Scor-data: 13 febbraio 1633

Galileo a Roma: attendendo la tempesta

di Andrea Albini (*)  

Galileo Galilei raggiunge Roma il 13 febbraio 1633. Nei due mesi che lo attendono prima di essere convocato dall’Inquisizione, mesi che trascorrerà agli arresti domiciliari presso l’ambasciata di Firenze, non gli mancherà certo il tempo per meditare. Forse anche di riflettere su quanto infelice sia stata la sua decisione di lasciare l’insegnamento a Padova per mettersi al servizio dei Medici. Così facendo si è trasferito in un territorio dove il controllo del potere papale è fortissimo. Qui non esiste la protezione che la Repubblica veneta garantisce ai suoi cittadini e ai suoi ospiti più illustri dalle interferenze di quello che è, nei fatti, uno Stato straniero. Non a caso, solo a Venezia un intellettuale come Paolo Sarpi ha potuto permettersi di criticare così francamente il potere ecclesiastico.

Galileo non tarderà a pagare le conseguenze del suo sostegno all’idea che un universo geocentrico – con il Sole posto nel mezzo e i pianeti ruotanti attorno a esso – non è una pura ipotesi teorica ma una realtà. Anche se questo fatto è in contrasto con l’interpretazione letterale delle Sacre Scritture.

Dopo che il «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo» ha fatto infuriare il papa, lo scienziato ha tentato di sottrarsi al processo inquisitorio ma senza successo. L’inverno, i malanni e la vecchiaia non hanno dissuaso i giudici che hanno minacciato di trascinarlo di fronte al tribunale dell’Inquisizione fosse anche in catene. Ora a Roma la fretta è cessata e Galileo ha tempo di pensare. Di certo, perlomeno all’inizio, non ha perso la convinzione di essere nel giusto e di pretendere che la teologia non si occupi di scienza: la prima deve dirci “come si vadia in cielo”; la seconda “come vadia il cielo” (lettera a Cristina di Lorena). Per quanto riguarda le Scritture – dove si dice che il Sole gira attorno alla Terra – queste possono essere “interpretate” piuttosto che prese alla lettera. Una concezione, la sua, troppo moderna per i tempi; e d’altra parte la strada che, partendo da Galileo, porta a un pieno affrancamento della scienza nei confronti della religione è solo agli inizi. Perlomeno in Italia. Nel nostro Paese ancora per parecchi decenni l’astronomia eliocentrica sarà accettata implicitamente ma non insegnata ufficialmente. E ancor più tempo dovrà passare perché le opere che parlano di eliocentrismo siano tolte dall’Indice dei libri proibiti.

Nel corso del processo, Galileo sarà accusato di non avere ubbidito all’ordine impartitogli nel 1616, che gli intimava di non professare le sue dottrine eretiche. Ritenuto colpevole, sarà costretto ad abiurare e condannato a rimanere nella sua villa di Arcetri per gli ultimi anni di vita. Nel 1642, alla sua morte, il Sant’Uffizio si premurerà di ricordare al Granduca di Toscana che non è opportuno celebrare pubblicamente un uomo che era stato condannato per idee eretiche. Il messaggio viene compreso, tant’è che la tomba di Galileo che troviamo in Santa Croce sarà eretta circa un secolo dopo. E solo negli ultimi decenni del Novecento la Chiesa riconoscerà che nel “caso Galileo” – anche tenendo conto del clima culturale decisamente poco tollerante della Controriforma – erano stati commessi torti.

 

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili ma sinora sempre evitati) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 13 febbraio fra l’altro avevo ipotizzato: 1250: nasce fra Dolcino; 1278: a Verona bruciati 200 catari e valdesi; 1927: tassa sui celibi; 1929: Pio XI chiama Mussolini «uomo della provvidenza»; 1934: Dollfuss massacra gli operai; 1944: ucciso Alessandro Sinigaglia; 1945: bombe a Dresda (era la «scor-data» dell’anno scorso); 1965: censura contro «Il vicario» di Hochuth; 2006: assurda sentenza del Consiglio di Stato sul crocefisso. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.

Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su www.radiazione.info.

Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… vi aggiorneremo. (db)

Redazione
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  • Sabato 15 febbraio sono 450 dalla nascita di Galileo Galilei nel 1564. Buon compleanno!!! Chissà se un giorno ci sarà, come il Darwin Day oggi celebrato, anche un Galilei Day… Farebbe anche rima!

    • concordo
      nel frattempo Andrea preparerà (quando ha tempo) una scor-data galileiana… Oppure racconterà un albero: dove affonda Galileo le sue radici? cosa c’è nel tronco e nella corteccia? Ci sono rami fruttuosi e altri secchi? I migliori frutti?
      Ringrazio in anticipo
      db (laureato con lode in sfacciataggine applicata)

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