Roza – La terra dei due fiumi – Kutbettin Cebe

visto da Francesco Masala. A seguire il corto “Cinema Muti” di Iacopo Zanon, con le immagini dei nostri tempi covidisti.

quando gli aguzzini non riescono a imprigionare un popolo si vendicano su chi ne parla.

buona visione.

 

 

quando gli aguzzini non riescono a imprigionare un popolo si vendicano su chi ne parla.

buona visione.

 

Il regista curdo Kutbettin Cebe condannato al carcere per un documentario sul Rojava.

Il regista curdo Kutbettin Cebe, 32 anni,  è stato condannato da un tribunale di Balıkesir con l’accusa di “fare propaganda per un’organizzazione terroristica”.

La base di questa condanna è il documentario “Roza – La terra dei due fiumi” sulla rivoluzione di Rojava, girato da Cebe nel 2016. Il film tratta i vari aspetti della rivoluzione sociale di curdi, siriaci e arabi, che hanno creato strutture di governo autonomo in Rojava nel bel mezzo della guerra civile siriana e hanno combattuto sia contro il regime di Assad che contro i gruppi jihadisti. Cebe descrive il suo lavoro come una critica ai media mainstream occidentali, che hanno spesso riportato i successi militari della rivoluzione di Rojava, senza mai citare quelli socio-politici.
Il processo si è svolto presso il 3° tribunale del circuito di Balıkesir. Cebe era in tribunale, il suo avvocato difensore, Ebru Akkal, si è unito all’udienza da Ankara attraverso il sistema di

controllo video SEGBIS. Akkal ha dichiarato che non è stato commesso alcun reato e ha chiesto l’assoluzione del suo cliente. Ha anche chiesto la revoca del divieto di viaggio precedentemente imposto a Cebe. Lo stesso Cebe ha dichiarato in sua difesa: “Ho fatto un documentario all’epoca della guerra contro l’autoproclamato Stato islamico. Come regista, faccio domande e ottengo risposte. Respingo fermamente l’accusa di “propaganda terroristica””.
Il tribunale ha condannato Kutbettin Cebe a due anni e quattro mesi di reclusione. Finché il verdetto non sarà definitivo, il regista rimane libero. Ebru Akkal ha già annunciato che farà appello alla sentenza.

da qui

 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *