Migranti: ritorno alla terra ingiusta

Sfruttamento, ghetti e incerte prospettive. Web report dalla Piana di Gioia Tauro – a cura di Medici per i Diritti Umani (*).
A seguire link per andare a 3 articoli di Orsetta Bellani, Antonello Mangano e Violetta Silvestri.

MEDU torna a testimoniare e denunciare con un  Web Report le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri della piana di Gioia Tauro.
Per il nono anno consecutivo, Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha operato nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, durante la stagione di raccolta agrumicola, con l’obiettivo di promuovere la tutela della salute e dei diritti fondamentali dei lavoratori stranieri sfruttati in agricoltura. Da dicembre 2021 a marzo 2022 un team multidisciplinare ha operato per mezzo di una clinica mobile, raggiungendo numerosi insediamenti informali, in particolare: la tendopoli di San Ferdinando, i casolari abbandonati nelle campagne di Rizziconi, Drosi e Taurianova e il campo container di Contrada Testa dell’Acqua nel Comune di Rosarno.
Oltre all’assistenza medica di base, il team ha fornito orientamento e supporto socio-legale per favorire la regolarità del soggiorno, promuovere la conoscenza dei diritti sul lavoro e garantire l’accesso alle cure e ai servizi sociali e sanitari.
Nonostante la regolarità del soggiorno, le condizioni di vita e di lavoro restano estremamente precarie: baraccopoli, casolari abbandonati, campi container, con condizioni igienico-sanitarie al limite, in assenza di servizi essenziali e di mezzi di trasporto per raggiungere i centri abitati e i luoghi di lavoro.
A fronte del quadro descritto e con l’intento di contribuire al contrasto dei fenomeni di sfruttamento e alla promozione della salute, MEDU torna a chiedere con urgenza  l’adozione di misure concrete, formulando a tal fine alcune raccomandazioni. (Leggi il comunicato stampa)
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Redazione
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