca parlava del Soccorso Rosso e invitava ad aderire alla rete per il sostegno dei detenuti politici e comuni che magari stavano prendendo coscienza della loro condizione sociale, dello stato di detenuti e del significato politico delle carceri
    Erano gli anni 70 anni 80 – anni di lotta e repressioni . I mandati di perquisizione arrivavano a centinaia e scoppiavano anche rivolte nelle carcere . atti di lesionismo fra i detenuti che si cucivano per protesta le palpebre o la bocca con il fil di ferro. ingoiavano chiodi o si tagliavano con pezzi di vetro per farsi ascoltare.
    Avere focalizzato l’intervento POLITICO sulle condizioni dei detenuti e sulla gestioni delle carceri , anche se non erano ancora “ speciali” è stato un duro attacco alla sicurezza (!?) dello Stato e una dura vita per i militanti . Io stessa a Bologna ,assieme ad altri , sono stata sottoposta a perquisizione con avviso di reato per banda armata e associazione sovversiva con mandato firmato dall’allora giudice Paolino Dall’anno preposto a combattere il terrorismo. Operazione poi rientrata sui “ giovani bolognesi “ anche perché l’accusa indiziaria si è rivelata inconsistente
    Su Dario e Franca la repressione , i sospetti, le accuse sono continuate e per questo , non hanno mai ottenuto il visto per recarsi negli USA per motivi di lavoro, nonostante
    Il quegli anni si leggeva Sorvegliare e Punire si aderiva alle proposte di Basagli sui manicomi, si prendeva coscienza del senso delle istituzioni totali e chi si ispirava al marxismo sognava l’abolizione della separazione fra lavoro manuale e lavoro intellettuale, assieme all’eliminazione della divisione in classe della società.
    l’insegnamento rivoluzionario di Dario Fo ,al quale voglio fare riferimento è in tal senso
    Ho vissuto delle giornate seminariali a Milano alla palazzina Liberti occupata dai coniugi Fo e dal loro gruppo di attori e militanti
    diventata la sede teatrale e di incontri aperti a tutta la città,
    In quel posto per anni hanno gestito una scuola di teatro e laboratori culturali- artistici e politici
    In quel luogo ho vissuto una realtà diversa con la reale percezione di una esperienza particolare : nelle relazioni umane e nella pratica del quotidiano
    Non c’era gerarchia fra le persone ma tutti avevano pari responsabilità e diritto alla parola .Franca preparava il sugo ai fornelli, mentre Ciccio Busacca ,il noto cantastorie siciliano che lavorava con loro. Si occupava degli spaghetti ad esempio. Ricordo Dario pulire il pavimento o lavare i piatti . E tutti ci sentivamo ad un passo dal socialismo.
    A seguire ancora lotte, repressione , oscurantismo , frammentazione , corruzione …
    In questi giorni un’ovazione di cordoglio e riconoscimento di valore , con la scomparsa di Dario
    NON PUO’ BASTARE
    – NON CI INCANTANO LE DIVERSE FACCIE DEL POTERE

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