RRS 13 – «La lettera anonima, il porto, la canzone»

La tredicesima e penultima puntata (*) – proposta da Lucia Pepe – della Round Robin Story (**) che si concluderà fra 7 giorni

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Ed era proprio lei. Si voltò di nuovo per vedere se la bella mamy che lo aveva appena catapultato in un nuovo labirinto di confusioni (perché le rivelazioni anziché schiarire la nebbia la infittiscono sempre un po’ di più, in fondo) fosse ancora lì, ma niente: svanita, scomparsa; si guardò intorno posando lo sguardo su Ursula: per lui, la prima donna delle rivelazioni e della nebbia. Prese rapidamente la decisione di non raccontarle del suo sconvolgente incontro, o forse fu lei a prendere la decisione cominciando a parlare senza quasi prendere fiato:

«Caro è da un po’ che ci penso ormai… eppure non sono mai stata così convinta… ma oggi, oggi non so cosa mi sia successo. Hai presente quei momenti in cui dal nulla fai un respiro profondo, senti proprio l’aria che prende posto all’interno di te e per un attimo, un brevissimo ma specialissimo attimo, sembra che tutto vada bene, quasi ti spunta un sorriso? Dura davvero poco ma se riesci a trattenere per qualche secondo la sensazione che rimane subito dopo, ti sembra di avere tutto chiaro o forse tutto confuso ma comunque ci stai bene in quella confusione. Ecco, io oggi ho avuto uno di questi attimi, non so se sia per via di qualcuno di quei viaggetti che proponiamo alle nostre menti, se sia stata Dia, o Mr. E, Mr A».

Al sentire quei nomi Horty spalancò la bocca e sgranò gli occhi ma non riuscì a proferire parola mentre Ursula proseguiva: «Non guardarmi così, anch’io ho sentito parlare di loro e di tante altre congetture, ma oggi quasi non mi importa. Penso che davvero abbiamo una memoria preziosa, ma penso anche che vada nutrita e vissuta. Penso che la mia resistenza la farò con le azioni. Si riscriveranno libri da noi già conosciuti, perché nuove coscienze arriveranno alle stesse conclusioni; le donne faranno una nuova lotta e torneranno sui banchi di scuola. Noi dobbiamo soltanto, con un misto di rabbia e gioia, vivere, nonostante il Sistema, contro il Sistema».

Ursula si fe«»rmò, Horty continuava a fissarla incredulo e dubbioso: “Posso ancora fidarmi di lei?” pensava; non aveva una risposta, continuava a fissarla combattuto.

Adesso anche lo sguardo di Ursula era dubbioso. Eppure sembrava tutto così nebulosamente chiaro quando l’avevo pensato. Adesso non mi riconosco nemmeno io in ciò che ho appena detto” pensò.

Si stavano ancora fissando, quasi studiando, in silenzio, quando arrivò David. Capì subito che c’era una strana tensione nell’aria ma non disse nulla, c’era qualcosa di più urgente.

«Ho ricevuto una lettera anonima: siamo attesi questa sera al porto, non so da chi e non so per quale motivo. Cosa ne pensate? Dovremmo andare? Ah, quasi dimenticavo, quando si apre la lettera esce una melodia, non mi sembra di conoscere questa canzone, eppure suona familiare. Dopo andrò a prenderla così che anche voi possiate ascoltarla».

Rimasero ore a discutere sul da farsi riguardo il misterioso appuntamento, poi Horty si fece coraggio e – guardando Ursula, quasi chiedendo l’approvazione su ciò che stava per dire – raccontò a David della loro conversazione. Horty, al di là di quale fosse il suo pensiero, aveva deciso di fidarsi di Ursula. David sorrise, come se già sapesse cosa sarebbe successo dopo.

[LA RRS SI CONCLUDE fra 7 giorni]

(*) Le puntate precedenti sono in bottega: http://www.labottegadelbarbieri.org/tag/round-robin-story/  

(**) Cos’è una «Round Robin Story»? E’ un gioco di scrittura. Una storia dove autori/autrici si susseguono, a turno, per scrivere “al buio” (cioè senza accordi preventivi) pezzi di una storia; di solito chi inizia è “condannato” anche a concludere, cioè a tirare fuori il finale. Divertente ma difficile. Qui in “bottega” alcune persone hanno accettato di giocare. Ogni sabato… finché c’erano giocatori/giocatrici: così sabato prossimo lo sciagurato che iniziò il gioco dovrà concluderlo e cercherà – chissà se ci riuscirà – di tirare tutti i fili di una trama che è piuttosto incasinata. Se sentire ansimare e sospirare non preoccupatevi, è che lo “sciagurato” sono io e da oggi sono in apnea.  Il logo della nostra RRS, appunto Round Robin Story, è stato disegnato da Energu che lo ha variato sempre un poco. Ci ritroviamo qui fra 7 giorni per la conclusione e l’arrivederci… a un prossimo anno o chissà. (db)

 

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