Scor-data: 12 agosto 1988

Basquiat vola via dalla merda

di Fiorella Iacono (*)

Che Basquiat sia stato uno dei più grandi “street writer “dell’ultimo secolo e abbia per anni dipinto indelebilmente i muri di New York firmandosi, con il suo amico Al Diaz, SAMO (same ols shit= sempre la stessa merda); che abbia casualmente incontrato Andy Warhol in un locale di Soho e dopo qualche anno sia divenuto suo amico e appartenente al gruppo della Factory, avendo presto accesso ai ritrovi di New York più alla moda (il Club 57 e il Mudd Club); che abbia fatto uso di stupefacenti per tutta la vita; che sia stato legato da una profonda amicizia con il grande Keith Haring; che dal 1981 sia stato presente sulla scena dell’arte contemporanea nelle maggiori gallerie del mondo, esponendo i suoi particolari lavori fatti di colore, parole e simboli/segni infantili, tipiche dell’Art Brut (Jean Dubuffet) … tutto questo e altro è cosa nota e fa parte della biografia più conosciuta a chi si interessa di arte contemporanea.

Non tutti sanno invece che Jean Michel Basquiat soggiornò per un periodo a Modena: infatti Emilio Mazzoli – ideatore e sostenitore della corrente artistica della Transavanguardia – lo aveva notato a New York nel 1981, in occasione della mostra “New York/New Wave” al PS1 di Long Island e, dopo aver acquistato un certo numero di opere, lo ospitò a Modena dove gli spazi della sua Galleria nel centro storico si trasformarono in uno studio. Basquiat, accompagnato da Diego Cortez, era una vera forza della natura “pittorica”, i vestiti imbrattati di colore, una vitalità impressionante nel comporre i suoi lavori, libero da schemi e costrizioni: era dominato in modo prepotente da una forte carica istintiva che nulla aveva a che fare con gli artisti della Transavanguardia (Clemente, Cucchi Chia, De Maria) che Mazzoli aveva presentato al pubblico per la prima volta negli spazi della sua galleria modenese. Molti aneddoti sono testimoniati direttamente nei racconti dello stesso Mazzoli e della sua assistente Rossana, spesso “increduli” sulla possibilità o meno di portare a termine la realizzazione della mostra.

La mostra si fece, alla fine, ma fu molto criticata e sbeffeggiata da un pubblico e da artisti che non erano pronti a un modo così dissacrante nell’utilizzare il mezzo pittorico.

Nelle sue peregrinazioni per la città emiliana, Jean Michel trovò muri di case che sembravano fatti apposta per le sue bombolette di colore e Mazzoli chiese al Comune l’autorizzazione a dipingere per il giovane street writer, autorizzazione che fu negata e che decretò una occasione perduta (con il senno di poi) per l’amministrazione modenese che oggi si ritroverebbe un patrimonio “open air” su qualche superficie urbana …

Basquiat tornò ancora una volta a Modena, sempre da Mazzoli, alcuni anni dopo, da artista ormai super affermato: purtroppo il suo legame con le droghe era ormai indissolubile.

Era nato a New York il 22 dicembre 1960. La sua arte fu come una meteora che attraversò il cielo della contemporaneità. Il 12 agosto 1988, nel pieno del successo, ricco e famoso, morì a 26 anni stroncato da un’overdose.

Le sue opere, i suoi colori, rimangono effettivamente “strabilianti”. Qualche piccola traccia del suo passaggio resta a Modena.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 12 agosto avevo, fra l’altro, queste ipotesi:
1861: eccidio a Casalduni; 1887: nasce Schrodinger; 1944: strage a Sant’ Anna Stazzema; 1953: la bomba sovietica; 1956: Prato, «se è civile … questo matrimonio non s’ha da fare»; 1961: il muro a Berlino; 1976: Tall El Zatar; 1977: muore Antonino Anzà; 2000: il K-141 Kursk si inabissa. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

Redazione
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