Scor-data: 19 febbraio 1910

Le donne che conquistarono l’Antartico tornano a casa: una storia (di Ursula Le Guin) talmente falsa che potrebbe essere vera

di d. b. (*)

Subito sotto il titolo – «Sur» – si legge «Relazione sommaria della spedizione Yelco all’Antartico, 1909-1910». Poi il racconto (del 1982) di Ursula K. Le Guin parte così: «Sebbene non abbia intenzione di pubblicare questa relazione, penso che sarebbe bello se una mia nipote, o la nipote di qualcun altro, la ritrovasse un giorno; quindi la terrò nel baule di cuoio in soffitta con l’abitino del battesimo di Rosita, il sonaglio d’argento di Juanito, le mie scarpette del matrimonio e gli scarponi da neve».

C’è dunque una sorta di diario segreto in un baule proprio come in due bei film – «I ponti di Madison County» di Clint Eastwood, «Terra e libertà» di Ken Loach – e in uno dei romanzi più avvincenti degli ultimi anni, «Regina di fiori e di perle» di Gabriella Ghermandi. Una vicenda d’amore e dunque privata nel primo caso, una storia soprattutto pubblica nel film di Loach mentre il romanzo della Ghermandi e questo «Sur» sanno mescolare il personale e la grande storia.

Dopo quella frase sugli «scarponi di neve», l’autrice della relazione ci parla di soldi: «la prima cosa necessaria per organizzare una spedizione, il denaro, è di solito la più difficile da trovare». Ma per fortuna c’è un benefattore, «che ahimè non posso nominare».

Alla fine della prima pagina capiamo che la spedizione mira a ripercorrere, stavolta in modo vincente, i tentativi di raggiungere il Polo Sud. La donna, senza nome, che scrive questa relazione trova 8 compagne di viaggio. Così il 17 agosto 1909 le donne che vogliono sfidare l’Antartide si incontrano a Punta Arenas (in Cile): «Juana e io (le due peruviane); Zoe, Beta e Teresa, venute dall’Argentina; e le nostre cilene Carlota, Eva, Pepita e Dolores».

Si parte.

Non vi racconterò quasi nulla di «Sur» perché vorrei che foste voi a snidare questo splendido, semplicissimo, geniale racconto e gustarvelo. Dirò solo che, come si intuisce quasi subito, è il “diario” di un’allegra vittoria non di una sconfitta.

E’ anche molto altro. Per esempio mostra un’«altra faccia dell’eroismo» come l’autrice della relazione sottolinea. Non fatevi sfuggire questa frasetta, buttata lì: «Del resto l’altra faccia dell’eroismo è spesso molto triste: le donne e i servitori lo sanno».

Il 22 dicembre 1909 le nove coraggiose (incoscienti?) ma anche organizzatissime latino-americane raggiungono il Polo Sud; il 19 febbraio, dopo molte disavventure (persino un parto imprevisto) sono in salvo.

«Nel 1912 tutto il mondo apprese che il coraggioso Amundsen aveva raggiunto il Polo Sud». Perché le 9 donne scelgono il silenzio? Perché affidare la vittoria a un baule? Non lo svelerò ma a me pare che questa “fanta-storia” di Ursula Le Guin sia geniale come le motivazioni del silenzio. I bauli sono pieni di storie (vere, false, verosimili) dimenticate. Perciò apriteli il più spesso possibile.

(*) Avevo già riassunto questa storia in blog ma non ho resistito all’idea di riproporla come una (fanta) scor-data.

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata», qualche volta due, di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione la gente sedicente “per bene” ignora, preferisce dimenticare o rammenta “a rovescio”. In questo casa si tratta di una fiction che però ci illumina sulle molte storie di donne taciute o rese impossibili… tacendone altre.

Molti i temi possibili per le «scor-date». A esempio, nel mio babelico archivio, sul 19 febbraio avevo ipotizzato: 1473: nasce Copernico; 1926: circolare ai prefetti italiani contro gli zingari; 1937: pogrom di Graziani a Debre Libanos in Etiopia; 1942: Roosevelt firma l’Executive Order per deportare i nippo-americani; 1942: morte (presunta) di Edmondo Peluso; 1945: inizia la battaglia di Iwo Jima (27 mila morti); 1949: nasce «Il mondo» di Pannunzio; 1998: riforma giudiziaria; 1999: D’Alema pro-Telecom; 2004: legge 40 su procreazione; 2006: muore Sylvia Rivera; 2008: all’ improvviso (pazzia, provocazione o cosa?) Kossiga accusa i francesi per Ustica.E chissà, a cercare, quante altre «scor-date» salterebbero fuori ogni giorno.

Molte le firme e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi, magari solo una citazione, un disegno o una foto. Se l’idea vi piace fate circolare le “scor-date” o linkatele ma citate la fonte. Se vi va di collaborare mettetevi in contatto con me (pkdick@fastmail.it) e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

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