RRS 11 – «L’ultima verità»

L’undicesima puntata (*) – proposta da Gian Marco Ibba – di una Round Robin Story (**) che sarà in “bottega” ancora per qualche sabato

POLIPO-logoRRS

Era appena entrato nella sala operativa, avvertendo un leggero cambiamento di temperatura e persino il tenue profumo di lavanda diffuso dai bocchettoni di aerazione.

La porta scorrevole si richiuse delicatamente alle sue spalle con un sospiro metallico.

Si era ben pettinato in occasione del suo primo giorno, e l’uniforme viola scuro d’ordinanza gli cadeva a pennello. Doveva essere tutto perfetto. Il suo superiore in grado, Mr. A, l’attendeva all’altro capo della sala, già intento a predisporre la sessione del nuovo turno di monitoraggio.

“Benvenuto. Nome in codice di riconoscimento?”

“Mr. E, Signore…”

“Bene. Si avvicini pure ai pannelli di controllo, Mr. E. Ho già connesso al suo schermo le riprese effettuate dai droni di sorveglianza del quadrante EST, quello di sua competenza. Al momento, il suo soggetto è nel pieno di un’esaltante esperienza lisergica indotta da una nostra pedina.”

Mr. E diede una scorsa ai video che documentavano tutte le fasi del percorso pianificato per il soggetto, in perfetta sincronia coi grafici sinaptici che descrivevano in tempo reale lo schema neurologico della Visione in corso. Ogni sequenza video rappresentava, per ciascun riquadro del monitor, una diversa esperienza allucinatoria indotta dalla somministrazione di uno specifico composto lisergico, in funzione dell’effetto desiderato.

Lo sviluppo della Visione multipla seguiva un percorso classificato come “tipo B”, che prevedeva l’ingresso in universi multidimensionali, con missioni eroiche di salvataggio del mondo, portali magici ed eventuali chiavi di attivazione, per transitare poi in mondi di passaggio puramente fantascientifici, con tutti i loro canoni di genere, come astronavi ed alieni dai nomi evocativi. Ricadute e finti risvegli in ospedale, proiezione di background densi di viaggi in destinazioni esotiche in compagnia di carismatici guru si alternavano ad avventurosi dislocamenti spaziotemporali, corredati di macchine del tempo e relativi personaggi archetipici annessi, alcuni ripresi direttamente da film e serial d’archivio. Episodiche incursioni in sequenze stile poliziesco e spy story alla James Bond completavano il quadro. Tutto predisposto, tutto opportunamente programmato secondo un algoritmo preciso in ogni singolo dettaglio.

“Posso farle una domanda, Mr…”

“Mr. A, ragazzo. Mi dica…”

“Questo viaggio non avrà mai fine? E’ possibile che non trovino mai una via di fuga dal labirinto onirico in cui sono stati gettati?”

“Il vortice del sogno dentro il sogno di solito non lascia speranza di rientro, Mr. E.

E’ la contromisura più estrema adottata dal Gran Consiglio per gestire i Risvegliati, ma questo dovrebbe saperlo…” – rispose Mr. A, squadrando il nuovo arrivato con sospetto.

“Mi perdoni, Mr. A. Sono nuovo del Corpo, appena indottrinato, e non conosco niente di questo dipartimento, salvo le procedure operative di base per manovrare gli strumenti. Mi hanno da poco assegnato a una coppia di Responsabili e consegnato il mio nuovo identificativo da civile: DDD – E. Soltanto oggi ho ricevuto il nome in codice operativo per questo incarico.”

“Davvero poco ortodossa questa procedura, Mr. E. Chi le ha consentito di accedere alle operazioni di monitoraggio dei Risvegliati?

“E’ stato Phil-1, l’Assegnatore. Ha detto che l’incarico si attaglia perfettamente al mio schema psichico funzionale… sono parole sue.”

“E non ha detto altro?”

“No, Mr. A.”

Il Corpo dei Veglianti è una organizzazione di grande responsabilità, Mr. E. La tenuta del Sistema dipende dal nostro lavoro, perché basta un solo Risvegliato a innescare un processo di rigetto collettivo, e qui ne abbiamo ben due da gestire. Nessun nuovo indottrinato è mai entrato qui, se non dopo un percorso lungo e altamente selettivo…”

Il giovane guardava il suo superiore con la massima deferenza, e incrociando le dita.

“Phil -1 dovrà darmi delle spiegazioni per questa scelta irrituale, ma per ora… vedrò di farmi bastare ciò che mi ha mandato. La sessione di monitoraggio non può subire rallentamenti di alcun tipo, perciò mi ascolti bene: da questo momento in poi lei dovrà attenersi alle mie istruzioni alla lettera, e in tempo reale. Non sono contemplati errori, in questo reparto.”

“Sì, Mr. A, lo farò senz’altro. Sono ansioso di servire il Corpo, ansioso di imparare… io non conosco niente…”

“Capisco, ora però vediamo di concentrarci sul da farsi. Lavoreremo in coppia, e all’unisono; non sono ammessi tempi morti tra i diversi passaggi. Non perda di vista il soggetto H, io mi occuperò dell’altro, quello più pericoloso. Mi avvisi immediatamente quando è in atto uno spostamento, o di qualsiasi cosa le sembri fuori dall’ordinario. Lo schema di previsione comportamentale del soggetto è caricato sul suo monitor personale. Buon lavoro.”

“Grazie, Mr. A. Non la deluderò, Signore. Ho davanti l’andamento del percorso gestaltico previsto in base agli imput caricati, in tutti i suoi potenziali sviluppi. Per ora non ci sono variazioni significative, Signore.”

“Bene, continui così, Mr. E.”

***

“Posso farle una domanda, Signore?”

“Certo, Mr. E…”

“Perché questo programma? Se questi due soggetti hanno dato segni di Risveglio, perché non toglierli semplicemente di mezzo?”

Mr. A lo guardò con moderata sorpresa, ma con un abbozzo di sorriso.

“Intende dire metterli in prigione? … O forse pensava di ucciderli?”

“Beh, sì, ammetto che ho pensato a qualcosa del genere. Se sono così pericolosi come dice, la soluzione mi pare logica…”

“Pericolosi? Non potrebbero esserlo di più, questo è certo.”

“Allora non sarebbe meglio ucciderli, Signore, piuttosto che farli girare a vuoto come topi in trappola impegnando giorno e notte una sofisticata struttura operativa come questa? Mi perdoni l’ardire, Signore, ma lo trovo un inutile spreco di risorse pubbliche…”

L’interno della sala, ordinata e discreta, luccicava di superfici metalliche di forma perfettamente geometrica, ma sempre con gli angoli smussati. Le lunghe lampade tubolari incassate al soffitto spargevano ovunque una riposante luce bluastra, che però toglieva consistenza alle cose.

Le pareti, esclusa quella dell’ingresso, erano ricoperte di monitor collegati alle relative consolle, e speciali calotte encefaliche pendevano dall’alto, in corrispondenza di ciascuna postazione. I due operatori lavoravano in piedi, l’uno accanto all’altro, con gli occhi puntati sui giganteschi schermi che visualizzavano rispettivamente due punti rossi in movimento all’interno della pianta cittadina.

***

“Capisco. Lei ha ricevuto soltanto l’indottrinamento logico di base, vero?”

“Sì, Mr. A.”

“E’ chiaro che le manca tutta l’implementazione storica, economica e sociale. Per questo lei non capisce, e non dovrebbe essere qui. E io non dovrei essere costretto a dare certe spiegazioni.

Phil -1 mi sentirà, più tardi. Questo azzardo potrebbe costargli molto…”

“Con questa… implementazione potrei capire meglio? Ma capire cosa, esattamente, Mr. A?”

“Oh santo cielo… e va bene, le darò la versione corta. Veda di farsela bastare, Mr. E.”

“Ma certo.. sicuro, Mr. A… La ringrazio, Signore.” – disse, con trepidazione.

“Come comprenderà molto meglio in seguito, quando il suo percorso di perfezionamento individuale sarà concluso, coloro che hanno a cuore la governabilità del mondo hanno iniziato circa trent’anni fa a pianificare l’assetto attuale del Sistema, ovvero lo status di miglior governo possibile. Ci hanno messo molto a capire cosa non andava, cosa impedisse al Sistema di rimanere stabile, e assicurare la doverosa continuità di regime al Gran Consiglio…”

“Sempre sia lodato!”

“Ora e sempre. Comunque, dicevo che questa perenne fonte di disordine, ostacolo per ogni possibile costruzione politica e sociale duratura, risultò essere il libero pensiero. Chiamato anche capacità critica, il libero pensiero tende naturalmente all’anarchia, e dunque a destabilizzare qualunque sistema, alla lunga. Mi segue?”

“Ma dunque contrastare il libero pensiero sarebbe un po’come andare contro natura?”

“Io non la metterei così, ragazzo… Diciamo che non tutto ciò che è naturale è per forza un bene. Comunque non per il Sistema. E’ tutto chiaro fin qui, Mr. E?”

“Sì, Mr. A. Sto riflettendo sulle implicazioni logiche di questa impostazione. Non capisco però cosa c’entri questo con il monitoraggio dei Risvegliati…”

“Ci stavo arrivando. Dopo il 2050, e l’ennesima crisi ciclica internazionale dovuta in parte agli eccessi speculativi del libero mercato e in parte al declino delle istituzioni democratiche, paralizzate da conflitti di potere interni, si decise di correre ai ripari una volta per tutte. Il nuovo accordo segreto per la governabilità Nord-mondiale, che precedette la nascita del Gran Consiglio, decise di scongiurare per sempre il rischio dell’anarchia, il prodotto tipico del libero pensiero. Le migliori menti del mondo lavorarono al progetto e trovarono una soluzione innovativa e finalmente efficace…”

“Lei si riferisce al condizionamento postnatale o al programma di Controllo Risvegliati? Ancora non capisco bene come…”

“Non abbia fretta. Andiamo con ordine. Il Condizionamento Preventivo Postnatale è stato il primo passo, grazie al quale siamo riusciti a riqualificare la maggior parte dei cittadini, soltanto eliminando dall’educazione di base ogni riferimento storico, sociale o persino filosofico al libero pensiero, ma non è bastato…”

“Mi piacerebbe sapere perché, Signore…”

“Vede, Mr. E, il libero pensiero non può essere estirpato una volta per sempre. Come l’erba infestante, è connaturato nell’essere umano così profondamente che provare a contrastarlo ha sempre prodotto l’effetto contrario. Come in un domino senza fine di cause e di effetti lanciato verso il disordine totale. Studierà più avanti che dalla repressione nascono i martiri, i miti, i modelli di presunti nuovi valori da seguire, i contropoteri. Nascono odio, esaltazione, disprezzo e paura, che covano profondamente nel cuore degli uomini, perfino in quelli più disposti all’obbedienza, producendo presto o tardi una reazione. Il Sistema, alla lunga, non regge se governato col pugno di ferro, la Storia lo dimostra. Occorreva dunque trovare il modo di assecondare il libero arbitrio senza spezzarlo, in modo che risultasse innocuo per il potere costituito…”

Mr. A, più alto e massiccio, torreggiava sulla giovane recluta, compiaciuto del suo livello superiore di perfezionamento, che lo poneva nella gratificante posizione di istruttore. Mr. E, invece, intimidito e affascinato, pendeva dalle sue labbra. Gli sembrava impossibile che fuori della sua piccola logica ci fosse un mondo così vasto da scoprire. La sua curiosità, invece di saziarsi, non faceva che crescere.

“Il condizionamento postnatale non funziona per tutti, come forse avrà già dedotto. La memoria di certi eventi percepiti ancora come altamente significativi può tornare, e da quel piccolo frammento una mente sveglia è in grado di ricostruire l’insieme, e propagare il dubbio. Queste menti singolari, capaci di intercettare residui di schemi neurali compositi, trasmessi loro attraverso il DNA dei genitori, sono chiamati i Risvegliati, e sono una minaccia per noi. Fortunatamente le onde cerebrali di questi soggetti sono abbastanza forti ed eccentriche da essere subito rilevate dai nostri droni recettori. ”

“Una volta ne ho visto uno… Un drone recettore, intendo. Non aveva ancora attivato la schermatura invisibile…” – intervenne Mr. E, entusiasta come uno scolaretto, ma si ricompose quasi subito.

“Vede, ragazzo, se combattessimo questi ribelli in modo tradizionale…” – proseguì Mr. A – “… ad esempio facendoli sparire, imprigionandoli o uccidendoli, si otterrebbe soltanto di amplificare l’effetto destabilizzante della loro ribellione…”

Man mano che parlava, Mr. A sembrava gonfiarsi di fierezza, e persino il tono della voce suonava più sciolto e squillante. Non poteva esserci maggiore adesione personale a quello che stava rivelando.

“Dunque, ecco la soluzione: invece di contrastarli, negando loro le informazioni, li si bombarda di informazioni. Vengono fatti avvicinare da finti alleati, che lungi dal metterli sulla buona strada li depistano sempre di più, somministrando loro di nascosto specifiche sostanze lisergiche tarate sui loro schemi neurali, che monitoriamo costantemente. In questo modo si danno in pasto alle loro menti desiderose di risposte centinaia di potenziali verità diverse, una dopo l’altra, una più elettrizzante dell’altra. Verità dai colori sgargianti, complotti cosmici, invasioni, organizzazioni segrete o dottori che viaggiano nel tempo con macchinari futuristici; qualunque cosa pur di intrattenere le loro menti affamate. Fintanto che saranno impegnati in questo vano esercizio, non arriveranno mai a scoprire il Piano Segreto di Governabilità e il suo indottrinamento, fondato sull’unica Verità possibile.”

Mr. A, soddisfatto, fece una pausa. Si compiacque un poco dell’espressione stordita di quella recluta fuori posto, cui stava incautamente squadernando un mondo.

“Quale sarebbe, questa Verità?” – lo incalzò subito timidamente Mr. E.

Allora Mr. A volle azzardare un esperimento, per mettere alla prova su quel giovane ancora decostruito la validità dell’assunto che stava per rivelare, e anche l’efficacia del condizionamento postnatale.

“Ci pensi bene. Può arrivarci da solo, anche con la sua sola logica. E’ l’unica verità possibile, e immutabile, perché al mondo non c’è niente di più naturale. La dica, Mr. E…”

Il sottoposto lo guardava stranito, ma concentrato. Ci stava riflettendo.

“Lei conosce la verità, Mr. E. Deve saperla, o significa che il Gran Consiglio ha fondato il suo regno sul fango. La dica, recluta, ora!” – gli urlò a gran voce, arpionandolo con lo sguardo e avvicinandosi di un passo.

Unica e immutabile, e naturale, pensava Mr. E., mentre il suo cervello nutrito di logica si sforzava di trovare la risposta, sovrastato dalla sagoma corpulenta di Mr. A, che lo superava di quasi due spanne. Era realmente minaccioso, adesso. Non c’è niente di più naturale, si ripeteva.

Poteva quasi sentire il suo respiro addosso, e iniziò a provare disagio. Forse cominciava a capire quale risposta il suo superiore si attendeva da lui.

Il forte domina il debole…” – disse infine Mr. E, lasciando cadere le parole come frutti maturi.

***

“Bravo. Neanche io avrei potuto dirlo meglio, neanche il giorno del giuramento…” – dichiarò compiaciuto Mr. A.

“Non esiste alternativa a questa legge naturale. L’illusione che ci possa essere un’altra via ha portato sempre a danni peggiori, e l’infelicità del mondo, in fondo, è sempre dipesa dal volersi sottrarre a questo semplice assunto.”

La recluta, che non cessava di riflettere, rimase in silenzio per un po’.

“Lei ci crede davvero, Mr. A?” – chiese, all’improvviso.

“Perché, lei ne dubita, forse?”

Mr. E ebbe un istante di esitazione a rispondere alla domanda, ma rispose.

“Sì. Ora che ho il quadro completo sì, Signore. Mi spiace, Signore.”

Mr. A guardava la recluta esterrefatto. Quel giovane dai capelli castano chiaro, cortissimi, dal viso angelico e dai lineamenti delicati, osava apertamente dissentire dal primo fondamento del Gran Consiglio, e lo faceva guardando il suo superiore fisso negli occhi, con la sua piccola logica. Allora Mr. A comprese che esporre un nuovo indottrinato ad un aggiornamento così improvviso, non condotto per gradi, era stata una scelta realmente sconsiderata. Pensò ancora a Phil-1, e al discorsetto che gli avrebbe fatto dopo, pregustando le conseguenze che gli sarebbero piovute addosso.

“E… mi dica, Mr. E, cosa l’ha portato a questa conclusione?”

Improvvisamente, trillò una suoneria leggera, a indicare lo spostamento sullo schermo del puntino rosso in corrispondenza di H. Quasi contemporaneamente, anche l’altro puntino si era messo in movimento.

“Ci siamo. Per ora lasciamo perdere il discorso, recluta, abbiamo cose più urgenti. Indossi subito il casco encefalico, si concentri sul bersaglio e non lo perda mai di vista. Se dovesse rilevare impulsi cerebrali discordanti rispetto alle proiezioni mi avvisi subito, così potremo attivare in tempo un rinforzo negativo tra quelli presenti nel quadrante. Mi ha capito bene, Mr. E?”

“Certo, Signore.” – rispose Mr. E.

Ma non era più il Mr. E di prima. Ormai le nuove conoscenze stavano attivando implicazioni, e nuovi ragionamenti. La sua piccola logica si era messa in moto e non poteva più fermarsi. Gli suggeriva che niente di logico poteva giustificare la supremazia del Gran Consiglio sul libero pensiero. Volontà di dominio e libertà di pensiero erano entrambe pulsioni naturali, come aveva detto Mr. A. Pertanto, tra quelle due opzioni equivalenti, fece la sua libera scelta.

Scelse di ignorare che H si stava dirigendo in un’area che non collimava affatto con le proiezioni previste, e di non informare di questo Mr. A.

Nessuna pedina venne dunque inviata ad innescare il rinforzo negativo.

H, per la prima volta dopo mesi, stava per essere sciolto dal condizionamento.

Si trovava a un passo dal riconnettersi con la realtà.

[LA RRS CONTINUA fra 7 giorni]

 

(*) Le puntate precedenti sono in bottega: http://www.labottegadelbarbieri.org/tag/round-robin-story/

(**) Cos’è una «Round Robin Story»? E’ un gioco di scrittura. Una storia dove autori/autrici si susseguono, a turno, per scrivere “al buio” (cioè senza accordi preventivi) pezzi di una storia; di solito chi inizia è “condannato” anche a concludere, cioè a tirare fuori il finale. Divertente ma difficile. Qui in “bottega” alcune persone hanno accettato di giocare. Ogni sabato… finché ci saranno giocatori/giocatrici: avevamo messo nel conto una dozzina di puntate, probabilmente finiremo con 14 o 15. Il logo della nostra RRS, appunto Round Robin Story, è stato disegnato da Energu che lo varia sempre un poco. Ci ritroviamo qui fra 7 giorni. (db)

Redazione
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