ricordo di Manoel de Oliveira

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come per Josè Saramago, anche per Manoel de Oliveira gli anni della vecchiaia sono stati quelli più creativi; è morto a 106 anni un regista grande come pochi.

ci restano i suoi film, da vedere e rivedere.

qualche anno fa avevo visto Aniki Bobò (del 1942), un film che non ti aspetti, una storia concreta che sembra di fiaba, ben prima del neorealismo e di De Sica.

per me una gioia, una scoperta, un capolavoro.

 

…Nato l’11 dicembre 1908, iniziò la sua carriera nel cinema nel 1931 con un documentario di 18 minuti dedicato alla città di Porto e alle condizioni dei lavoratori sul fiume. Il suo primo lungometraggio, intitolato Aniki-Bobo, uscì nel 1942 e attirò l’attenzione della polizia segreta della dittatura di Salazar, che lo tenne in arresto per dieci giorni e negli anni successivi si rifiutò di finanziare le sue opere.
La produzione di Oliveira aumentò sensibilmente solo dopo aver compiuto 76 anni: a quel punto iniziò a dirigere praticamente un film all’anno…

 

 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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